pausa sul set di 49th parallel

49th Parallel: quando il cinema di guerra anticipa la guerra

In Cinema, Storia di Luca Marini

C’è un famoso film di guerra, girato nei primi mesi della guerra, che anticipa alcuni sviluppi della guerra. Il film è 49th Parallel e gli sviluppi in questione sono quelli attinenti alla battaglia del Golfo di San Lorenzo, in Canada, combattuta a più riprese nell’ambito della più vasta e complessa battaglia dell’Atlantico[1]. Tra il maggio 1942 ed il novembre 1944, innanzi le coste canadesi, gli U–boot tedeschi attaccarono ed affondarono numerose navi militari e da trasporto alleate facenti parte dei convogli diretti in Inghilterra, in Russia ed in Nord Africa. Va aggiunto che, nello stesso periodo e nello stesso teatro strategico, le vittorie della Germania non si limitarono alla guerra sottomarina, perché diverse altre operazioni — dallo spionaggio alla liberazione di prigionieri di guerra — furono coronate (o quasi) dal successo, compreso lo sbarco di militari tedeschi in Nord America.

pausa sul set di 49th parallel

1 – Da sinistra: il regista Michael Powell, Laurence Olivier, Anton Walbrook e Leslie Howard durante una pausa sul set di 49th Parallel.

Tutto ciò, e molto altro, è anticipato da 49th Parallel. La lavorazione del film cominciò nel 1940, quando la celebre coppia di cineasti inglesi Michael Powell (regista) e Emeric Pressburger (sceneggiatore) convinse il governo inglese e quello del Canada della necessità di realizzare un film di propaganda che — oltre a rendere omaggio al contributo canadese allo sforzo bellico — scuotesse dal torpore gli Stati Uniti d’America e preparasse gli americani al conflitto. In questa direzione Powell e Pressburger avevano già collaborato, nel 1939, alla realizzazione di un film di spionaggio militare che coinvolgeva gli USA (Contraband, distribuito negli USA con il titolo Blackout), film con cui gli autori sperimentarono il sodalizio artistico e professionale che avrebbe condotto alla creazione della casa di produzione The Archers[2] Se The Archers è ricordata per altri e più celebri film (ne produsse 24 tra il 1939 ed il 1972, tra cui i pluripremiati Black Narcissus del 1947 e The Red Shoes del 1948), non c’è dubbio che con 49th Parallel ha saputo davvero anticipare la realtà. Vediamo come.

"Black narcissus" (1947) poster

2Black Narcissus, 1947.

The Red Shoes 1948 (Ailina Dance Archives)

3The Red Shoes, 1948.


dieci piccoli indiani

4 – Prima edizione britannica di Dieci Piccoli Indiani di Agatha Christie, 1939.

La trama generale di 49th Parallel può riassumersi come segue: una squadra di marinai facente parte dell’equipaggio di un U–boot tedesco, impegnato in una missione di contrasto dei convogli alleati, sbarca nella Baia di Hudson, sul suolo canadese, allo scopo di rifornire il sommergibile; subito dopo, però, l’U–boot viene attaccato ed affondato da aerei della Royal Canadian Air Force e la squadra sbarcata sarà costretta, per sfuggire alla cattura, ad attraversare il Canada nel tentativo di raggiungere gli USA, allora neutrali, e ritornare in Germania. La squadra non riuscirà nell’intento, perché i suoi componenti saranno eliminati uno ad uno — secondo lo schema di un famoso (ed all’epoca fresco di stampa) romanzo di Agatha Christie, Dieci Piccoli Indiani dagli stessi miti canadesi che aveva inizialmente brutalizzato.


49th Parallel anticipa dunque la battaglia del Golfo di San Lorenzo, che vide la ricorrente presenza di U–boot tedeschi nelle acque territoriali ed addirittura interne del Canada, se è vero che dal 2010, a più riprese, è stato annunciato il rinvenimento del relitto di un U–boot adagiato sul fondo del Churchill River, che dalla Baia di Hudson immette nello sterminato reticolo fluviale e lacustre che costituiva l’antica via del commercio delle pellicce (la “Fur Trade Route”) all’interno del Canada. Al di là della veridicità di questo rinvenimento, mai confermato ufficialmente, resta il fatto che gli U–boot tedeschi, tra il 1942 ed il 1944, controllarono l’accesso al Golfo di San Lorenzo, capolinea canadese dei convogli alleati, e che la censura governativa faticò non poco ad arginare il diffondersi delle notizie relative agli scontri in mare, ben visibili dalle coste del New Brunswick. Analoga difficoltà, sia detto per inciso, incontrarono le autorità censorie statunitensi, quando i giapponesi cominciarono a colpire — anche utilizzando mezzi inusuali, come i Fire Balloons, ma sempre con risultati irrilevanti, se si eccettuano quelli psicologici — la costa orientale degli USA[3].

