Denominazioni stradali generiche in portoghese

In Toponomastica di Silvio Dell'Acqua

Street_signs,_Funchal,_Madeira

1 – Targhe stradali a Funchal, Madeira.

In lingua portoghese gli spazi pubblici degli agglomerati urbani o rurali sono detti lougradouros o logradoiros: sono le strade i vicoli, le piazze, i larghi e tutti quei luoghi condivisi dove si svolge l’esperienza della vita della comunità, dal semplice transito al ritrovo o al commercio. Nell’odonomastica portoghese[1] i termini come rua, avenida, praça, sono equivalenti all’italiano via, viale, piazza ecc... () e precedono il nome proprio dello spazio pubblico suggerendone la tipologia: ci aspetteremo così che un beco sia una strada stretta, una avenida sia al contrario ampia, una ladeira sia in salita. Queste denominazioni sono utilizzate nei paesi dove il portoghese è lingua ufficiale, quindi ovviamente in Portogallo e alcuni paesi africani come Capo Verde, Guinea-Bissau, Mozambico, São Tomé e Príncipe; a Macao in Cina, dove convivono con la toponomastica in mandarino, ed in Brasile, dove si parla la principale variante (portoghese brasiliano) che presenta, rispetto a quella europea, alcune differenze di vocabolario, pronuncia e sintassi.[2]

  • Aceiro: tagliafuoco (Portogallo). Letteralmente, l’aceiro è una striscia di terreno disboscata e tenuta sgombera da arbusti e vegetazione per impedire il propagarsi di un eventuale incendio. Anche una strada può essere una linea tagliafuoco: il termine si incontra infatti nelle zone rurali del Portogallo per indicare le stradine tra i campi.
    Alameda_dos_Oceanos

    2 – “Alameda Dos Oceanos”, Parque Das Nações, Lisbona (F. Rocha).

  • Alameda: pioppeto,[3] viale alberato.[4] È un viale prevalentemente dedicato al passeggio. Deriva da álamo (di origine incerta), che significa pioppo, originariamente quindi in riferimento ad un pioppeto. La alameda differisce dalla avenida (anch’essa una strada alberata) perché più “bucolica”, ovvero maggiormente destinata al passeggio rispetto al traffico veicolare:[3] in genere le alamedas sono prossime ad aree verdi o a zone maggiormente alberate. “Alameda dos Oceanos” a Lisbona è il viale lungomare (). Curioso è l’odonimo “Alameda dos Pinheiros” (São Paulo, Brasile) che è traducibile con “pioppeto dei pini”, un controsenso che attesta la perdita del significato originario del termine.
  • Arruamento: provvisorio per via, strada. Derivato da rua, il termine in Portogallo indica una via pubblica di circolazione nello spazio urbano, destinata al traffico di «automobili, pedonale o mista». A distinguere un arruamento da altri tipi di strada, di solito, non è la tipologia ma il carattere provvisorio: infatti spesso gli arruamentos sono distinti semplicemente da una lettera (es. “Arruamento D”) o da un numero (es. “Arruamento 2”) e successivamente, una volta consolidato il tessuto urbano, ricevono un odonimo tradizionale. Ad esempio, a Lisbona, “Arruamento A e B da Quinta das Laranjeiras” è diventato “Praça Nuno Rodrigues dos Santos”.[3] Il contesto è quindi quello delle aree di espansione o di recenti urbanizzazioni, simile da questo punto di vista allo spagnolo Urbanización (→). Il termine arruamento significa anche, più genericamente, strada o gruppo di strade.
A8_Malveira

3 – “Autoestrada” A-8 vicino a Malveira, Portogallo.

  • Autoestrada: autostrada (). In Portogallo è la strada interurbana a scorrimento veloce, priva di intersezioni a raso, a carreggiate separate ed accesso controllato (autostrada o superstrada); in Brasile è definita rodovia. Equivalente ad highway in inglese (), autopista in spagnolo (), autoroute in francese ().
    Lisbon-Avenida_da_Liberdade-1968

    4 – Lisbona: “Avenida da Liberdade” nel 1968.

