(femminile –aia) suffisso nominale utilizzato nella lingua italiana per formare, a partire da un sostantivo, un nome di agente (nomen agentis), cioè un altro sostantivo riferibile a persona che svolge un’attività correlata con il nome di base (es. latte → lattaio, «venditore di latte»).
Continua il latino -arius con il significato di «persona addetta a», come in asinarius, vinarius, ecc. Il suffisso -aio/-aia, di tradizione toscana, è spesso associato a mestieri manuali tradizionali e ad attività di bottega, artigianato e piccolo commercio.
Nota: Notaio non è un derivato produttivo in -aio ma voce di origine dotta/ereditata (lat. notarius).
In alcuni casi la forma maschile o femminile è lessicalmente specializzata (es. bambinaia «persona addetta ai bambini» vs bambinaio in accezioni diverse), oppure una delle due è storicamente prevalente.
Sono affini: -aro/-ara di tradizione romanesca, spesso ma non sempre, intercambiabile (vaccaio/vaccaro).
Altri suffissi per la formazione di mestieri e professioni sono ad esempio –aiolo, -ario, -ante, -iere, -ino, -ista.
Il suffisso –aio/–aia è inoltre impiegato anche nella formazione di nomi di luogo o di contenitore/spazio legati al nome di base (es. bagagliaio, pollaio, legnaia, ghiacciaia), con oscillazioni di genere talvolta lessicalizzate (ghiacciaio / ghiacciaia).
Nomi di attività o mestieri formati con il suffisso -aio/-aia:
- acciugaio/a: (specialmente Piemonte e Lombardia) salaccaio, venditore ambulante di acciughe e pesce conservato (anche acciugaro, romanesco).
- acetaio/a: (Emilia) chi produce o vende l’aceto. Al femminile, acetaia, indica anche l’ambiente dove si produce e invecchia l’aceto.
- acquafrescaio/a: (Napoli) chi vende acqua fresca e relativo chiosco, acquaiolo.
- alabastraio/a: (tipico della zona di Volterra) chi produce e vende oggetti in alabastro.
- anguriaio/a: (Italia settentrionale) chi vende angurie (cocomeri) “al gelo”, cocomeraio/a (anche anguriaro/a).
- asinaio/a: chi conduce gli asini o ne è custode (anche asinaro/a). Al femminile, asinaia, indica prevalentemente il luogo di ricovero degli asini.
- asolaia: lavoratrice di sartoria che confeziona asole, occhiellaia.
- astucciaio/a: artigiano che fabbrica “astucci” ovvero, scatole, cofanetti e simili, anche con materiali pregiati.
- baccellaio: (Toscana) chi vende “baccelli” ossia fave (ed altri legumi); può indicare anche il campo coltivato a fave.
- balestraio/a: chi fabbrica, ripara e/o vende balestre ovvero armi da lancio (sec. XVIII, scomparso).
- bambinaia: chi dietro compenso, si prende cura dei bambini; al contrario di altri nomi d’agente con -aio. Come nome di mestiere è utilizzato prevalentemente al femminile poiché (secondo la maggior parte dei dizionari)
- bambinaio: “uomo che sta volentieri con i bambini” (De Mauro, Hoepli).
- bandaio/a: lattoniere, stagnino; originariamente chi fabbrica e/o vende bande metalliche.
- banderaio/a: chi fabbrica o vende bandiere (dalla variante antica bandera) o paramenti in genere; può indicare anche il soldato portabandiera.
- barrociaio: (anche barocciaio o birocciaio) carrettiere; da barroccio o biroccio, carro a due ruote per il trasporto di oggetti.
- basolaio/a: basolatore, addetto alla “basolatura” ossia alla posa delle lastre di roccia o “basoli” per la pavimentazione stradale (a. 1965).
- bastaio/a: chi fabbrica o vende i “basti”, ossia selle di legno per le bestie da soma, adatte al trasporto di ceste o altri carichi.
- beccaio/a: (Toscana) macellaio (XI sec.). L’Arte dei Beccai era una delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze e faceva parte delle quattordici Arti Minori. Ironicamente, anche chirurgo. Variante romanesca è beccaro/a.
- berrettaio/a: chi fabbrica o vende berretti, in Toscana anche berrettinaio.
- bestiaio/a: chi cura il bestiame.
- benzinaio/a: chi vende benzina e carburanti per autotrazione (in romanesco anche benzinaro/a).