U-Boot U-36

5 – U-Boot U-36, sottomarino tedesco tipo VII A (Bundesarchiv).

49th Parallel anticipa anche il timore della presenza di spie e di militari tedeschi in territorio canadese, timore concretizzatosi nell’ottobre 1943 con lo sbarco di una squadra di marinai e tecnici facenti parte dell’equipaggio di un vero U–boot, l’U–boot 537.[4] Lo sbarco in questione — unico nel suo genere nel corso dell’intero conflitto, anche se avvenuto all’insaputa degli stessi canadesi —era finalizzato all’installazione di una stazione meteorologica automatica (la Wetter–Funkgerät Land–26, meglio nota come “Stazione Kurt”), che l’equipaggio dell’U–boot 537 riuscì effettivamente ad installare nel Nord della penisola del Labrador (che però, all’epoca dei fatti e fino al 1949, faceva parte del Dominion britannico del Newfoundland, e non del Canada). Dopo la guerra, la Stazione Kurt fu dimenticata e quando fu rinvenuta accidentalmente, nel 1977, venne scambiata per una installazione militare canadese: solo nel 1981 controlli incrociati effettuati dalla Siemens (la ditta costruttrice della stazione meteorologica) e dal Dipartimento per la difesa nazionale del Canada permisero di accertare la realtà dei fatti[5].

Stazione meteorologica automatica "Kurt"

6 – La Wetter–Funkgerät Land–26 o “Stazione Kurt”, stazione meteorologica automatica installata dai tedeschi a Martin Bay nel Labrador.

49th Parallel anticipa altresì il timore, e l’imbarazzo, che la fuga di prigionieri di guerra tedeschi dai campi di prigionia siti in territorio canadese potesse concludersi felicemente, per gli evasi, con l’approdo negli ancora neutrali (fino al dicembre 1941) Stati Uniti d’America. E questo è proprio quanto accadde nel gennaio 1941 ad un ufficiale della Luftwaffe, Franz von Werra, il solo prigioniero di guerra tedesco riuscito a fuggire da un campo canadese, a raggiungere gli Stati Uniti, ad attraversare il Messico, il Brasile, la Spagna, l’Italia ed a tornare, infine, in Germania[6]. Con l’entrata in guerra degli USA la via di fuga dai campi di prigionia canadesi non poteva più passare attraverso il territorio statunitense ed i tedeschi cambiarono strategia: nel settembre 1943, l’Intelligence militare canadese intercettò un piano della Kriegsmarine (l’Operazione Kiebitz) volto ad organizzare la fuga di alcuni esperti comandanti di sommergibili detenuti nel campo n. 30 di Bowmanville, nell’Ontario: i prigionieri avrebbero dovuto raggiungere Pointe de Maisonnette, sulla costa del New Brunswick — e dunque il Golfo di San Lorenzo — per imbarcarsi sull’U–boot 536 inviato a recuperarli. L’evasione fu sventata (anche se un ufficiale tedesco riuscì effettivamente a giungere al rendez vous con il sommergibile, dove però fu arrestato dalla Royal Canadian Mounted Police, mentre nel frattempo l’U–boot 536 veniva attaccato, senza successo, da navi alleate) e l’operazione ispirò in parte un altro famoso film di guerra del 1943, Northern Pursuit, diretto da Raoul Walsh ed interpretato da Errol Flynn[7]

Northern Pursuit (1943)

7Northern Pursuit, 1943.

The One That Got Away (1957), poster

8The One That Got Away, 1957.


Infine alcune annotazioni sul cast di 49th Parallel. Scritto da Pressburger (che vinse il premio Oscar), diretto da Powell, accompagnato da una maestosa colonna sonora composta da Ralph Vaughan Williams, il film uscì nelle sale inglesi nel novembre 1941 ed in quelle americane nell’aprile 1942 (con il titolo, significativo, The Invaders).[8] La feroce rappresentazione della ottusa brutalità nazista ne fa uno dei più riusciti film inglesi di propaganda del periodo bellico: e forse questa sua riuscita ha concorso alla morte di uno dei suoi interpreti principali, Leslie Howard, divo assoluto del cinema inglese prebellico. Come si ricorderà, infatti, Leslie Howard morì in circostanze mai del tutto chiarite: il volo BOAC 777 che lo trasportava da Lisbona a Bristol fu attaccato da aerei tedeschi ed abbattuto il 1º giugno 1943 sul Golfo di Biscaglia. È vero che tra i passeggeri del volo 777 c’erano altri possibili bersagli (tra cui un agente dello Special Operations Executive, Tyrrell M. Shervington), ma è assai probabile che i tedeschi volessero colpire proprio l’attore protagonista delle due pellicole inglesi che maggiormente avevano ridicolizzato il nazismo: 49th Parallel, appunto, ed il precedente, ed ancora più feroce, Pimpernel Smith, uscito nelle sale inglesi nel luglio 1941[9].

