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voltagabbana

In dizionario, lessico politico di Silvio DellʼAcqua

soprattutto in politica, chi cambia con grande facilità la propria opinione o schieramento politico per tornaconto personale. Deriva dalla locuzione polirematica “voltare gabbana” (equivalente a “voltare casacca”), che significa appunto cambiare opinione radicalmente. Nell’uso corrente il termine voltagabbana è usato spregiativamente soprattutto in riferimento al parlamentare che cambia gruppo o partito per aderire a formazioni anche politicamente contrapposte rispetto a quella con cui è stato eletto:

Corrotti e voltagabbana: Malebolge[1] non vi ricorda l’Italia?

Vittorio Gassman in Corriere della Sera, 1 maggio 1994, pag. 23.

V. anche →gattopardismo.

soprabito militare Alpini

“Gabbana” (cappa) militare del Reggimento Alpini, I–II Guerra Mondiale (Auckland Museum).

La gabbana (variante di gabbano, dal basso latino CAPÀNUS, forse dall’arabo qabā’) era un ampio mantello senza cintura con maniche e cappuccio probabilmente di origine beduina o turca, un tipo di indumento utilizzato sin dal Medioevo da operai e contadini per proteggersi dal freddo e dalla pioggia. Diverso dal più raffinato “tabarro”, essendo rivoltabile poteva essere indossato anche al contrario, mostrando all’esterno un tessuto diverso o il fodero di pelliccia. Espediente utilizzato dai militari disertori era quello di rivoltare il soprabito dell’uniforme, una lunga cappa di panno simile appunto alla gabbana, per non essere riconosciuti come militari e confondersi tra i comuni cittadini: da ciò l’espressione “voltare casacca” o “voltare gabbana” (a volte anche “mutare casacca/gabbana”), che porta con sé tanto la metafora del “cambiare colore”, “bandiera”, quanto l’accezione negativa della diserzione vista come “tradimento” o “vigliaccheria”.

La locuzione sopravvisse alla scomparsa del termine gabbana, dal XX secolo sostituito nel lessico dal più generico soprabito, e fu utilizzata nel secondo dopoguerra in particolare per i fascisti che, caduto il regime, di dissociarono rapidamente dal proprio passato per paura di ripercussioni o per “saltare sul carro dei vincitori” approfittando della nuova situazione:

Fascisti niente altro che desiderosi, caduto il regime …di voltar gabbana il più presto possibile.

Giorgio Bassani, Cinque storie ferraresi (1956)[2]

 Chi non aveva fatto in tempo ad aggregarsi alla colonna Mussolini in fuga nel Comasco, o a voltare gabbana, stanato si difese sparando alla cecchina, dalle finestre, dai tetti; i colpi fecero più vittime tra la folla inerme che tra gli attaccanti. In alcuni luoghi piovevano proiettili come grandine.

Domenico Tarizzo, in Tempo Presente,[3] 1960 Vol. 5 pag. 774 

 

Voltare casacca

Sinonimo è il termine voltacasacca,[4] oggi molto meno diffuso.[5] L’espressione voltare casacca compare già nel 1812 in una Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca,[6] dove si suggerisce il termine lioncello con la seguente definizione: «che muta parte dalla state al verno, cioè che volta casacca, e si gitta ora alla parte de’ Guelfi, ed ora a quella de’ Ghibellini»; non dal diminutivo di leone — si precisa — ma in riferimento allo stemma del marchese Maghinardo Pagani da Susinana (XIII–XIV secolo) che fu prima Guelfo per poi passare alla fazione dei Ghibellini per convenienza politica. Altro sinonimo è banderuola («Via col vento: i politici banderuola» Corriere della Sera, 12 marzo 1993).

Polpolarità delle varianti “voltare/mutare gabbana/casacca” sulla base dei risultati della ricerca su Google al 24 aprile 2018: la combinazione poliremica di gran lunga più utilizzata è “voltare gabbana”.

In altre lingue

In portoghese esiste un termine equivalente: vira–casaca, letteralmente “voltacasacca”. Anche in inglese esiste una espressione analoga: turncoat, da to turn (girare) e coat (cappotto), con il significato di “persona che cambia la propria fedeltà”, “traditore”. In tedesco troviamo invece (der) Wendehals (che significa anche “torcicollo”), da wenden (girare) e Hals (collo) con riferimento all’atto di “voltarsi dall’altra parte”.

  1. [1]Malebolge è il nome dato all’ottavo cerchio dell’Inferno di Dante, nel quale sono puniti i fraudolenti.
  2. [2]cit. in Castoldi — Salvi (op. cit.)
  3. [3]Rivista di politica e arte fondata nel 1956 da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte.
  4. [4]voltacasacca” in Dizionario Olivetti. Web.
  5. [5]Dalla ricerca su Google il termine “voltagabbana” restituisce 175 000 risultati, “voltacasacca” meno di 700 (aprile 2018).
  6. [6]Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al vocabolario della Crusca, vol 3º, parte 1ª. Milano: Imperiale Regia Stamperia, pag. 35.

Bibliografia

Immagini

Auckland War Memorial Museum/Wikimedia Commons (CC BY 4.0) 1 , 2