bagarino

In dizionario di Silvio DellʼAcqua

(s.m.) accaparratore, chi fa incetta di beni, oggi soprattutto biglietti di eventi sportivi o spettacoli di cui si prevede un’elevata richiesta, per poi rivenderli ad un prezzo più alto una volta che questi sono esauriti sul mercato; pratica detta appunto “bagarinaggio” o “bagarinismo”.

Ci sono diverse ipotesi sull’etimologia del termine:

  1. secondo l’ipotesi oggi più accreditata deriverebbe dall’arabo volgare baggālīn, plurale di baggāl che significa venditore al minuto, bottegaio,[1] rivenditore di verdura,[2] giunto in Italia attraverso i commercianti ebrei a Roma.
  2. secondo il linguista Bruno Migliorini (1896 — 1975), storico della lingua italiana e presidente dell’Accademia della Crusca, dallo spagnolo bagarino, “vogatore salariato”, a sua volta dall’arabo (Gabrielli, 1961[3]
  3. il Dizionario Moderno di Alfredo Panzini, edito da Hoepli nel 1905, lo fa derivare invece da bàghero o bagherino, un «carrozzino svelto, con cui questi svelti messeri si recano ai mercati, e a riscuotere denaro e interesse della merce data a rivendiglioli»;[3] tuttavia questa ipotesi sembra potersi escludere per il fatto che bàghero risulta essere più recente (XIX secolo) di bagherino.

Quale che sia l’origine, il termine bagarino o bagherino è di origine romanesca e risale almeno al XVIII secolo,[4] quando indicava il rivenditore che faceva incetta di merci a fini di speculazione: si legge infatti in una “notificazione”, ossia una delibera, della Repubblica Romana del 1798 che il bagarino è «il rivenditore di seconda mano, che rivende non già al Publico, od a Minuto, ma bensì ad altri rivenditori (in qualunque maniera ciò accada, o all’ingrosso, o a minuto)…».[5] La deliberazione indicava il bagarinismo tra le attività illegali, ma tale pratica ha da sempre diviso l’opinione dei protezionisti che la considerano una speculazione da combattere da quella di alcuni liberisti che la considerano invece un’espressione del libero mercato. Nel 1877 un articolo sul Monitore Industriale,[6] “organo degli interessi dell’industria nazionale”, spiega che i bagarini sono coloro che comprano all’ingrosso «le provviste degli erbaggi, della frutta, delle uova, del pesce e di altri commestibili […] che arrivano sul mercato di Roma od anche prima che vi giungano». In pratica, conclude il Monitore Industriale, i bagarini non sono «…né più né meno di ciò che rappresentano in molti altri generi di commercio i cosiddetti grossisti» e non trova quindi giustificazione la stigmatizzazione di questa attività. Di diverso avviso è una relazione intorno alle condizioni dell’industria in Italia,[7] redatta dal Ministero di agricoltura industria e commercio nel 1879 la quale considera il bagherinaggio «una piaga veramente desolante, che rende il commercio e l’industria delle ortaglie poco e niente remuneratrice».[7]

Ad ogni modo, a prescindere dagli aspetti etici, nel 1990 un articolo della rivista Lingua Nostra (fondata nel 1939 dallo stesso Bruno Migliorini) registra la diffusione del termine bagarino anche fuori Roma, «in Lombardia e altrove».[8]


Distribuzione regionale del termine bagarino secondo Google Trends.

L’attuale significato di “rivenditore di biglietti” risale ai primi del Novecento e ha sostituito, nell’uso attuale, quello originario di “rivenditore di ortaggi” o di generico speculatore. Già in un articolo del 1909 de La Stampa, si legge infatti il termine bagarino riferito ai rivenditori da marciapiede di biglietti per i teatri di New York:

Niente di più naturale quindi, che un bagarino possa venir trattato come un mezzo delinquente in Italia, e come un galantuomo in America. […] Uno di essi, davanti al New Amsterdam Theatre, ha guadagnato in tre mesi trentamila dollari mercanteggiando dei posti per la Vedova Allegra.

 da “Gli speculatori del marciapiede”. La Stampa, 14 febbraio 1909. Pag. 3

Derivati

Per quanto riguarda i sostantivi derivati riferiti all’attività del bagarino, il termine bagarisnismo (formato con il suffisso –ismo) è pressoché desueto[9] mentre bagherinismo è di fatto scomparso scomparso[10] insieme alla forma bagherino da cui deriva. Si è invece affermato bagarinaggio, che mostra nel suffisso –aggio, solitamente utilizzato per formare nomi di attività valutate negativamente come crumiraggio, spionaggio o recentemente stalkeraggio,[11] l’accezione spregiativa data dal sentimento comune verso questa pratica.

In altre lingue

  • francese: scalper, revendeurs de billets, vendeur à la sauvette.[12]
  • inglese: bootlegger, scalper, ticket scalper (US); tout (UK);[13][14]
  • portoghese: cambista;[15]
  • spagnolo: revendedor;
  • tedesco: der Skalpierer,[16]

  1. [1]De Mauro, in L’Internazionale. Web.
  2. [2]Pestelli Leo “Bagarino è parola romanesca più antica delle partite di calcio” in La Stampa, giovedì 21 Novembre 1963. Pag. 3
  3. [3]Gabrielli, Aldo Dizionario linguistico modernoguida pratica per scrivere e parlar bene. Mondadori, 1961.
  4. [4]Il Sabatini Coletti, in Corriere Della Sera. Web.
  5. [5]“Notificazione” della Repubblica Romana del 11 pratile Anno VI Repubblicano (31 maggio 1798), in Collezione di carte pubblicheproclami editti, ragionamenti ed altre produzioni tendenti a consolidare la rigenerata Repubblica romana. Roma: Salvioni, 1798.
  6. [6]“Il Bagarinismo” in Monitore Industriale. Roma, 30 settembre 1877. Anno II, n°39.
  7. [7]Relazione intorno alle condizioni dell’industria in Italia, Tipografia Barbéra, 1879.
  8. [8]Lingua Nostra. Vol. 51-52. Sansoni, 1990. Pag. 127.
  9. [9]107 risultati su Google per bagarinismo a fronte dei 103 mila di bagarinaggio al 03/07/2019.
  10. [10]Zero risultati.
  11. [11]Stalkare, stalkerare o stalkerizzare?” in Accademia della Crusca, 26/9/2017. Web.
  12. [12]Glosbe.
  13. [16]WordReference. WordReference.
  14. [14]Online Etymology Dictionary, Douglas Harper.
  15. [15]Glosbe.
  16. [17]
  17. [16]Glosbe.]/ref] der Schwarzhändler.[17]Dizionario Langenscheidt.