  • Avenida: viale,[4] strada urbana importante, in genere alberata. Come lo spagnolo avenida () e l’inglese avenue () deriva dal francese avenue () participio passato di avenir, “arrivare”. Corrisponde all’italiano corso o viale (); rispetto alla →alameda è una strada maggiormente urbanizzata e più intensamente trafficata.[3]
    • Avenida Coletora: in Brasile, come Via Coletora.
  • Azinhaga: viottolo, sentiero, vicolo[3] (). In Portogallo indica una via «di limitata estensione e larghezza»[3] all’interno di una città, un vicolo. L’uso del termine nella lingua portoghese è attestato sin dal 1269 e deriva dall’arabo az-zinjar o azinaiqa o az-zannaqa per “viottolo”.[3] Il lemma si trova, in Portogallo, anche come toponimo: Azinhaga è infatti un villaggio nel municipio di Golegã, luogo natale del premio Nobel José Saramago.
  • Bairro [bàirru], bras. [bàihu]: quartiere.[4] Sia in Portogallo che in Brasile il bairro è un quartiere: ad es. il “Bairro Alto” a Lisbona, “Bairro Novo” a Olinda (Brasile); Rio De Janeiro è suddivisa in 160 bairros. In Portogallo il temine può essere utilizzato anche come denominazione stradale: può indicare un’insieme di piccole strade che servono un gruppo di edifici, un quartiere. Ad esempio a Goìs “Bairro São Paulo” ed a Póvoa de Varzim “Bairro de Nova Sintra”. Equivale allo spagnolo barriada ().
  • Baixada [baisciàda]: scesa, discesa (). Strada in pendenza, come descida. In Brasile: es. “Baixada Fluminense” a Catu, Bahia. Il termine esiste, con la medesima grafia, anche nella toponomastica catalana ().
    Beco_dos_Curtumes

    5 – “Beco Dos Curtumes”, Lisbona (acquerello di A. Roque Gameiro).

  • Beco [bécu]: vicolo[4] (). Più precisamente, in Portogallo si definisce beco una via stretta e breve, un vicolo, senza intersezioni con altre strade e spesso in salita. Deriva probabilmente da vieco, vêco (vicolo) diminutivo del latino via.[3] Il termine è sinonimo di caminho o empasse. A Lisbona i becos sono caratteristici dell’urbanistica medievale e si trovano particolarmente nel quartiere dell’Alfama, il più antico della città.
  • Boqueirão: abisso, burrone. A  Lisbona sono vicoli o vie strette che vanno verso il mare.
  • Boulevard [bolevahdi][5]: in Brasile[3] è una avenida particolarmente ampia, eventualmente con controviali ed aree spartitraffico pedonali tra le corsie, sistemate a verde o alberate. Il termine deriva dal francese boulevard () a sua volta –come l’italiano baluardo (), cinta muraria– dal proto-germanico bolwerk (fortificazione, da bol, bohl =trave, tavolone + werk, wert =costruzione.[6] Dal XV secolo in Francia il termine è usato per indicare una strada posta sul tracciato delle mura, o una circonvallazione (). Nel XIX secolo il termine viene utilizzato per indicare i grandi viali parigini creati con la ristrutturazione urbanistica sotto Napoleone III, e diventa così in quasi tutto il mondo sinonimo di viale: il termine boulevard si trova infatti anche nella toponomastica in lingua inglese () e spagnola () oltre che, naturalmente, francese.
  • Cais [càisc]: banchina, molo. In Portogallo, sono strade che costeggiano le banchine: lungo il mare a Lisbona (“Cais Argonautas”, “Caisa Sodré”…), lungo il fiume Douro a Porto e Vilanova De Gaia (“Cais da Pedra”, “Cais da Ribeira”). Assimilabile a banchina, calata e simili () dell’odonomastica italiana.
    Eléctricos-Cais-Porto

    6 – “Cais da Pedra” a Porto (N. Silva).

    Calçada da Gloria [J. Dias/Commons CC BY 2.0]

    7 – La ripida “Calçada da Gloria” a Lisbona, con le rotaie della caratteristica →funicolare (J. Dias).

  • calçada portuguesa

    8 – Tipica pavimentazione di una “calçada”.

    Calçada [calsàda]: selciato, lastricato. È una strada empedrada, ovvero pavimentata, e solitamente con una pendenza pronunciata (7). Come il veneto salizada () e l’inglese causeway () deriva dal latino via calciata (pavimentata, da calces, selce). Le “Calçada da Gloria” e “– da Lavra” di Lisbona sono particolarmente note per essere percorse dalle funicolari urbane, gli ascensores, uno delle icone della città. È detta calçada portuguesa anche il tipico selciato portoghese (8), realizzato con tessere piccole e di forma irregolare che possono essere anche disposte a formare un mosaico.