- braciaio: chi produce o vende brace (anche braciaiolo, desueto, o braciaro, romanesco).
- broccaio/a: (anche broccaro), chi produce, vende o ripara (“concia”) brocche in coccio o in metallo. Chi ripara le brocche era anche detto conciabrocche.
- bibliotecaio/a: addetto al servizio di una biblioteca; si differenzia dal bibliotecario che è invece una professione qualificata.
- bicchieraio/a: chi fabbrica o vende bicchieri.
- biciclettaio/a: chi costruisce, vende o ripara biciclette (anche biciclettaro/a).
- bilanciaio/a: chi fabbrica, vende o ripara bilance.
- biliardaio/a: chi fabbrica o vende biliardi.
- bigliettaio/a: chi vende biglietti per mezzi di trasporto, spettacoli o lotterie.
- birocciaio/a: variante regionale di barrocciao, carrettiere; da barroccio o biroccio, carro a due ruote per il trasporto di oggetti.
- birraio/a: chi produce o vende birra.
- borchiaio/a: chi produce, vende o applica borchie.
- borsaio/a: chi produce o vende borse in genere.
- borsettaio/a: chi produce o vende borsette per signora, borsellini e accessori (anche borsettaro/a).
- bottaio/a: chi produce, vende e ripara botti (anche bottaro/a).
- bottegaio/a: in generale, chi conduce una bottega di qualsiasi tipo (anche bottegaro).
- bottigliaio/a: chi produce e vende bottiglie, o acquista bottiglie ed altri oggetti usati (anche bottigliaro/a).
- bottinaio: chi svuota i pozzi neri, da bottino (pozzo nero); detto anche vuotacessi (anche bottinaro).
- bottonaio/a: chi produce e vende bottoni (anche bottonaro/a).
- bozzolaio: chi commercia bozzoli di baco da seta (anche bozzolaro). Al femminile, bozzolaia, è anche il locale dove si conservano i bozzoli dei bachi da seta.
- bufalaio: chi accudisce bufali (anche bufalaro).
- burattinaio/a: artista che muove i burattini, anche figurato (romanesco burattinaro/a).
- burraio/a: chi produce e vende il burro. Al femminile, burraia, è anche l’ambiente dove si prepara o si conserva il burro.
- bustaio/a: chi produce e vende buste (Hoepli) o chi confeziona busti (Garzanti).
- caciottaio/a: chi produce o vende caciotte (anche caciottaro/a).
- calcaraio: chi cava o lavora il calcare (anche calcararo)
- caldarrostaio: chi arrostisce e vende le castagne (anche caldarrostaro/a).
- calderaio/a: chi fabbrica e ripara pentole e caldaie (anche calderaro).
- calzettaio/a: chi fabbrica, vende o ripara calze (anche calzettaro/a).
- calzolaio/a: chi produce, vende o ripara calzature (anche calzolaro/a). L’Arte dei Calzolai (sec. XIII-XVI) era una delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze e faceva parte delle quattordici Arti Minori.
- camiciaio/a: chi confeziona o vende camicie (anche camiciaro/a).
- candelaio/a: chi fabbrica o vende candele.
- canestraio/a: chi fabbrica canestri o altri oggetti con materie vegetali da intreccio (cesteria) come vimini, midollino e simili; sinonimi cestaio, cestinaio (anche canestraro).
- cappellaio/a: chi confeziona o vende cappelli (anche cappellaro/a).
- capraio: chi accudisce le capre, pastore (anche capraro).
- caramellaio/a: chi produce o vende caramelle e dolciumi (anche caramellaro/a).
- carbonaio: chi produce il carbone vegetale dalla legna; mestiere molto diffuso in Italia fino alla metà XX secolo nelle località di montagna e di collina dove c’era abbondanza di legna (anche carbonaro).
- carrettonaio: (piemontese e toscano[1]) chi trasporta calcinacci, sabbia e simili con i “carrettoni”[2] (in dialetto cartoné).
- carrozzaio/a: chi fabbrica o aggiusta carrozze, carrozziere.
- cartaio/a: chi produce o vende carta (anche cartaro).
- cartolaio/a: chi vende articoli di cartoleria (anche cartolaro).
- cavallaio/a: chi custodisce o commercia cavalli; chi guida cavalli da tiro, cavallante (anche cavallaro/a).
- cascinaio/a: chi conduce una cascina, in quanto proprietario o sovrintendente (famiglio).
