Isole

In Geografia insolita, Isole di Silvio Dell'Acqua

1 - L' isola di Pokonji Dol vista dal traghetto fra Korčulą e Hvarem

1 – L’ isola di Pokonji Dol (Croazia) vista dal traghetto fra Korčulą e Hvarem (D. Reiskoffer)

L’isola (dal latino insŭla) è un lembo di terra emersa interamente circondata dalle acque,[1] uno spazio finito e delimitato dove tutto appare amplificato in relazione alle dimensioni, un microcosmo segregato che si differenzia in qualche modo dal resto del mondo: basti pensare alle numerose specie endemiche insulari o alle peculiarità culturali proprie di alcune isole. L’isola ha il fascino evocativo del mondo “a parte”,[2] del luogo privilegiato, difficile da raggiungere quanto da lasciare.

Cos’è un isola

Sebbene possa sembrare banale, la definizione di “isola” in senso assoluto è tutt’altro che semplice. Sotto il nome di isola vanno infatti una serie di fenomeni geologici che ben poco hanno a che vedere tra loro, e che noi accomuniamo per il semplice fatto di manifestarsi, ad un osservatore in superficie, come una terra emersa circondata dall’acqua. Tanto per cominciare, le isole nelle acque interne[3] sono molto diverse dalle isole marine. Le prime sono isole fluviali o isole lacustri, a seconda che si trovino in acque di fiume o di lago, e sono generalmente formate dal deposito dei detriti in sospensione in acqua. Le isole circondate dall’acqua di mare possono essere classificate invece in due grandi gruppi. Le isole continentali sono quelle collegate alla piattaforma continentale; se immaginassimo di togliere l’acqua, non potremmo distinguerle dalla costa: sono “isole” solo perché intorno ad esse la superficie è più bassa del livello del mare. Le isole oceaniche sono invece isolate dalla piattaforma continentale: possono essere cime di catene montuose sommerse, isole di origine vulcanica o atolli. Un gruppo di isole costituisce un arcipelago. Ma lungi dal volerci addentrare ora in un trattato di geomorfologia, torniamo al punto di vista più antropico, quello della superficie che si contrappone alla “terraferma”.

Le dimensioni contano

L’articolo 121 della “convenzione di Montego Bay” sul diritto del mare definisce “isola” una «una distesa naturale di terra circondata dalle acque».[4] Ogni terra emersa è però circondata dalle acque, che ricoprono il 71% della superficie del globo: anche le grandi masse continentali infatti, se le osserviamo da abbastanza da lontano da poterne percepire l’intera superficie, ci appaiono come grandi isole circondate dagli oceani. Qual è allora la differenza tra isola e continente?

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2 – Le terre emerse

Isola e continente

In fondo, la percezione dell’isola è soggettiva: perché esista un’isola è necessaria una terraferma cui contrapporla, il “continente”, come gli isolani chiamano l’Italia peninsulare o come i britannici chiamano l’Europa continentale. Ad esempio, gli abitanti delle isole del Re, delle isole Furneaux e di altre isolette si riferiscono alla Tasmania come mainland (continente, terraferma). Tuttavia la Tasmania è essa stessa un’isola, sebbene molto più grande, ed i suoi abitanti intendono per mainland l’Australia, a sua volta isola secondo la definizione di Montego Bay. L’isola quindi è tale se esiste nelle vicinanze una terra emersa più grande che ne costituisca la controparte “continentale”. Ne consegue che, non avendo i grandi blocchi continentali una “terraferma” con cui confrontarsi, essi sono senza dubbio continenti e non isole.

Le isole più grandi

Australia (foto: NASA)

3 – Australia, immagine satellitare composita (NASA)

Quali sono le isole più grandi? Per rispondere è necessario stabilire dove finisce un’isola e inizia un continente. Non esistendo una definizione universalmente accettata di “isola”, la linea di demarcazione è per lo più convenzionale: escludendo, come abbiamo visto, le grandi masse continentali, che sono universalmente riconosciute come “continenti” e quindi “terraferma” (tranne l’Oceania che è composta di sole isole), l’Australia sarebbe senza dubbio l’isola più grande con una superficie di 7 617 930  km².