    • Calçadinha: diminutivo di calçada, un vicolo quindi con le caratteristiche di calçada ovvero empedrado ed in pendenza (es. “Calçadinha do Tijolo“, Lisbona).
  • Caleja: in Portogallo, indica generalmente una strada stretta e/o secondaria, probabilmente di etimologia comune allo spagnolo calle – callejon (). Es. “Caleja de Santo António” (Arronches).
  • Caminho [camìgnu]:  cammino, sentiero. Si trova in Portogallo, dove originariamente indicava una strada destinata al transito rurale, non pavimentata. Oggi però si trovano molti caminhos in ambito totalmente urbanizzato. Equivalente allo spagnolo camino ().
  • Campo [câmpu]: campo,[4] a Lisbona sono così denominati alcuni spazi, probabilmente in riferimento alla preesistente destinazione rurale (analogamente ai →campi veneziani) o di spazi aperti variamente utilizzati. “Campo dos Mártires da Pátria”, in precedenza area destinata al mattatoio e “Campo Santa Clara”, sito del collegio francescano raso al suolo da un terremoto nel 1755 e poi area di mercato, sono piazze con uno spazio verde (jardim) centrale. Etimo simile hanno alcuni toponimi italiani come “piazza del Campo” a Siena o i vari campi e campielli () veneziani. Deriverebbe invece da una precedente destinazione militare il toponimo “Campo Grande” a Lisbona (già “Campo de Alvalade”) che è invece un ampio →boulevard con un parco centrale, un tempo spianata dove nel XVI secolo si esercitavano le truppe ed adibita poi a parco pubblico sotto il regno di Maria I del Portogallo (1777 – 1816).[3]
  • Canada [canàda]: sentiero, solco di ruota.[7] Nulla a che vedere con lo stato nordamericano: il termine si trova solo nell’arcipelago delle Azzore (Portogallo) per le strade rurali, ma anche in ambito urbano. Sinonimo di →caminho.
  • Canelha: in Portogallo una stradina, un viottolo (es: “Canelha Antiga”, vedi sotto).
  • Cantinho: angolo, cantone. Un viottolo a fondo chiuso, un accesso a una proprietà (Portogallo: es. “Cantinho da Tapada” a Vila Nova De Gaia).
  • Caracol [caracòl]: lumaca, conchiglia.[4] Una strada dall’andamento tortuoso: “Caracol da Graça” a Lisbona è una contorta scalinata (cfr. →escadaria) che da “Rua dos Lagares” conduce al Convento da Graça sull’omonimo colle.
  • Carreiro: sentiero. Un viottolo, una stradina (Portogallo: es. “Carreiro São Tiago” a Vila Nova de Gaia).
  • Circular [sirculàr]: circolare. In Portogallo, può avere due significati:
    • Una strada che aggira un centro abitato, evitandone l’attraversamento al traffico veicolare; l’equivalente quindi di una circonvallazione (), che circonda cioè il centro storico (“Circular a Muralha” a Évora, Portogallo), o una tangenziale () che lambisce invece la periferia (“Circular da Évora” a Évora, Portogallo). In quest’ultimo caso può avere la caratteristiche di strada a grande scorrimento (carreggiate separate e svincoli) come le “Circular Regional Interior” ed “– Exterior” di Lisbona, che sono di fatto delle tangenziali.
    • Una strada urbana a sviluppo circolare, ad anello, come “Circular Norte –” e “Circular Sul do Bairro da Encarnação”.
  • Circunvalação [sircunvallassôn]: circonvallazione. In Portogallo per Estrada da Circunvalação si intende in genere una strada che si svolge intorno ad un nucleo più densamente abitato, agevolando il traffico intorno ad esso: es. “Estrada da Circunvalação” a Porto. Tuttavia, quando il termine è utilizzato come denominazione generica –es. “Circunvalação do Barreiro” a Paços de Ferreira, “Circunvalação de São Gens” a Freixo de Cima– sembra perdere questa connotazione, riferendosi più genericamente ad una diramazione che si ricongiunge con la strada di origine. Deriva dal lat. tardo circumvallatioonis, da cui anche l’italiano circonvallazione o circumvallazione () e lo spagnolo circunvalación ().
  • Corredor [corredòr]: corridoio.[7] In Portogallo indica una strada trasversale che collega due o più strade maggiori, è quindi sinonimo di travessa. In Brasile è invece generalmente un sentiero o una strada secondaria, anche in ambito urbano (come →caminho).
  • Descida [dessìda]: discesa (). Indica una strada in pendenza, soprattutto nelle città collinari del Portogallo (“Descida da Padaria” a Nelas), ma si trova anche in Brasile (“Descida do Eucalípto” a Bananeiras) ed Angola (“Descida dos Embaixadores” a Luanda). Il termine è frequente anche come nome ufficiale: es. “Rua da Descida”, “Travessa da Descida”.
  • Doca: molo, banchina (). Dall’inglese dock (di identico significato), è entrato nel lessico portoghese nella seconda metà del XIX secolo ed è utilizzato a Lisbona come sinonimo di →Cais, soprattutto nella riqualificazione di spazi precedentemente abbandonati.[3] Es. “Doca Alcântara”, “Doca Pedrouços”, “Doca Pesca” a Lisbona.
  • Eixo [éiscio]: asse. Indica un’arteria viaria, in genere a carreggiate separate e con caratteristiche di strada a scorrimento veloce o di ampio boulevard (esempi: “Eixo Central” a Lisbona ed “Eixo Norte-Sul” a Loures, in Portogallo; in Brasile “Eixo Monumental” è il grande boulevard centrale dell’impianto urbanistico di Brasilia). L’equivalente in spagnolo è eje ().
    Brasilia aerea eixo monumental