Leslie Howard in "Pimpernel Smith" ("Primula Smith").

9 – Leslie Howard in Pimpernel Smith, 1941.

locandina del film "Pimpernel Smith", 1941

10 – Locandina del film.


È certo, invece, che 49th Parallel si intreccia a doppio filo, e tragicamente, con la realtà della guerra sottomarina. Nel settembre 1943, mentre i tedeschi stavano realizzando l’Operazione Kiebitz sopra citata, gli inglesi, da parte loro, erano impegnati nell’Operazione Source, che avrebbe dovuto mettere fuori combattimento alcune temibili navi tedesche (le navi da battaglia Tirpitz — gemella della Bismark — e Scharnhorst, nonché l’incrociatore pesante Lützow, già Deutschland), ancorate nei fiordi norvegesi. L’attacco alle navi tedesche (che portò al danneggiamento della sola Tirpitz) fu condotto mediante sommergibili tascabili, sull’esempio delle operazioni che la Regia Marina italiana aveva in precedenza condotto con successo proprio a danno degli inglesi.[10] Tragica coincidenza, comandante di uno dei sommergibili tascabili impegnati nell’Operazione Source, il sommergibile X5, era un ventitrenne ufficiale australiano della Royal Navy Volunteer Reserve, il tenente Henty Henty–Creer, che due anni prima era stato cameraman di 49th Parallel. Dopo l’attacco alla Tirpitz, il sommergibile X5, con il suo equipaggio, non fu mai ritrovato[11].

Henty-Creer con l'equipaggio dell'X5

11 – Il tenente Henty Henty–Creer (Royal Navy Volunteer Reserve) con l’equipaggio del sommergibile X5.

