(o nano bagonghi) specialmente nel lombardo, epiteto canzonatorio con cui ci si riferisce ad una persona goffa ed impacciata che suscita ilarità, e/o di bassa statura e solita vestire con abiti abbondanti (che ricordano i costumi di scena circensi); per estensione dall’uso come appellativo generico usato un tempo per definire i nani che lavoravano nei circhi, nelle fiere e nei “baracconi” (spettacoli …
barracello
(s. m., 1570 circa) agente di una compagnia barracellare, una forma di polizia locale esistente in Sardegna (in sardo barratzellu/barracellu); indica anche il nome della qualifica iniziale nella gerarchia della compagnia, corrispondente al ruolo di agente. Deriva dallo spagnolo barrachel che indicava una guardia campestre armata, voce ritenuta affine all’italiano bargello (capitano di un corpo di guardia) che secondo Pianigiani …
bif
(sostantivo maschile) localismo emiliano e in particolare di Ferrara, Reggio Emilia e Parma che si riferisce al…
buttatoio
regionalismo siciliano desueto, con due accezioni principali: lavatoio, bucataio, pilozzo; vasca profonda per il lavaggio a mano dei panni in ambienti domestici o pubblici, solitamente dotata su un lato di un piano inclinato per l’insaponatura; foro attraverso cui, in assenza di gabinetto, venivano gettate le deiezioni fuori dalla casa (ad esempio in un canale): «In quasi nessuna abitazione esiste gabinetto. …


