ribaltone

In dizionario, lessico politico, lessico sportivo di Silvio DellʼAcqua

scossone improvviso tale da provocare un ribaltamento; in senso figurato nel lessico politico e giornalistico, l’improvviso e rapido mutamento di una situazione soprattutto politica o dei vertici di una azienda, un repentino cambio di governo; nel linguaggio giornalistico sportivo la riorganizzazione di una squadra o l’improvviso mutamento delle sorti di una partita.

Il termine, formato da ribaltare (rovesciare, capovolgere) con il suffisso accrescitivo –one è attestato già dal 1871[1] e aveva probabilmente sin dall’inizio entrambe le accezioni, quella “fisica” e quella metaforica, tanto che già il Dizionario della Lingua Italiana di Nicolò Tommaseo del 1872 riporta sia il significato di «movimento o colpo della persona che è ribaltata» che che quello figurato di «condizione sociale e economica […] che si rovescia»:

definizione di "ribaltone" nel dizionario di Tommaseo, 1872.

Definizione di “ribaltone” nel Dizionario della lingua italiana del 1872.

In questo secondo caso Tommaseo ne segnala l’uso in due locuzioni: “dare ribaltone”, se causato «da forza esterna», o “fare ribaltone” se avviene invece motu proprio o, come scrive il linguista «se par che ci metta del suo, e s’adopri egli stesso alla propria rovina». Anche il Vocabolario Italiano della Lingua Parlata del 1875, accanto alla definizione  di «movimento violento della persona o di un veicolo che accenna a ribaltarsi», ne segnala l’uso figurato riferito alle «cose civili». Mentre la prima accezione si andò via via perdendo, il termine restò in uso durante il Novecento nel suo significato metaforico:  nel 1968, ad esempio, lo scrittore triestino Gianni Pinguentini parla di “ribaltone dell’Austria asburgica” riferendosi ai fatti della prima guerra mondiale.[2]Il Ribaltone fu anche il titolo di un programma televisivo andato in onda nel 1978 su Rete 1 (l’attuale RAI 1) e condotto da Pippo Franco, Daniela e Loretta Golgi. Il titolo giocava su diversi significati: alludeva sì agli eventi politici di quegli anni, ma anche all’intento di “ribaltare” i luoghi comuni dell’Italia del tempo e al grande palcoscenico, detto appunto ribalta nel gergo teatrale (anche in senso figurato).

Umberto Bossi al primo raduno di Pontida nel 1990

Il ribaltone del ’94

Nel 1994 il termine ritornò prepotentemente in auge nel linguaggio politico quando la Lega Nord, abbandonando la maggioranza di centrodestra durante la XII legislatura, causò la fine del governo “Berlusconi I”: l’atto viene definito dai mass media “ribaltone” e sarà ricordato nella storia politica come il ribaltone per antonomasia. L’anno successivo (1995), la destra all’opposizione usò il termine “ribaltone” per riferirsi al tentativo della sinistra di riportare i propri uomini alla RAI modificandone, attraverso una legge, la nomina del Consiglio di amministrazione:

La sinistra e i popolari vogliono il ‘ribaltone‘ , vogliono riportare i loro uomini alla Rai. La destra non cede, e farà ostruzionismo. Ribaltone, ostruzionismo.

‘No al ribaltone in Rai’ Storace annuncia un duro ostruzionismo in Repubblica, 25 febbraio 1995.

Si parlò di nuovo di ribaltone nel 1997 quando la maggioranza di Rifondazione Comunista guidata da Bertinotti ritirò l’appoggio al governo Prodi sulla manovra finanziaria ’98 facendolo cadere. In seguito il termine viene utilizzato in innumerevoli occasioni che vanno dalla politica locale al cambio di vertici aziendali: usato inizialmente nelle interviste ai politici, è stato «raccolto tanto da sostenitori filogovernativi e antigovernativi nei dibattiti pubblici» e infine — scrive Tosi in Language and Society in a Changing Italy (2000) — «la stampa e la TV hanno bombardato il pubblico»[3] fissandolo definitivamente nel lessico giornalistico e comune. Va notato che nella cronaca politica odierna il termine ha spesso una accezione ironicamente negativa, poiché il ribaltone non è quasi mai un evento fortuito, ma il più delle volte un atto preordinato e sleale nei confronti degli elettori, operato da «guitteschi voltagabbana» (De Falco[4]).

Il ribaltone sportivo

Il ribaltone è in seguito entrato nel linguaggio giornalistico–sportivo, nel cui ambito può assumere principalmente due diversi significati:

 1. un “rimpasto”, ossia un cambio di allenatore o la riorganizzazione di una squadra:

Ribaltone a Roma: contattato un grande allenatore

Virgilio Sport, 21 febbraio 2019

2. un rovesciamento improvviso delle sorti di una partita (qualcosa di simile alla →zona Cesarini):

Questa è un’impresa maestosa. Un ribaltone da re. Il secondo tempo con cui il Brescia rovescia il Cosenza, in doppio vantaggio all’intervallo, è da capolista autentica.

Brescia Oggi, 10 marzo 2019

Espressioni derivate

  • ribaltone mascherato: un ribaltone dissimulato, “mascherato” appunto (ad esempio da governo tecnico o da accordo di governo) per renderlo meno riconoscibile come tale da parte dell’opinione pubblica («Secondo il PdL, però, le larghe intese sono un ribaltone mascheratoLibero, 15/07/2010);
  • ribaltone rosa: un “ribaltone” che porta al governo una maggioranza di donne («Un ribaltone “rosa”: cinque donne capolista alle europee» La Stampa, 9/4/2014);

  1. [1]De Mauro (op. cit.)
  2. [2]Pinguentini, Gianni Il ribaltone dell’Austria asburgica: 1915–1918 (Ricordanze d’un triestino). Trieste: Editrice Trieste, 1968.
  3. [3]Tosi, A. (op. cit.)
  4. [4]De Falco, (op. cit.)
  • Tommaseo, Nicolò Dizionario della Lingua Italiana. Torino: Unione Tipografico–Editrice Torinese, 1872. Volume 4. Pag. 173.
  • Rigutini, Giuseppe e Pietro Fanfani Vocabolario Italiano della Lingua Parlata. Firenze: Tipografia Ceninniana, 1875. Pag. 1294.
  • Tosi, Arturo. Language and Society in a Changing Italy. Multilingual Mattes, 2000. Pag. 158–159. ISBN 978-1853595011
  • De Falco, Renato Per moda di dire. Napoli: Guida Editore, 2010. Pag. 100.  ISBN 978-8860427595
  • ribaltone” in Il Nuovo De Mauro (internazionale.it). Web.