- cenciaio/a: straccivendolo, da cencio, straccio (anche cenciaro/a). Al femminile, cenciaia, indica anche un ammasso di stracci o in senso figurato una cosa di nessun valore.
- ceraio/a: chi fabbrica o vende candele di cera (anche ceraiolo), modellatore di cera (ceroplasta), chi porta il cero nelle processioni.
- cerchiobottaio/a: ironico, variante meno comune di cerchiobottista.
- cestaio/a: chi fabbrica canestri, o altri oggetti con materie vegetali da intreccio (cesteria) come vimini, midollino e simili; sinonimi canestraio, cestinaio.
- cestinaio/a: v. cestaio/a.
- chiavaio: chi fabbrica o vende chiavi, serrature e simili (anche chiavaro).
- chiocciolaio/a: chi raccoglie e vende chiocciole (anche chiocciolaro/a).
- chiodaio/a: chi fabbrica e vende chiodi (anche chiodaro).
- ciabattaio/a: chi fabbrica o vende ciabatte.
- cioccolataio/a: chi produce o vende cioccolato e simili (anche cioccolataro); utilizzato anche nell’espressione piemontese “figura da cioccolataio” che significa “brutta figura”, “figuraccia”.
- cocomeraio/a: chi coltiva o vende cocomeri (anche cocomeraro); nel nord Italia è detto “anguriaio”.
- coltellinaio/a: artigiano armaiolo specializzato nella produzione della coltellineria, ovvero di strumenti da taglio (anche coltellinaro/a).
- corallaio/a: chi lavora il corallo o vende coralli lavorati (anche corallaro/a).
- coramaio: chi lavora il cuoio (da corame, cuoio lavorato e decorato), chi lavora in una corameria (anche coramaro).
- cordaio/a: chi fabbrica o vende corde e spaghi (anche cordaro).
- corniciaio/a: chi fabbrica cornici.
- crestaia: sartina.
- cuoiaio/a: chi lavora e vende il cuoio (anche cuoiaro). L’Arte dei Cuoiai e dei Galigai era una quattordici Arti Minori di Firenze.
- edicolaio/a: edicolante, gestore di un’edicola per la vendita di giornali, periodici o libri.
- ferraio/a: chi lavora il ferro (anche ferraro), oggi usato solo come aggettivo nella locuzione fabbro ferraio che designa il fabbro che fa piccoli lavori in ferro battuto.
- fiammiferaio/a: venditore ambulante di fiammiferi.
- filandaia: lavoratrice di filanda.
- fioraio/a: chi vende fiori.
- formaggiaio/a: chi produce o vende formaggi (anche formaggiaro/a).
- fornaciaio/a: chi conduce o lavora in una fornace (anche fornaciaro/a).
- fornaio/a: chi produce pane e prodotti da panificazione; titolare di un forno o panetteria; panettiere (anche fornaro/a).
- galigaio: conciatore di pelli, cuoiaio. Da galiga, scarpone in pelle. L’Arte dei Cuoiai e dei Galigai era una quattordici Arti Minori di Firenze.
- gattaia: persona che nutre ed accudisce i gatti randagi (variante meno comune di gattara).
- gazzosaio/a: venditore o piccolo produttore di gazzosa.
- gelataio/a: chi produce e vende gelati (anche gelataro/a).
- gessaio: chi lavora il gesso o vende manufatti in gesso.
- ghiaiaio/a: chi raccoglie, trasporta e vende la ghiaia.
- giocattolaio/a: chi produce o vende giocattoli (anche giocattolaro/a).
- giornalaio/a: chi vende giornali, edicolante (anche giornalaro/a).
- giostraio/a: addetto al funzionamento e manutenzione della giostra, oggi “esercente spettacoli viaggianti”.
- gommaio/a: chi vende pneumatici, gommista (toscano).
- grappaio: chi produce grappa.
- guantaio/a: chi confeziona o vende guanti (anche guantaro).
- lattaio/a: chi vende latte e derivati, attestato dal 1803 (anche lattaro o lattarolo).
- lampionaio/a: addetto alla pulizia e all’accensione dei lampioni a gas; chi fabbrica e vende lampioni e lampade (anche lampionaro).
- lavandaio/a: chi lava indumenti altrui (anche lavandaro/a).
- libraio/a: chi vende libri (anche libraro/a).