Australia

Tuttavia l’Australia è generalmente ritenuta un continente,[5][6] o meglio un subcontinente. Dal punto di vista geologico, infatti, l’isola Australia non è parte dell’Oceania, quale invece è considerata dal punto di vista geografico, poiché si trova su una placca tettonica a sé stante[5] (insieme a Nuova Guinea, Tasmania, Seram ed alcune isole vicine); inoltre le dimensioni sono di gran lunga superiori alla media delle isole, tanto che la sua superficie è oltre tre volte e mezza quella della Groenlandia, che è l’isola più grande dopo l’Australia. Ma il vero motivo, in fondo, è che all’Australia manca la “terraferma”: è abbastanza grande e lontana dalle coste asiatiche perché la contrapposizione sfumi; inoltre gli australiani non percepiscono la propria terra come isola, mentre gli abitanti della Groenlandia sì.[5][7]

Groenlandia

Groenlandia

4 – Groenlandia da satellite (NASA World WInd)

La Groenlandia è quindi, a ragion veduta, la più grande isola del mondo con una superficie di ben 2 166 086 km2. Situata nell’estremo nord dell’Oceano Atlantico tra il Canada e l’Islanda, dal punto di vista geomorfologico è un’isola continentale, prolungamento del continente nordamericano. Politicamente è invece una nazione costitutiva del Regno di Danimarca ma dal 2008 gode di un’autonomia pressoché totale: potrebbe quindi essere definito il più grande stato insulare (dopo l’Australia, naturalmente). È anche la nazione con la più bassa densità di popolazione, con soli 56 648 abitanti (2009) di cui 14 719 nella capitale Nuuk,[8] il che equivale a soli 0,026 abit./km².

Aappilattoq, Groenlandia

5 – Aappilattoq, Groenlandia. (K. Hansen)

Le 10 isole più grandi in assoluto

Stabilito che l’isola più grande è la Groenlandia, è facile stabilire, a scendere, quali sono le dieci isole più grandi del mondo:

NomeSuperficieSovranitàAbitantiab./km2
Groenlandia
2 166 086 km2Danimarca56 648[8]0,026
Nuova Guinea785 000 km2Indonesia
Papua N. Guinea
~6,5 milioni[9]~8,3
Borneo743 107 km2Indonesia
Malesia
Brunei
~15 milioni[10]~20,2
Madagascar587 041 km2Madagascar~23,2 milioni[11]~39,5
Isola di Baffin476 065 km2Canada 10 745[12]0,02
Sumatra473 481 km2Indonesia50 365 538[13]106,37
Gran Bretagna229 848 km²[14]Regno Unito~61,3 m.ni [14]~267
Honshu227 963 km2Giappone103 milioni[15] 451,83
Isola Victoria217 291 km2Canada1 875[16]8,16
10ªIsola di Ellesmere196 235 km2Canada146[17] ~0,00

  1. Groenlandia: 2 166 086 km2
  2. Nuova Guinea: 785 000 km2
  3. Borneo: 743 107 km2
  4. Madagascar: 587 041 km2
  5. Isola di Baffin: 476 065 km2
  6. Sumatra: 473 481 km2
  7. Gran Bretagna: 229 848 km²
  8. Honsu: 227 963 km2
  9. Isola Vittoria: 217 291 km2
  10. Isola di Ellesmere: 196 235 km2

Naturalmente, volendo considerare l’Australia un’isola, basterebbe slittare tutte le altre di una posizione. Come si può vedere, escludendo invece anche la Groenlandia in quanto parte del Regno di Danimarca, il più grande stato sovrano insulare sarebbe il Madagscar (foto 6). Interessante notare l’isola di Ellesmere (foto 7), nel mar glaciale artico, che con 7 abitanti per 1000km2 è l’isola abitata con la minore densità di popolazione, e che ben tre delle dieci isole più grandi si trovano nell’arcipelago canadese artico. Nello stesso arcipelago troviamo l’isola canadese di Devon, la più grande isola disabitata al mondo: con 55 247 kmsi colloca al 27º posto tra le isole più grandi in assoluto. La più grande isola vulcanica è invece l’Islanda, con 102.819 km2 ed una trentina di vulcani attivi.