Note

  1. [1]La battaglia dell’Atlantico, anche nota come “battaglia dei convogli”, fu quella condotta dai sommergibili tedeschi (gli Unterseeboot o U–boot) contro i convogli di rifornimenti alleati diretti nei diversi teatri di operazione e, soprattutto, in Inghilterra: prese avvio contemporaneamente all’inizio delle ostilità (settembre 1939) e terminò solo con la capitolazione della Germania nazista (maggio 1945). Gli sviluppi di tale battaglia furono incessanti, se si pensa che i nuovi U–boot della classe XXI, veri e propri battelli sottomarini e non più soltanto sommergibili — talmente avanzati dal punto di vista tecnologico da costituire, insieme ai missili V2 ed ai prototipi di aerei a reazione, una tra le più ghiotte prede belliche per le potenze vincitrici — entrarono in servizio operativo il 30 aprile 1945, e cioè pochi giorni prima della resa della Germania.
  2. [2]Powell (1905-1990) e Pressburger (1902-1988, nato in Ungheria ed emigrato in Inghilterra nel 1935) si erano conosciuti nel 1938 sul set di un altro film di spionaggio, The Spy in Black. La collaborazione tra i due continuerà con Contraband e 49th Parallel, cui seguirà, nel 1942, One of Our Aircraft is Missing: quest’ultimo film utilizzerà per la prima volta la formula “written, produced and directed by Michael Powell and Emeric Pressburger”, che in seguito diventerà il marchio di fabbrica della coppia. Altra peculiarità di The Archers fu il ricorso ad un cast stabile di attori e tecnici: ad esempio, in The Spy in Black ed in Contraband recitano gli stessi attori, e cioè Conrad Veidt (esule tedesco, già co–protagonista del capolavoro del cinema espressionista tedesco, Das Kabinett des Dr. Caligari del 1920, che nel 1942 reciterà in Casablanca) e Valerie Hobson (celebre attrice inglese, che tuttavia è ricordata per essere stata la moglie di John Profumo, il politico al centro di un sensazionale scandalo dei primi anni Sessanta). Non può farsi a meno di citare, infine, gli altri film di successo che The Archers realizzò negli anni del conflitto: The Life and Death of Colonel Blimp del 1943, A Canterbury Tale del 1944, I know where I’m going! del 1945 e A matter of Life and Death del 1946.
  3. [3]Il 23 febbraio 1942 un sommergibile giapponese emerse dalle acque prospicienti Santa Barbara, in California, e bombardò il campo petrolifero di Ellwood. Il 21 giugno dello stesso anno, un altro sommergibile giapponese bombardò Fort Stevens, nell’Oregon. Nel settembre 1942, un velivolo trasportato da un sommergibile (lo stesso che aveva bombardato Fort Stevens) si renderà protagonista del “Lookout Air Raids”, il primo bombardamento aereo della storia degli Stati Uniti (il velivolo in questione lanciò, senza risultati noti, bombe incendiarie su alcune foreste dell’Oregon). Tra novembre 1944 ed aprile 1945, infine, la popolazione degli Stati Uniti imparò a temere i Fire Balloons che, sfruttando le correnti d’alta quota spiranti dal Giappone, colpirono il Nord America un po’ dappertutto: dalla California al Canada all’Alaska, da Los Angeles a Reno a Detroit. I Fire Balloons furono responsabili delle uniche vittime civili sul suolo statunitense durante l’intero conflitto (una donna in cinta e cinque bambini morirono ustionati nei boschi della Gearhart Mountain, nell’Oregon) e relitti di palloni, con i relativi ordigni, sono stati rinvenuti dall’immediato dopoguerra fino ai nostri giorni: l’ultimo è stato fatto brillare dalle autorità canadesi nel 2014. L’uso dei Fire Balloons (che nel progetto originario, poi abbandonato, avrebbero dovuto trasportare anche armi biologiche) segnò un primato che rimase imbattuto per i decenni a seguire, trattandosi dell’attacco a più lungo raggio nella storia dei conflitti armati. Va detto, comunque, che la paternità di questa originale quanto economica arma transcontinentale non era tutta giapponese, perché, tra il 1942 ed il 1944, l’Inghilterra aveva già lanciato contro la Germania poco meno di 100.000 palloni all’idrogeno, carichi di bombe incendiarie (Operazione Outward).
  4. [4]L’equipaggio dell’U–boot 537 pagò caro il successo ottenuto perché scomparve interamente con il proprio battello, nel novembre 1944, durante una missione nelle acque del Mare di Giava.
  5. [5]La Stazione Kurt è oggi conservata presso il Canadian War Museum di Ottawa. Nello stesso museo è conservato, intatto, anche uno dei Fire Balloons di cui si è detto alla nota 3.
  6. [6]Von Werra, fatto prigioniero nel settembre 1940, nell’aprile 1941 era già tornato a combattere: non potrà comunque farlo a lungo, perché, nell’ottobre 1941, il suo aereo precipiterà per un guasto al largo della costa olandese ed il suo corpo non sarà mai ritrovato. Alla fuga di von Werra rese omaggio il cinema inglese con un film del 1957, The One That Got Away, diretto da Roy Ward Baker ed interpretato da Hardy Krüger.
  7. [7]Wolfgang Heyda, l’ufficiale che giunse al rendez vous con il sommergibile, percorse oltre 1.400 chilometri utilizzando i mezzi più diversi, compreso il treno (esattamente come fa in 49th Parallel uno dei tedeschi fuggitivi). Ricondotto a Bowmanville, Heyda vi resterà fino al maggio 1947: morirà di poliomielite tre mesi dopo il suo rientro in patria. Non riuscì invece a muovere un passo al di fuori del campo di prigionia Otto Kretschmer, asso della guerra sottomarina, decorato con la croce di cavaliere della croce di ferro con fronde di quercia e spade, che concluderà la carriera negli anni Settanta come ammiraglio della Bundesmarine.
  8. [8]Interpreti del film erano, oltre Leslie Howard, di cui si dirà tra breve, Laurence Olivier, Raymond Massey, Eric Portman e Anton Walbrook (nato Adolf Wohlbrück, questi era un ebreo austriaco riparato in Inghilterra allo scoppio della guerra, che diventerà protagonista di molti film della coppia Powell e Pressburger). Nel cast di 49th Parallel compaiono, oltre a numerosi comprimari, altri due celebri cineasti inglesi: Frederick Young come direttore della fotografia e David Lean come direttore del montaggio. Young e Lean lavoreranno ancora insieme in altri importanti film (tutti diretti da Lean): Lawrence of Arabia (1962), Doctor Zhivago (1965), Ryan’s Daughter (1970). La voce narrante del prologo di 49th Parallel è quella di Vincent Massey (fratello dell’attore), che nel 1952 diventerà Governatore generale del Canada.
  9. [9]Pimpernel Smith, diretto dallo stesso Howard, era l’adattamento di un altro celebre film girato nel 1934 dall’attore inglese, The Scarlet Pimpernel. In entrambi i film (il secondo ambientato durante la rivoluzione francese, il primo nelle settimane precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale), Howard recita la parte della “Primula”, che, sotto le vesti di personaggi miti ed inoffensivi (un aristocratico effeminato nel secondo, un professore di archeologia nel primo), con astuzia e temerarietà riesce a salvare deboli ed innocenti (dame e cavalieri nel secondo, scienziati e dissidenti politici nel primo), sbeffeggiando carnefici ed avversari (i rivoluzionari francesi nel secondo, i nazisti nel primo). Sembra che il diplomatico svedese Raoul Wallenberg, che salvò migliaia di ebrei ungheresi negli ultimi mesi della guerra, abbia trovato in Pimpernel Smith l’ispirazione per le sue imprese (così S. Linnéa, Raoul Wallenberg: The Man Who Stopped Death. Jewish Publication Society of America, Philadelphia, 1993, p. 27 e ss). Va appena aggiunto che la morte di Leslie Howard presenta alcune affinità — e molte coincidenze — con quella del noto compositore e bandleader Glenn Miller, che scomparve nei cieli della Manica nel 1944 mentre prestava servizio come ufficiale dell’aeronautica militare americana.
  10. [10]Basti ricordare l’impresa di Alessandria d’Egitto, in cui i palombari della X flottiglia MAS affondarono, nel dicembre 1941, le navi da battaglia Queen Elisabeth e Valiant e danneggiarono altre due navi.
  11. [11]Secondo l’Ammiragliato britannico, il sommergibile X5 affondò per un guasto a più di mezzo miglio dalla Tirpitz, prima di riuscire a collocare le mine di cui era dotato, diversamente dagli altri due sommergibili (X6 e X7) che parteciparono effettivamente all’attacco. Pertanto, il tenente Henty–Creer meritò una menzione nei dispacci, mentre i comandanti degli altri due sommergibili ricevettero la più alta decorazione militare britannica, la Victoria Cross. La famiglia Henty–Creer ha cercato per anni di dimostrare che il resoconto ufficiale dell’attacco non corrispondeva alla verità, promuovendo tra l’altro diverse ricerche sottomarine. E in effetti, nel 2004, una spedizione subacquea ha rinvenuto, vicino al punto di ancoraggio della Tirpitz, mine inesplose compatibili con quelle utilizzate dal sommergibile X5, come anche dagli altri sommergibili tascabili, e la questione è rimasta a tutt’oggi controversa.