    9 – “Eixo Monumental” di Brasilia (Brasile).

  • Escada [escàda]: scala (). Una via pubblica costituita da una scala (es. “Escada do Chafariz” a Serra Da Silveira, Lisbona). A Lisbona scale e gradinate pubbliche (chiamate escadarias) sono diffuse, ma spesso hanno altre denominazioni come beco, rua, travessa (es. “Travessa da Arrochela“).
    Escadas Do Codeçal, Porto (dorfun, 2010 [CC BY 2.0] Flickr)

    10 – “Escadas do Codeçal” a Porto.

    • Escadas: scale. Plurale di escada, può riferirsi ad una via pubblica costituita da una serie di scale o gradinate, ad esempio con pendenza diversa o intervallate da pianerottoli. Es: “Escada da Boa Passagem” a Vila Nova De Gaia, Portogallo, “Escadas do Codeçal” a Porto (9).
    • Escadinha: scaletta. Diminutivo di escada, si riferisce in genere ad una scalinata breve o stretta (es. “Escadinha da Amargura” ad Alenquer, Portogallo).
    • Escadinhas: scalette. Plurale di escadinha, può indicare una scalinata stretta (un vicolo) ma composta da più rampe. A Lisbona ci sono 33 “escadinhas”.[8]
    • Escadaria: scalinata. Una scala ampia, scenica o monumentale: es. “Escadaria da Horta De Marco” a Setúbal, Portogallo; “Escadaria Selaron” a Rio de Janeiro, Brasile” (12).
    Roque_Gameiro_(Lisboa_Velha,_n.º_51)_Escadinhas_dos_Remedios

    11 – “Escadinhas dos Remedios”, Lisbona (acquerello di A. Roque Gameiro).

    Escadaria Selaron [GNU-FDL/CC-BY-SA-4.0]

    12 – La pittoresca “Escadaria Selaron” a Rio De Janeiro (Brasile).

  • Esplanada: spianata, spiazzo, piazzale ().[7] Dal francese esplanade (a sua volta dall’italiano spianata) che indicava originariamente l’area lasciata libera intorno alle mura di una città per garantire campo libero all’artiglieria difensiva, indica oggi uno spiazzo, un piazzale in genere lungo il mare.
    Il termine esplanada a Lisbona è anche utilizzato per indicare un locale all’aperto o un dehor.[7][3]
  • Estrada [estràda]: strada (). Come l’equivalente italiano è il termine più generico per la strada extraurbana, che in ambito urbano prende il nome di rua. Può però indicare anche una arteria cittadina (es. “Estrada de Benfica” a Lisbona, “Estrada de Itapecerica” a São Paulo, Brasile).
  • Impasse [empàss]: vicolo cieco. Dal francese impasse (), in Portogallo indica una strada a fondo chiuso, non necessariamente però un vicolo.
  • Ladeira: pendice, salita, erta, declivio, china,[7]strada in pendenza.[4] Dal latino latu– (fianco), il termine si riferisce ad una strada ripida e tortuosa, tipologia abbastanza frequente nell’urbanistica portoghese. Si incontra soprattutto nel nord del Portogallo (anche nel nome ufficiale, es. “Rua da Ladeira”) utilizzato anche in Brasile per indicare più genericamente una pendenza (es. “Ladeira Porto Geral” a São Paulo, Brasile).
  • Largo: largo. È uno spazio pubblico di forma irregolare, privo delle caratteristiche di centralità tipiche di una praça, che può essere costituito dall’allargamento di una →rua o dall’incrocio di più strade, o ancora come spazio residuo «risultante dall’incontro di varie maglie urbane con caratteristiche differenti e che non si assume come elemento strutturante del territorio.»[3] Come in italiano largo () indica quindi uno spazio che si differenza dalla piazza per la minore importanza, la marginalità o assenza della funzione aggregativa o ancora per la “accidentalità” dello stesso nel tessuto urbano.
    Largo Loios, Porto