6 – Madagascar: Antananarivo, piazza del mercato (foto: Gloumouth1); 7 – Ellesmere Island: Eureka, stazione scientifica e metereologica (foto: A. Walk); 8 – Islanda: eruzione del Eyjafjallajökull, 2010 (foto: Á. Friðriksson); 9 – Islanda: Reykjavík (foto: A. Tille).

Le più grandi isole fluviali e lacustri

Anche le isole interne, quelle lacustri e fluviali, possono riservare delle sorprese: la più grande isola fluviale del mondo è l’isola Bananal (in portoghese Ilha do Bananal) nella biforcazione formata dal fiume Javaés che si distacca dal fiume Araguaia, nello stato brasiliano del Tocantins: ha una superficie di 19 162 km2 che ne fa la 47ª isola in assoluto per superficie. L’isola ospita sedici villaggi abitati da tribù native ed un parco nazionale (circa 1/3 della superficie), ci sono strade percorribili dai trattori ma non essendo collegata da ponti è raggiungibile in automobile solo per poche settimane all’anno, durante le secche estive. È 1,6 volte più grande della ex-seconda in classifica tra le isole fluviali, ovvero Tupinambarana, nel rio delle Amazzoni (Brasile): “ex”, perché oggi Tupinambarana si è divisa in quattro isole più piccole.

10 – Spiaggia della Ilha do Bananal, sul Rio Javerés; 11 – Isola di Manitoulin, Canada (NASA); 12 – Isola René-Levasseur, Canada (NASA).

L’isola di Manitoulin si trova nel lago Huron, in Canada: con una superficie di 2 766 km2 è la 172ª isola per superficie (in assoluto) e la più grande isola lacustre al mondo ed ospita circa 12 600 persone. La seconda isola lacustre è l’isola René-Levasseur nel lago Manicouagan in Quebec (Canada), con 2020 km2. È anche la più grande isola in un lago craterico (ovvero che occupa il cratere di un vulcano) e supera per estensione la superficie netta delle stesse acque del lago che la ospita.

Le isole più piccole

Volendo identificare l’isola più piccola, ritroveremmo il problema della definizione: è necessario stabilire il limite al di sotto del quale non si parla più di isola, altrimenti dovremmo considerare tale ogni lingua di sabbia od ogni porzione di roccia che emerge dall’acqua. Anche qui la distinzione è spesso soggettiva e culturale. Proviamo ad andare per esclusione: la già citata Convenzione di Montego Bay del 1982 (art.121 comma 1)[4] riprende quanto già stabilito dalla Convenzione di Ginevra suelle acque territoriali del 1958[18] e specifica che un’isola «rimane al di sopra del livello del mare ad alta marea» e già questo escluderebbe tutte quelle piane di marea e le piccole rocce che vengono ciclicamente sommerse, ma resta da chiarire la linea di spartizione tra il semplice scoglio e l’isola vera e propria. Il comma 3 dello stesso articolo afferma che gli scogli «non si prestano all’insediamento umano né hanno una vita economica autonoma»,[4] il che pone molti isolotti rocciosi nel limbo della discrezionalità. D’altronde, è chiaro che qualunque limite di superficie sarebbe arbitrario, tanto più su un piccolo isolotto irregolare dove anche la misurazione della superficie sarebbe soggetta a interpretazioni. In altre parole, non è possibile stabilire definitivamente quale sia l’isola più piccola perché manca una definizione univoca di “isola minima”, in assenza della quale la distinzione è soggettiva e lasciata più alla tradizione che alle caratteristiche fisiche. Emerge però una regola su cui convenzioni e tradizioni sembrano accordarsi: se abitata stabilmente è sicuramente un’isola.

Le più piccole isole abitate

Anche limitandoci alle isole abitate (e non “presidiate”, come può essere ad esempio un faro o una delle decine di basi militari sparse sulle isole dell’arcipelago canadese[19]) è quasi impossibile stabilire quale sia la più piccola: potrebbero esserci migliaia di isolotti, con caratteristiche simili, a contendersi questo primato. Possiamo però citarne alcune rilevanti da questo punto di vista.

