bagnomaria

In dizionario di Silvio DellʼAcqua

(s.m.) metodo per cuocere o riscaldare indirettamente qualcosa, ponendolo in un recipiente a sua volta immerso in acqua bollente (nella locuzione a bagnomaria); contenitore specifico per questo tipo di cottura o riscaldamento. La cottura indiretta è molto più delicata e controllabile rispetto a quella a fiamma viva grazie alla mediazione dell’acqua che distribuisce il calore uniformemente. Questo procedimento è utilizzato in cucina, ma anche nella tecnica di laboratorio o nell’artigianato (nella foto sopra, recipiente in rame per riscaldare la colla “a bagnomaria”: Lombardia, Italia). Es:

In un pentolino fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato ridotto a pezzetti…

Cucina Italiana (Demetra, 2012)

Il termine bagnomaria (XVI secolo) deriva dal latino balneum Mariae (“bagno di Maria”), introdotto nel XIV secolo dal medico catalano Arnaldo da Villanova in omaggio all’inventrice della tecnica, la leggendaria alchimista Maria la Giudea. Identificata tradizionalmente come la sorella di Mosè e d’Aronne, Maria o Myriam la Giudea visse probabilmente ad Alessandria d’Egitto tra il primo ed il terzo secolo d.C.

Prophetissa

Maria la Giudea, da Michael Maier Symbola Aurea Mensae Duodecim Nationum (1617).


Usi metaforici

In senso metaforico, lasciare “a bagnomaria” significa lasciare qualcosa in sospeso o qualcuno in attesa, nel dubbio, lasciarlo “rosolare”. Nel ciclismo sportivo, si parla di “bagnomaria” quando un gruppo di inseguitori — pur potendolo fare — volutamente non raggiungono un corridore in testa, ma lo lasciano davanti a stancarsi per poi riprenderlo alla fine della tappa.