    13 – Largo Loios, Porto (Portogallo).

  • Marginal: marginale. Una strada che costeggia un corpo d’acqua, in genere un fiume o il mare. Es. “Marginal do Rio Càvado” a Veiga (Portogallo). Anche in Brasile: es. “Marginal Pinheiros” sul fiume Pinheiros a São Paulo. Può essere paragonato all’italiano lungofiume, lungomare () e simili.
  • Miradouro: belvedere (). In Portogallo, è uno spazio pubblico (un piazzale, una passeggiata) in un punto panoramico, caratterizzato dalla vista sul paesaggio sottostante (es. Miradouro da Graça a Lisbona).
    Miradouro da Graça (CC-BY-SA-3.0)

    14 – “Miradouro da Graça” a Lisbona (F. Rocha).

  • Passeio [passéiu]: passeggiata (). Uno spazio pubblico (solitamente un viale) adibito al solo passeggio, una promenade ().
  • Pátio [pàtiu]: cortile. In Portogallo, è uno slargo che si apre tra case o altri edifici, dove è possibile parcheggiare i veicoli o lasciar giocare i bambini, e per estensione la strada che vi conduce. È quindi come un piccolo largo o praceta (piazzetta), dai quali si distingue per la natura –almeno in origine– pertinenziale agli stessi, privata o meno che sia. È una tipologia di spazio comune nelle città portoghesi, e mediterranee in genere: può essere accomunato ai cortili () napoletani, alle corti e cortesele () veneziane, alle androne () friulane.
  • Poço [pòssu]: pozzo. Nell’odonomastica di Lisbona termine è utilizzato nell’accezione di cavità,[3] ovvero di strada di piccole dimensioni, ombreggiata da edifici (come le cupe italiane). È usato come denominatore in un solo caso, “Poço da Borratém”, si incontra però nel nome ufficiale di alcuni spazi, come “Travessa do Poço”, “Rua do Poço de Baixo”.
    Lisboa Praça Luís de Camões

    15 – Praça Luís de Camões, Lisbona (Luca Galluzzi).

  • Praça [pràssa]: piazza. Un ampio spazio in ambito urbano, delimitata da edifici, da dove si diramano le strade cittadine, la cui funzione è stata nel tempo quella di luogo di raduno per la cittadinanza, di spazio per le celebrazioni religiose, gli spettacoli ed il mercato, simbolo di potere o luogo di esercizio della democrazia. La piazza () è centro della vita comunitaria, luogo di aggregazione e passeggio, spesso sede di eventi pubblici come feste, mercati, esposizioni, concerti. Le piazze possono anche essere adibite al transito ed alla sosta dei veicoli.
    • Praceta: piazzetta (), piazzola. In Portogallo, diminutivo di →Praça: indica una piazza di piccole dimensioni e di minore importanza. In Portogallo è frequentemente utilizzato (soprattutto nelle lottizzazioni più recenti) ad indicare una semplice strada secondaria o di accesso ad un gruppo di edifici (→pátio), ancorché con spazi per la sosta dei veicoli (es. “Praceta 1º de Maio“, Lisbona).
  • Quelha: vietta, vicolo.[7] Nel Portogallo centrale (Região Centro), indica una stradina secondaria, breve e stretta ma non necessariamente costeggiata da edifici come un vicolo.
    • Quelho: vietta, vicolo. Declinazione al maschile di quelha.
  • Rampa [râmpa]: rampa[4] () Strada in pendenza, salita. In Portogallo: es. “Rampa das necessidades”, “Rampa Mercato” a Lisbona.
  • Regueirão: grande fossocanalone (accrescitivo di regueiro, “piccolo corso d’acqua”)[7] in Portogallo Indica una via urbana, probabilmente in riferimento ad un preesistente corso d’acqua: “Regueirão Anjos” a Lisbona (v.sotto).