Clingstone Mansion, Rhode Island

13 – Clingstone Mansion, Rhode Island

Clingstone (Rhode Island). Uno degli isolotti rocciosi del gruppo di scogli detti “The Dumplings”, nella baia di Narragansett vicino a Jamestown (nello stato di Rhode Island, USA) ospita una sola casa: è Clingstone, che prende il nome dalla villa (e non viceversa). Non si tratta proprio di una casetta di pesca, ma di una magione di 23 stanze costruita nel 1905 (ed abitata) da J.S. Lovering Wharton di Boston. È utilizzata come residenza estiva dall’attuale proprietario, l’architetto Henry Wood di Boston.[20] (foto) La superficie però non è nota (mappa).

Mouse Island, Connecticut. All’imbocco settentrionale del canale di Long Island (negli Stati Uniti d’America), esiste un’isolotto di solo un acro e mezzo chiamato “Mouse Island” (o “Muse Island”)[21] su cui sono insistono tre case abitate. Nelle vicinanze esiste un’altra isoletta di mezzo acro, su cui si trova una sola casa,[21] alla foce di un fiume che si chiama Thames, come quello che bagna Londra in Inghilterra, ma che passa invece per Norwich e Nuova Londra, nel Connecticut.

Just Room Enough (“spazio appena sufficiente”) è l’eloquente nome di una minuscola isoletta su cui si trova una singola casa, nella parte statunitense dell’arcipelago delle Thousand Islands (“Mille Isole”) sul fiume Saint Lawrence (tra Stati Uniti e Canada): con 1864 isolotti, è probabilmente il più numeroso arcipelago fluviale del mondo. L’arcipelago conta decine di isolotti che ospitano un edificio o poco più, tra cui il famoso Boldt Castle sull’isola di Heart.

Just Enough Room - Thousand Islands

14 – U.S.A: Just Enough Room, sul fiume Saint Lawrence, vicino al Boldt Castle

Isole città

Santa Cruz del Islote

15 – Santa Cruz del Islote

In quanto luogo un luogo chiuso e delimitato, l’isola può portare ad estremi tanto di totale disabitazione quanto di eccezionale sovrappopolazione: quest’ultimo si verifica più frequentemente quando l’isola è minuscola ma ha una popolazione tale da costituire un centro abitato dotato di una propria vita sociale.

Santa Cruz del Islote, nel golfo di Morrosquillo (Colombia), rappresenta il caso di massima densità di popolazione: da 700 a 1200 persone in appena un ettaro (0,01 km2)[22][23] (pari ad una densità tra 70 ed i 120 mila abitanti/km2, un vero record). È probabilmente anche la più piccola isola ad ospitare un intero centro abitato autonomo, costituito da 97 abitazioni, un ristorante, due negozi ed una scuola (unico edificio pubblico). L’isola è percorsa da pittoreschi vicoli e l’unica piazza è grande quanto mezzo campo da tennis; il cimitero si trova invece su un altro isolotto nelle vicinanze. Santa Cruz del Islote fa parte dell’arcipelago di San Bernardo insieme alla vicina Mucura, a 50 km dalla terraferma e ad un’ora di motoscafo dalla città portuale di Tolu.[24] (video)

Migingo Island, Kenya

16 – Migingo Island sul lago Vittoria, Kenya.

La più popolosa isola lacustre è invece Migingo (sopra) nel lago Vittoria, in Kenya, di appena 2000 m2 (0,2 ettari). Vi risiedono ben 131 persone,[25] quasi tutti pescatori, commercianti di pesce e prostitute: nonostante le dimensioni, sull’isola ci sono quattro pub, una farmacia, ma soprattutto bordelli.

Mexcaltitán

17 – Mexcaltitán de Uribe, in Messico.

