Schegge di tempo e uomini dentro

Schegge di tempo e uomini dentro

€ 18,00
Autore:
Genere: Narrativa storica
Editore: Selecta Edizioni
Anno di Pubblicazione: 2013
ISBN: 9788873324539
Pavia, dietro l'aspetto di una città a volte sonnolenta e poco avvezza ad essere citata dalle cronache attuali, nasconde una storia vivace ed avvincente, dagli insediamenti celti sino a capitale del regno longobardo. A dare lo spunto per raccontarla, un giallo ambientato ai giorni nostri: il misterioso ritrovamento di antichi manoscritti latini in una nicchia in San Pietro in Ciel d'Oro.

Ma in realtà, mentre i milanesi erano già imprenditori, i pavesi sonnechiavano. Le famiglie nobili facevano a gara per costruire la torre più alta, si beavano del titolo di capitale, ma non facevano nulla per espandere la loro economia e la loro influenza; alla fine erano dei conservatori alieni alle novità e sempre pronti a dispute interne, spesso sanguinose.

Pavia, dietro l’aspetto di una città a volte sonnolenta e poco avvezza ad essere citata dalle cronache attuali, nasconde una storia vivace ed avvincente: dai primi insediamenti delle tribù liguri e celtiche in epoca preromana, divenne un castrum (accampamento militare) romano, poi sede della zecca monetaria imperiale, razziata dagli unni di Attila e da Odoacre (nel 476 d.C.) e riportata allo splendore da Teodorico; poi di nuovo ceduta ai longobardi, che ne fecero capitale del loro regno, e quindi centro del potere carolingio in Italia. Come raccontare, però, un periodo che spazia da circa 200 a.C sino all’anno Mille in un unico romanzo? L’autore trova un espediente insolito e di non facile gestione: il giallo, ambientato ai giorni nostri, del misterioso ritrovamento di antichi manoscritti latini in una nicchia in San Pietro in Ciel d’Oro è l’involucro narrativo che racchiude due “sottoromanzi”, intramezzati da altrettanti racconti brevi. Il primo racconta del grande e saggio capo marico Vorgen nel difficile periodo di transizione tra il mondo celtico e l’impero romano, caratterizzato da diffidenze tra tribù feroci scontri con Cartagine. Il secondo narra invece dell’abate Baronius, che visse intorno alla fine del primo millennio assistendo al periodo in cui Pavia raggiunse il culmine della sua importanza come capitale del regno italico e all’ascesa al Soglio pontificio dell’unico papa pavese della storia, Pietro Canepanova. Schegge quindi, come dice il titolo, di una lunga storia. Così distanti nel tempo, ma sottilmente collegate tra loro: ricorrono sogni, dal significato oscuro per i personaggi -la cui limitata visione non può andare oltre il loro tempo corrente-; ricorrono i luoghi della quotidianità, come la cappella della Madonna del Bosco, che si ritrovano a distanza di secoli come punti fermi nel continuo mutare degli eventi. Esperimento riuscito, signor Debiaggi.

Silvio Dell’Acqua

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