    Regueirão Anjos, Lisboa
  • Rodovia [hodivia][5]strada rotabile,[9] autostrada[7][10] (). In Brasile la rodovia è definita dal “Código de Trânsito”[11] come strada extraurbana pavimentata (asfaltata) o via di trasporto interurbano ad alta velocità che può essere o meno ad accesso controllato,[12]  In questa definizione rientrano quindi diverse tipologie di strade, ma il termine è generalmente utilizzato per vie di grande scorrimento (superstrade ed autostrade). L’autostrada in Brasile è detta anche autopista;[9] mentre in Portogallo autoestrada.
    Rodovia dos Imigrantes

    16 – “Rodovia dos Imigrantes” o SP-160, da São Paulo a Praia Grande (Brasile).


    “Rossio de Palma”, Lisbona

  • Rossio: in Portogallo è uno spazio che ha un ruolo di centralità, pur non avendo le caratteristiche di una Praça o una Avenida. Deriva probabilmente dal latino Residuu–, (derivato del verbo resideo) con cui veniva indicato un terreno incolto.[3] Con il nome di “Rossio”, infatti, è tutt’ora conosciuta a Lisbona l’attuale Praça D. Pedro IV, un tempo spiazzo in terra battuta esterno alle mura, sede di feste cortigiane, corride, parate militari e tumulti popolari ed ancora oggi elemento centrale della vita cittadina. A Lisbona si trova ancora “Rossio de Palma” (una piazzetta, v.sopra) e “Rossio dos Olivais”, con evidente riferimento alla funzione di incontro, un’ampia e scenografica passeggiata su una banchina del “Parque Das Nações”, il quartiere fieristico costruito per l’Expo ’98. Spazi denominati rossio si trovano anche in altri comuni portoghesi come ad esempio Portimão (“Rossio de São Pedro“), Lagos (“Rossio da Trinidade“, un largo), Santiago do Cacém (“Rossio da Senhora Do Monte“), ed altri.
  • Rotunda: rotonda (). Una rotatoria stradale: es. “rotunda Olaias” a Lisbona.
  • Rua [rùa]: via, strada.[4] È il termine più comune e diffuso per la strada urbana, equivalente all’italiano via () e lo spagnolo calle (), la rua è la strada cittadina generica, lo spazio pubblico tra due file di edifici destinato alla circolazione.
    • Rua nova [rùa nòva]: via nuova. Una rua più recente in contrapposizione ad una più antica con lo stesso nome. Es: “Rua da Trinidade” e “Rua Nova da Trinidade” a Lisbona.
    • Ruela: vicolo, vico, viuzza.[7] Diminutivo di rua, una piccola via.
  • Subida [subída]: salita[4] (). Una strada in pendenza, come descida. Sembra essere più freuente in Brasile (Recife).
  • Terreiro: aia, spiazzo.[4] Una piazza o piazzale () destinato in particolare a feste e celebrazioni popolari o a sagrato () di una chiesa.[3] “Terreiro da Sé” a Porto è il piazzale antistante la “Sé” ovvero la cattedrale. Si trova anche in Brasile, dove si pronuncia [teheiru], con il significato di largo o piazza: “Terreiro de Jesus” è una antica piazza di Salvador de Bahia. In Brasile il terreiro era anche il luogo per la celebrazione dei riti del Candomblé: oggi si chiamano ancora terreiro i templi per le celebrazioni e le comunità religiose.
    Terreiro_de_Jesus,_Salvador

    17 – “Terreiro de Jesus” a Salvador, Bahia (Brasile).

  • Travessa: traversa (). Una via trasversale stretta che connette due strade principali urbane, termine diffuso sia in Portogallo che in Brasile. A Lisbona è utilizzato, come sinonimo, anche il termine corredor. In spagnolo esiste l’equivalente travesía ().
  • Vereda: sentiero.[4] In Portogallo, segnatamente a Vila Nova De Gaia e Oliveira do Douro, dove indica strade a fondo chiuso (es. “Vereda Bolhão“).