Altra isola-città degna di nota è probabilmente Mexicaltitán de Uribe, circa 64 ettari (0,64 km2) di pittoresco villaggio di 1300 abitanti (2000 ab./km2.) nella Laguna Grande, circa 18 chilometri ad ovest di Tuxpna, in Messico. L’antico villaggio è noto come “la culla del Messico” o “la Venezia del Messico” perché durante le piene estive l’acqua della laguna invade le strade del borgo.

OrtaSanGiulio&IsolaSanGiulio

18 – Isola di San Giulio ed Orta San Giulio sul Lago d’Orta, Novara.

Un esempio italiano potrebbe essere l’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, quasi interamente occupata dal monastero Mater Ecclesiae e da un piccolo borgo. Oggi è amministrativamente parte di Orta San Giulio, un piccolo comune di 1160 abitanti[26] inserito nella lista dei “I borghi più belli d’Italia”,[27] ma tra il XIII ed il XVIII secolo era capoluogo religioso ed amministrativo della Riviera di San Giulio, un’entità statale autonoma.

Isole urbane

San Giorgio Maggiore, Venezia

19 – Isola San Giorgio Maggiore, Venezia

A volte le isole, marine o fluviali, diventano invece parte integrante del tessuto urbano di una metropoli, o comunque di una città più grande alla quale sono collegate da ponti. È il caso ad esempio di Alp Lei Chau (Aberdeen Island) a Singapore o la celebre Manhattan, il nucleo storico di New York. Una delle più piccole isole fluviali urbane è l’Isola Tiberina nel fiume Tevere, a Roma. Collegata alla riva da due ponti, ospita tra l’altro la Basilica di San Bartolomeo, il celebre Ospedale Fatebenefratelli e l’Ospedale Israelitico.[28] La superficie è di circa 18mila metri quadri. Non si può infine non menzionare le città della laguna veneta, ovvero Venezia (259 970 abitanti nel 2012[26]), il cui centro storico è costruito su 188 isolette lagunari, Murano (4616 abitanti nel 2011) costruita su sette isole interamente urbanizzate e Burano (2724 abitanti nel 2011).

Le isole più isolate

Bouvet Island

20 – Bouvet Island (F. Guerraz)

L’isola più remota in assoluto è Bouvet, un’isola subantartica disabitata, dipendenza territoriale della Norvegia: la terra emersa più vicina è l’isola disabitata di Gough, 1600 km più a nord mentre l’Antartide dista 1700 km. Il luogo abitato più vicino è Cape Agulhas, estremità più meridionale del Sudafrica, a ben 2200 km.

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Tristan da Cunha -37.105249, -12.277684 Tistan da Cunha

Se invece parliamo di isole abitate, la più isolata è Tristan da Cunha, unica abitata nell’omonimo arcipelago (le altre sono l’Isola Inaccessible, le Isole Nightingale e l’isola Gough, 395 km a SSE): vi abitano circa 280 persone[29] in 98 km2. Due dei solo 7 cognomi presenti nella popolazione locale sono genovesi (Lavarello e Repetto, originari di Camogli) poiché tali erano due degli 8 fondatori della colonia originaria. La terraferma più vicina è il Sudafrica che dista 2800 km, mentre il luogo abitato più vicino è l’isola di S.Elena a 2500 km. Di conseguenza il capoluogo ed unico centro abitato, Edimburgh of The Seven Seas, è a sua volta l’insediamento più isolato al mondo.

A sinistra, Tristan da Cunha (21); a destra Edinburgh of the Seven Seas (22), l’unico abitato dell’isola.
23 - Posizione delle isole del Territorio di S.Elena: 1) Ascensione, 2) S.Elena, 3) Tristan da Cunha, 4) Gough.

23 – Isole del Territorio di S.Elena: 1) Ascensione,
2) S.Elena, 3) Tristan da Cunha, 4) Gough.

L’intero arcipelago fa parte del territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, insieme a due tra le isole più remote al mondo: l’Isola di Ascensione ed, appunto, all’Isola di Sant’Elena. Quest’ultima si trova a 1900 km dalla costa dell’Angola ed era in passato utilizzata come luogo d’esilio. Ha una superficie di 420 km e vi risiedono 4225 persone[30], Jamestown, il capoluogo dell’isola, Jamestown (714 ab.) è anche capoluogo dell’intero territorio d’oltremare. L’Isola dell’Ascensione è situata poco a Sud dell’equatore a 1.600 km dalla costa dell’Africa e dista 3300 km da Tristan da Cunha e 1300 km da S.Elena, ha una superficie di 88 km e vi abitano circa 880 persone[31]. Ospita un importante aeroporto militare anglo-americano ed un presidio dell’Agenzia Spaziale Europea.

