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cappello di rafia (o raffia)

ràfia

In dizionario, lessico tessile di Silvio DellʼAcqua

(s. f.; pronuncia /ˈra.fja/; anche raffia, la variante rafia è oggi la più comune nell’italiano corrente)

1. Fibra vegetale molto resistente ricavata dai tessuti superficiali delle foglie di alcune piante del genere Raphia (specialmente Raphia ruffia e Raphia taedigera), usata specialmente per lavori di intreccio (sacchi, stuoie, legature, manufatti artigianali), spesso in sostituzione della iuta, e in agricoltura per legare piante, innesti e sostegni.

2. In botanica, rafia è il nome comune di piante del genere Raphia, caratterizzate da tronco relativamente breve e robusto e da foglie gigantesche, allungate, con segmenti coriacei e acuminati; i frutti sono drupe.
Con iniziale maiuscola (Raphia), indica anche il genere botanico della famiglia delle Palme (Arecaceae), comprendente circa 22 specie diffuse nell’Africa tropicale, nel Madagascar e nelle regioni equatoriali del continente americano, da alcune delle quali si ricavano la fibra omonima e il vino di palma.

Etimologia: il termine rafia deriva dal latino scientifico raphia (da cui anche il nome del genere Raphia), a sua volta dal greco ῥαφή (rhaphḗ), «cucitura, sutura», dal verbo ῥάπτειν (rháptō), «cucire». L’etimo allude all’uso tradizionale della fibra per legare, intrecciare e unire, più che alla pianta in sé, e riflette una denominazione funzionale basata sull’impiego pratico del materiale.


  • rafia in Il Nuovo De Mauro. L’Internazionale. Web.

Immagine: foto di Basile 🌿 su Unsplash