- liutaio/a: artigiano esperto nella liuteria, ossia l’arte della costruzione, riparazione e restauro degli strumenti musicali a corda (anche liutaro). Deriva dal liuto, strumento a pizzico molto usato fino all’epoca barocca.
- lumaio/a: fabbricante o venditori di lumi e lampade.
- luminaio/a: chi era incaricato di accendere i lumi nei teatri.
- lupinaio/a: venditore ambulante di lupini bagnati e salati (anche lupinaro/a); anche calpo coltivato a lupini (raro).
- macellaio/a: chi lavora e vende le carni (anche macellaro).
- magliaio/a: chi esegue o vende lavori a maglia. La variante regionale magliaro ha una accezione maggiormente dispregiativa.
- manzolaio/a: (Lombardia) salariato a contratto annuale addetto all’allevamento dei bovini.
- marinaio/a: membro dell’equipaggio di una nave (anche marinaro). È detto marinaio anche il “comune di seconda classe”, primo grado dei militari di truppa della Marina Militare Italiana (equivalente a quello di soldato semplice dell’Esercito).
- mascheraio/a: chi produce o vende maschere.
- materassaio/a: chi confeziona o rinnova materassi, trapunte imbottite, cuscini (anche materassaro/a).
- merciaio/a: chi vende articoli di merceria (anche merciaro/a).
- mugnaio/a: chi opera in un mulino per la trasformazione dei cereali in farina (anticamente mugnaro/a).
- muscolaio: a La Spezia, allevatore di “muscoli”, ossia cozze.
- nocciolaio: venditore, specialmente ambulante, di nocciole e frutta secca in genere.
- notaio: o notaro, soggetto al quale è affidata la funzione di garantire la validità dei contratti e, più in generale, dei negozi giuridici (da nota, “scritto”). Professione considerata socialmente elevata, è l’unica eccezione in questo senso tra quelle il cui nome termina in –aio. Variante antica tuttora usata è notaro.
- occhialaio/a: chi produce, vende e ripara occhiali, oggi detto “ottico” (in romanesco occhialaro/a).
- occhiellaia: lavoratrice di sartoria che confeziona asole, asolaia.
- occhiellaio: operaio che fa occhielli alle vele.
- oliaio: chi produce o vende olio. Al femminile, oliaia, indica solitamente il luogo dove si produce l’olio.
- ombrellaio/a: chi fabbrica, vende o ripara ombrelli (anche ombrellaro).
- operaio/a: chi esegue un lavoro manuale in genere, da opera, “lavoro”.
- orciaio/a: chi fabbrica e vende orci, orcioli e altre terraglie.
- orciolaio/a: v. orciaio.
- orologiaio/a: chi fabbrica, vende e ripara orologi (anche orologiaro/a).
- orpellaio/s: artigiano che esegue gli “orpelli”, ossia indora cuoi e pelli (anche orpellaro/s).
- ostricaio: allevatore e venditore di ostriche (anche ostricaro).
- ottonaio/a: artigiano che lavora l’ottone.
- padellaio/a: chi fabbrica, vende e ripara padelle (anche padellaro/a).
- pallonaio/a: chi fabbrica o vende palloni (anche pallonaro/a).
- panaio/a: (Toscana, antico) venditore di pane.
- panettaio/a: addetto alla panettatrice in un burrificio.
- panieraio/a: chi fabbrica o vende panieri, cesti e simili.
- pantalonaio/a: sarto, o lavorante di una sartoria, specializzato nella fabbricazione di pantaloni (anche pantalonaro/a).
- pantofolaio/a: chi produce o vende pantofole; ha assunto anche il significato di persona che ama il vivere casalingo, comodo, mediocre (cioè indossa abitualmente le pantofole).
- parruccaio/a: chi fabbrica o vende parrucche.
- pastaio/a: chi produce o vende paste alimentari (anche pastaro).
- pastasciuttaio/a: (scherzoso, sulla falsariga dei mestieri in –aio) chi mangia molta pastasciutta, ingordo (anche pastasciuttaro/a).
- pattonaio/a: venditore ambulante di “pattona”, ossia castagnaccio.
- pecoraio/a: chi accudisce le pecore (anche pecoraro).
- peracottaio/a: venditore ambulante di pere cotte (anche peracottaro); ha assunto anche il significato di incapace, buono a nulla soprattutto nell’espressione “figura da peracottaio”, figura meschina (analoga a “figura da cioccolataio”).