Morfologia

Il vulcano Mauna Kee, isola Hawaii

24 – Il vulcano Mauna Kee, isola Hawaii: 4205 m sul livello del mare (USGS)

Sebbene perché un’isola sia tale è sufficiente che la sua superficie sia appena al di sopra del livello dell’alta marea, alcune possono essere anche incredibilmente alte: la più alta è la Nuova Guinea (già 2ª isola più grande al mondo), le cui montagne raggiungono i 4884 metri sul livello medio del mare (il Puncak Jaya o “monte Carstensz”), seguita dall’isola Hawaii con il famoso vulcano Mauna Kea che raggiunge i 4205 m sul livello del mare. Rispetto alle cime continentali, che possono trovarsi a centinaia di chilometri dalla costa, a parità di altezza quelle insulari sono ben più maestose: la vetta del Mauna Kea infatti è alta quanto il monte Alphubel (Svizzera, 4206 m) ma a differenza di quest’ultimo dista dalla costa più vicina, quindi dallo zero altimetrico, meno di trenta chilometri (il che significa una pendenza media del 14%).

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25 – Vulcano Concepción

Altro esempio è la vetta del Teide, il vulcano spento di Tenerife e la montagna più alta in territorio spagnolo,[32] si trova a 3718 metri sul livello del mare ma ad appena 14 chilometri dalla costa (una pendenza media 27%). Le isole fluviali, per propria natura, difficilmente presentano altimetrie rilevanti, mentre a sorprenderci sono le isole lacustri: l’isola Ometepe, nel lago Nicaragua, raggiunge la quota di 1576 m sul livello del lago (a sua volta 31 metri su quello del mare) in corrispondenza della cima del vulcano Concepción[33]. Ometepe è formata da due vulcani attivi collegati da uno stretto istmo, si estende per 276 km2 ed ospita circa 30 mila persone. Notevole in Italia è Montisola, sul lago di Iseo: la cima è alta circa 370 metri sul livello del lago, che a sua volta si trova a 182 metri su quello del mare.

Faraglioni

Del tutto inabitabile ma impressionante è la Piramide di Ball (Australia), un ripidissimo picco di roccia alto 562 metri sul livello del mare: si tratta del più alto faraglione del mondo. Un faraglione è uno scoglio roccioso particolarmente alto e ripido, per sua natura inadatto ad essere abitato o anche solo visitato dall’uomo e pertanto di norma non è considerato un’isola. Su alcuni di essi sono stati però costruiti arditi fari: ad esempio in cima al faraglione vulcanico di Strombolicchio (isole eolie, foto 27), 50 metri di ripida parete rocciosa. Un’altro spettacolare faro è quello costruito alla base del faraglione più esterno del gruppo calcareo di The Needles (foto 28), vicino all’Isola di Wight (Regno Unito).

26 – Piramide di Ball, Australia; 27 – Strombolicchio con il faro, isole Eolie; 28 – The Needle, Alum Bay, con il faro.

Geografia politica

Nauru

29 – Nauru

Posizione di Nauru

30 – Posizione di Nauru

La più piccola isola-stato è senza dubbio Nauru, nell’oceano Pacifico: con 21 km² è anche la più piccola repubblica indipendente e l’unico stato senza capitale (anche se di fatto la sede del governo è a Yaren). La popolazione ammonta a 9 378 abitanti (nel 2012[34]) distribuiti in 14 centri abitati, con una densità di popolazione di 447/km2. L’isola è pianeggiante e presenta una piccola laguna. A Nauru c’è un aeroporto internazionale ed una ferrovia mineraria a scartamento ridotto lunga 3,9 km. Il più piccolo stato-arcipelago è invece Tuvalu, che raggruppa quattro isole coralline e cinque atolli per una superficie complessiva che non supera i 26 km2 abitati da 10 544 persone (nel 2012[35])

31 – Atollo Funafuti, Tuvalu (S.Lins); 32 – Pitcarin: una rimessa di barche.