Immagini

In alto: 1941, poster australiano del film 49th Parallel, in formato “lobby card” (11″ x 14″). Fair Use da Moviemem .

  1. Leslie Howard Forever Fair Use.
  2. locandina. © General Film Distributors, Fair Use. Commons 
  3. volantino, Ailina Dance Archives [CC-BY-SA 4.0] Commons
  4. 1939, Stephen Bellman. Ed. Collins Crime Club, Fair Use. Commons
  5. 1936–39 circa, Bundesarchiv, DVM 10 Bild-23-63-65 / CC-BY-SA 3.0
  6. 1943 circa, da War History Online 
  7. poster. © Warner Bros, Fari Use. Commons
  8. poster. © Julian Wintel Production, Fair Use. Commons
  9. fotogramma dal film Pimpernel Smith, 1941. © British National, Fair Use. Commons
  10. locandina. © 1942 by United Artists, Fair Use. Commons
  11. 1939–45 circa, Royal Navy. Imperial War Museum.
Over de auteur

Luca Marini

Professore di ruolo di diritto internazionale nell’Università di Roma “la Sapienza”, è autore di oltre 120 pubblicazioni scientifiche. La sua attività di ricerca riguarda principalmente il diritto dei conflitti armati, i diritti umani ed il biodiritto: in quest’ultimo ambito ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui quello di Vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È stato inoltre coordinatore scientifico nazionale di PRIN ed è stato insignito dalla Commissione europea di una Cattedra Jean Monnet e di due Cattedre Jean Monnet “Ad Personam”. Qualche anno fa, convintosi anche della necessità di non sottrarre braccia all’agricoltura, ha rilevato una antica “masseria di pecore” e fa il contadino nel tempo libero.