    “Via Dorsal de Armação de Pêra”
  • Via: via. Deriva dal latino viae, da cui anche l’italiano via (), che indicava le strade romane extraurbane e consolari. In Portogallo questa denominazione è riservata a strade principali ed ampie. Ad es. “Via Dorsal de Armação de Pêra” (vedi sopra) è la strada principale del centro abitato di Armação de Pêra (Silves) e “Via do Oriente” è una strada periferica di scorrimento a Sacarém.  La denominazione via, che esiste anche in spagnolo () e catalano (), è più diffuso in Portogallo nella forma diminutiva viela. In Brasile è sinonimo di →rua, a Cabreúva (São Paulo) tutte le strade hanno la denominazione via.
    • Viela: vietta. Diminutivo di via, diffuso sia in Portogallo (Lisbona, Porto, Sintra…) dove è sinonimo di vicolo, che in Brasile dove indica più genericamente una strada urbana secondaria.
    • Via coletora: in Brasile, il “Código de Trânsito” definisce la via coletora come quella atta a «raccogliere e distribuire il traffico in entrata e uscita dalle o arterie di transito rapido, permettendo il traffico all’interno delle aree metropolitane»; in pratica intermedia tra l’arteria urbana e la strada locale (in genere contrassegnate da una lettera o numero, es. “Via Coletora B” a Fortaleza, “Via Coletora Litorânea II” ad Aquiraz).
    • Via expressa: in Brasile, una via urbana di scorrimento, un’arteria. Es. “Via Expressa de Contagem”.
© M.Paluchowska - Depoistphotos

18 – Una via del centro storico di Recife, Brasile (© M.Paluchowska/Depositphotos)


Note

  1. [1]L’odonomastica, dal greco hodós “via, strada” e onomastikòs “atto a denominare”, è l’insieme dei toponimi stradali e il loro studio dal punto di vista storico-linguistico.
  2. [2]Quando non specificato diversamente, si intende che il singolo termine è utilizzato in entrambe le aree linguistiche. Sono stati considerati odonimi con almeno una targa stradale e di luoghi o che abbiano almeno un accesso ad un edificio.
  3. [3]Russo, M.G. (op. cit.)
  4. [4]Avallardi (op. cit.)
  5. [5]Pronuncia brasiliana.
  6. [6]Pianigiani, Ottorino. “Baluardo” in Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana.
  7. [7]Mea, Giuseppe. Dicionário De Italiano-português. 3a ed. Porto: Porto Editora, 2009. (Infopedia)
  8. [8]Câmara Municipal de Lisboa, secção de Toponímia, 2011.
  9. [9]Buarque de Hollanda Ferreira, A. (op.cit.)
  10. [10]Rodivias Federais. Ji-Paranà.
  11. [11]Anexo 1.
  12. [12]Ovvero limitato ai veicoli a motore con determinate caratteristiche

Bibliografia e fonti

Immagini

  1. Tim Walker, Funchal, Madeira 2009 [CC BY 2.0] Commons/Flickr;
  2. Filipe Rocha, 2007 [CC BY-SA 3.0] Commons;
  3. Nikom, 2007 [PD] Commons;
  4. Roger Wollstadt, 1968 [CC BY-SA 2.0] Commons;
  5. Nelso Silva, 2014 [CC-BY-SA 2.0] Commons;
  6. Alfredo Roque Gameiro, 1910-1920 c.a.; parte di una serie di circa cento acquerelli realizzati tra il 1910 ed il 1920 c.a e pubblicati nel libro Lisboa Velha, di Afonso Lopes Vieira (prefácio), Anuário Comercial: Lisboa, 1925 [PD] Commons;
  7. João Dias, 19-2-2011 [CC BY 2.0] Commons;
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  16. 2005 [PD] Commons;
  17. Governo do Brasil, 2014 [CC BY 3.0/Brasil] Portal da Copa/Commons;
  18. © Magdalena Paluchowska, 2014 Recife – Depositphotos

Ultimo aggiornamento: 30-05-2016 — Ultima revisione completa: —

 

Over de auteur

Silvio Dell'Acqua

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Fondatore, editore e webmaster di Laputa. Cultore Italiano di Storia della Croce Rossa Internazionale (CISCRI). Le notti insonni sono fatte per scoprire vecchie ferrovie ed esotiche monorotaie, progetti perduti di un futuro che non è mai arrivato se non in qualche universo parallelo.