Pitcairn (foto 32) è un’isola vulcanica di appena 4,6 km2, l’unica abitata di un piccolo arcipelago di quattro isole circa 2200 km ad est di Thaiti. Non è un vero stato ma un Territorio Britannico d’Oltremare; gode però di autonomia amministrativa e legislativa pressoché totale: potremmo pertanto ritenerla la più piccola isola indipendente. La popolazione è di appena 48 persone (nel 2012[36]), tutti discendenti degli ammutinati del Bounty (1789). La capitale è Adamstown, la lingua ufficiale è l’inglese ma in realtà si parla il pitkern, un curioso dialetto creolo basato sull’inglese marinaresco del XVII secolo con commistioni di Tahitiano.

Indonesia

33 – Indonesia (CIA)

Il più grande stato arcipelago del mondo è invece l’Indonesia che si estende su 1 904 569 km2 distribuiti tra 17,508 isole[37] ed è anche lo stato insulare più popoloso con 248 645 008 (nel 2012[38]).

Isole contese

Anche stabilire la sovranità territoriale su di un’isola può essere un problema: spesso le isole sono state oggetto di contese, soprattutto quando per qualche motivo sono considerate di importanza strategica od economica. Esempio fu l’isola Ferdinandea, emersa dal mar Tirreno tra Pantelleria e Sciacca nel 1831, che durante la sua breve esistenza suscitò l’interesse di tre potenze: Regno Unito, Francia e la Sicilia borbonica (quest’ultima unica nazione leggittimata a rivendicarne la proprietà dell’isola, in quanto sorta in acque territoriali). Ma se Ferdinandea si inabissò prima che si arrivasse alle armi (se mai ci si sarebbe arrivati), dopo soli cinque mesi, in altri casi si arrivò ad imbracciare i fucili: nel 1982 Argentina e Regno Unito si trovarono l’una contro l’altro in un breve ma violento conflitto armato per il controllo delle isole Falkland (→guerra delle Falkland), che terminò con la vittoria delle forze britanniche. L’arcipelago più conteso è quelle delle isole Spratly, nel mar cinese meridionale, suddiviso tra 6 nazioni che ne reclamano la sovranità dalla fine della seconda guerra mondiale. Ancora nel 2011 tre navi militari cinesi di pattuglia attaccarono una nave idrografica vietnamita.[39].

Rockall

34 – Rockall: uno scoglio inabitabile ma conteso tra quattro nazioni.

La già citata Migingo sul lago Vittoria è stata invece contesa tra Uganda e Kenya, finché nel 2009 accurate misurazioni topografiche hanno risolto pacificamente la questione in favore del Kenya.[40] Uno dei casi più eclatanti di contesa teritoriale è Rockall (foto 34), uno scoglio inabitabile in pieno atlantico la cui sovranità è contesa tra quattro paesi: Danimarca, Irlanda, Islanda e Gran Bretagna. Non tanto per lo scoglio in sé, evidentemente privo di qualunque possibilità di utilizzo, ma perché la sovranità territoriale sull’isola implica il diritto di sfruttamento dei giacimenti petroliferi sottostanti. Tuttavia nel 1997 questo scoglio fu “isola” per appena 42 giorni, quando gli attivisti di Greenpeace vi si stabilirono dichiarando lo “Stato Libero di Waveland”, (“wave” = “onda”) per poi ritornare ad essere una sperduta roccia in mezzo all’oceano.