- pellaio/a: chi concia, lavora o vende le pelli (anche pellaro/a, pellaiolo/a).
- pellicciaio/a: chi concia, lavora o vende pellicce (anche pellicciaro/a).
- peltraio/a: artigiano che lavora il peltro (anche peltraro). Il peltro è una lega metallica composta di stagno ed altri metalli tra i quali il piombo, oggi non più utilizzata per la tossicità.
- pentolaio/a: chi fabbrica, vende o ripara pentole (anche pentolaro/a).
- pettinaio/a: chi fabbrica o vende pettini.
- piattaio/a: chi fabbrica piatti. Al femminile, piattaia, indica anche un mobile domestico per il ricovero dei piatti.
- pifferaio/a: suonatore di piffero (anche pifferaro).
- pipaio/a: chi fabbrica e vende pipe ed altri articoli per fumatori.
- polentaio/a: chi prepara e vende polenta (anche polentaro/a).
- portinaio/a: addetto alla custodia di una porta (anche portinaro); si differenza dal “portiere” che ha mansioni più ampie (es. la custodia e la piccola manutenzione di un edificio) ma i termini sono spesso usati come sinonimi.
- postaio/a: (Lombardia, Italia settentrionale) gestore di una “posteria” (anche postaro/a).
- prestinaio/a o pristinaio/a: (Lombardia, Italia settentrionale) panettiere, fornaio/a; dal dialetto prestìn, “panificio”, a sua volta dal latino tardo pristinum, mulino (anche pristìno o prestinaro).
- ramaio/a: chi fabbrica, vende o ripara oggetti in rame (anche ramaro).
- rottamaio/a: chi raccoglie e commercia rottami (anche rottamaro/a).
- sabbionaio/a: operaio addetto alla cavatura della sabbia. Al femminile, sabbionaia, indica una vasca di sabbia.
- salaccaio/a o saraccaio/a: venditore ambulante di “salacche”, ossia pesce conservato sotto sale. Nell’uso toscano indica anche un libro logoro, buono solo per incartarci le salacche (Olivetti).
- salinaio/a: operaio addetto alla raccolta del sale in una salina (anche salinaro/a).
- salsicciaio/a: chi fa o vende salsicce ed altri insaccati (anche salsicciaro/a).
- saponaio/a: chi fabbrica o vende sapone (anche saponaro/a).
- scopaio: fabbricante di scope.
- sellaio/a: chi fabbrica o vende selle per cavalcature, o manufatti in pelle in genere (anche sellaro/a).
- sigaraio/a: addetto alla lavorazione del sigaro.
- scarpaio: venditore ambulante di calzature; calzolaio; ciabattino (anche scarparo/a).
- solfataio/a: minatore di zolfo (anche solfataro).
- stagnaio/a: artigiano che esegue stagnature, lavori in latta e lamiera (anche stagnaro/a o stagnino/a).
- tabaccaio/a: chi vende tabacchi e simili (anche tabaccaro/a).
- talpaio: cacciatore di talpe, disinfestatore. Al femminile, talpaia, indica la tana della talpa.
- tubaio: (reg. toscano): operaio addetto ai tubi in una miniera.
- vaccaio/a: chi accudisce le vacche (anche vaccaro/a).
- vaiaio: conciatore e venditore di pellicce di “vaio”, ossia scoiattolo,[3] particolarmente pregiate: quella del vaiàio era una delle sette arti maggiori del Comune di Firenze. Per estensione: conciatore in genere, pellicciaio.
- vasaio/a: artigiano che fabbrica e vende vasi (anche vasaro/a).
- velinaio: funzionario preposto alla stesura di “veline”, ossia comunicazione inviata da fonte governativa alla stampa perché venga pubblicata. La forma velinaro ha una accezione più spregiativa.
- vinaio/a: chi vende vini (soprattutto sfusi).
- vongolaio/a: ci pesca o vende vongole (anche vongolaro/a).
- zoccolaio/a: chi fabbrica o vende zoccoli (anche zoccolaro/a).
Nomi di spazi o luoghi formati con il suffisso -aio/-aia:
- acetaia: (modenese e reggiano) ambiente dedicato alla produzione ed invecchiamento dell’aceto.
- bagagliaio: spazio delimitato (vano, stanza) atto a contenere i bagagli; vagone ferroviario adibito al trasporto dei bagagli.