«Un’isola è un’isola solo se la guardi dal mare

dal film Lo Squalo, 1975

Island – Gerry Rafferty (dall’album City To City, 1978) 

Essere un’isola

di Giovanni Melappioni

Essere un isola, sei la mia isola. Concetti, frasi, pensieri ricorrenti e assodati. Non siamo oceani, nelle raffigurazioni mentali dell’umano soffrire: siamo isole. Ogni uomo è distante e diviso dagli altri e pur riconoscendo tratti simili-e consocianti-fra di essi v’è la percezione di distacco incolmabile, di una distanza insuperabile. L’oceano è ciò che ci divide, che spaventa. Esso è scuro, alieno, solitudine d’acqua, deserto azzurro. Chi è in mare scruta a prua, speranzoso di un fazzoletto di terra. L’isola diviene méta, aspirazione. Il vuoto è troppo, l’oceano ci soverchia e persi in mezzo ad esso, che la bussola funzioni o meno, che tutto sia al suo posto o meno, è l’isola che vogliamo. L’isola è salvezza. L’isola è luogo di ascetismo. I moderni stiliti vogliono l’isola da cui dire addio alle scartoffie dell’ufficio, i moderni ladroni sognano l’isola dove sfuggire alla condanna secolare di stati assenti nell’atto furfante e fin troppo ansiosi di vendicare le proprie mancanze. Ma ecco che tutto si ribalta al cambiare di prospettiva. Fin troppo spesso capita, quando si è su un’isola, di non apprezzare ciò che si ha, di guardare oltre, all’orizzonte infinito ed è la fuga il desiderio più forte che si cova nel cuore, che fa palpitare e sperare, impegnare e disperare. Un mondo esterno di infinite possibilità diviene d’un tratto precluso: l’isola non basta, limita, opprime e occlude. Il navigante ormai inerme sulla sabbia dorata anela il mare, l’ignoto, l’altro tipo di solitudine che tale non appare più. La fuga dall’isola diviene metafora di liberazione. Icaro si libra al di sopra del labirinto dell’isola di Creta, i carcerati di innumerevoli storie fuggono da Alcatraz, Robinson Crusoe desidera fuggire, ogni giorno, dalla sua isola e per tale fuga rimane in vita e tenta con tutte le forze di non perdere la ragione. L’isola è una medaglia le cui due facce sono distinte eppure complementari. Aspirazione o prigione, paradiso o inferno, triste solitudine o infinita libertà: non sono che soggettivi tentativi di descrizione, legati all’originale collocazione di chi tale giudizio esprime, ogni volta perfettamente coerenti ma mai trionfanti sui loro opposti, perché la realtà può cambiare repentinamente e ciò che prima appariva in un modo può divenire altro, e non piacerci affatto. L’isola soggioga o ammalia, non vi sono mezze misure ma, soprattutto, essa non cesserà mai di rappresentare dualmente tali concetti così divergenti fra loro. Ed è proprio in questa ambivalenza che risiede il fascino eterno della terra in sal-um.

Note

  1. [1]Isola.” Treccani, il portale del sapere. Web. 15 Feb. 2013.
  2. [2]Trocchi, Cecilia. Enciclopedia illustrata dei simboli. Roma: Gremese E., 2004. p 203.
  3. [3]Legge 2 dicembre 1994, n. 689. Ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982. 02-12-1994.
  4. [4]“Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e accordo sull’attuazione della parte XI sulla convenzione.” 1982. Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee 23-6-1998″
  5. [5]Rosenberg, Matt. “Greenland and Australia – Continents or Not?.” Geography Home Page – Geography at About.com. Web. 2 Mar. 2013.
  6. [6]“Difference Between Island and Continent.” Difference Between Similar Terms and Things. Web. 4 Mar. 2013.
  7. [7]“Continent or Island?” Calder, (cit.)
  8. [8]Facts on Greenland.” Government of Greenland. 10 Sett. 2009. Web. 2 Mar. 2013.
  9. [9]nel 2014 (CIA)
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  14. [14]nel 2011, “The British Isles and all that …” School of Mathematical & Computer Sciences | Heriot-Watt University Edinburgh. Web. 4 Mar. 2013.
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Immagini

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Silvio Dell'Acqua

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Fondatore, editore e webmaster di Laputa. Cultore Italiano di Storia della Croce Rossa Internazionale (CISCRI). Le notti insonni sono fatte per scoprire vecchie ferrovie ed esotiche monorotaie, progetti perduti di un futuro che non è mai arrivato se non in qualche universo parallelo.