- barbatellaio: parte del vivaio in cui si tengono a radicare le barbatelle, ovvero talea di vite o di altra pianta che ha emesso le barbe ed è quindi pronta per essere trapiantata.
- bietolaio: campo di bietole.
- bozzolaia: locale dove si conservano i bozzoli dei bachi da seta.
- braciaio: recipiente dove i fornai tenevano la brace spenta per riutilizzarla.
- calcinaio: vasca o fossa per la calce. Nella conciatura, dove si macerano le pelli nel latte di calce; nell’edilizia, dove si spegne la calce viva.
- canapaio: campo coltivato a canapa.
- carciofaio: campo di carciofi.
- carnaio: luogo destinato alla carni in una macelleria, più comune in senso figurato per luogo, ambiente eccessivamente affollato.
- ceneraio: nel forno, vano ove cade la cenere.
- cipollaio: terreno coltivato a cipolle.
- cocomeraio: terreno coltivato a cocomeri.
- colombaia: locale adibito all’allevamento delle colombe, solitamente nel sottotetto di un edificio o in una apposita torretta.
- concimaia: vasca dove si conserva il concime (letame o altri fertilizzanti).
- ghiacciaia: ambiente dove veniva prodotto ed immagazzinato il ghiaccio e dove venivano conservati gli alimenti nei mesi estivi prima dell’invenzione del frigorifero.
- ghiacciaio: grande massa di ghiaccio delle regioni montane o polari.
- ginepraio: macchia di ginepri, anche fig. per situazione spinosa, spiacevole.
- granaio: locale dove si immagazzina il grano.
- immondezzaio o mondezzaio: luogo dove si accumula l’immondizia, anche fig. per luogo sudicio.
- letamaio o letamaia: vasca dove si accumula il letame prodotto dagli animali, fig. per luogo sudicio.
- lombricaio: terreno pieno di lombrichi; contenitore per l’allevamento dei lombrichi.
- lupinaio: campo coltivato a lupini.
- mattonaio: chi produce mattoni e laterizi.
- medicaio: prato ad erba medica.
- merdaio: luogo pieno di merda, fig. per luogo sudicio o situazione spiacevole.
- nevaio: luogo ricoperto di neve.
- oliaio: luogo dove si produce l’olio.
- olivaio o ulivaio: luogo dove si conservano le olive prima di portarle al frantoio.
- orticaio: terreno ricoperto di ortiche.
- ostricaio: allevamento di (o luogo dove abbondano le) ostriche.
- ovolaio: terreno in cui si riproducono piante di olivo piantandone gli ovoli.
- pagliaio: mucchio di paglia.
- pallaio: campo da bocce.
- piccionaia: locale adibito all’allevamento dei piccioni, solitamente nel sottotetto della casa, colombaia; per similitudine (spregiativo) luogo angusto o mansarda.
- pisellaio: terreno coltivato a piselli.
- pollaio: piccolo fabbricato o recinto dove si tiene il pollame.
- porcaio: porcile.
- prunaio: luogo incolto pieno di pruni, pruneto.
- pulcinaio: luogo dove si tengono i pulcini in un allevamento.
- rovaio: luoghi pieno di rovi.
- sterpaio: macchia di sterpaglie.
- vespaio: luogo pieno di vespe, (figurato) putiferio.
- Grossman, Maria, Franz Rainer et al. La formazione delle parole in italiano. De Gruyter, 2004.
- Iacobini, Claudio “denominali, nomi” in Enciclopedia dell’italiano Roma: Treccani. Web.
- Lo Duca, Maria G. “nomi d’agente” in Enciclopedia dell’italiano Roma: Treccani. Web.
- Pianigiani, Ottorino. Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana in etimo.it, Web.
- Dizionario online. Treccani. Web.
- Sabatini Coletti, Dizionario della lingua italiana. in <corriere.it> Web.
- Dizionario Il Nuovo De Mauro in Internazionale <dizionario.internazionale.it> Web.
- Dizionario Hoepli in La Repubblica <repubblica.it> Web.
- Dizionario Italiano Olivetti <www.dizionario-italiano.it> Web.
Foto: calzolaio (Gellinger/Pixabay)
- [1]“carrettonaio“in Dizionario di italiano Hoepli.↩
- [2]Lingua Nostra, Vol. XXXVIII Fasc. 3-4, settembre-ottobre 1977. Pag. 89.↩
- [3]cfr. vaio (Treccani).↩



