Un giro per Pyongyang

In Geografia insolita, Tour di Silvio Dell\'Acqua

Il fotografo singaporese Aram Pan ha ottenuto il permesso dal governo nordcoreano per realizzare un tour virtuale di Pyongyang, la capitale del paese più isolato del pianeta: la Corea del Nord, l’ultima roccaforte stalinista. Così, installata una videocamera su un’automobile (una Pyeonghwa), Aram Pan ha percorso quindici chilometri per le larghe strade della città regalandoci oltre venti minuti di video ad alta definizione, non tagliato né censurato.[1] Al di là della curiosità iniziale l’idea di vedere scorrere per venti minuti una città semideserta può sembrare un tantino noiosa, ma con l’ausilio della mappa e di qualche informazione su quello che si sta vedendo può diventare un interessante giro turistico, un’occasione unica per dare un’occhiata ad un luogo surreale dove il tempo sembra essersi fermato agli anni più tesi della guerra fredda.

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Yanggak: 38.996574, 125.743675
Stazione di Pyongyang: 39.004845, 125.736294
Gran Teatro di Pyongyang: 39.008580, 125.750370
Piazza Kim Il-Sung: 39.013382, 125.750885
Palazzo dei Bambini: 39.025385, 125.752516
Museo della rivoluzione coreana: 39.032453, 125.753245
Arco di trionfo: 39.044886, 125.753074
Torre Immortale: 39.058650, 125.754855
Rungrado May Day Stadium: 39.048302, 125.774424
Torre della Juche: 39.017917, 125.763674
  1. Il tour inizia da sud, sul ponte che attraversa il fiume Taedong e l’isola di Tanggak.
  2. Proseguiamo verso nord, lungo un grande viale che conduce alla piazza della stazione ferroviaria di Pyongyang che ritroviamo sulla sinistra (2:38). Alla grande rotatoria dall’aspetto cimiteriale dove altoparlanti diffondono una melensa musichetta di sottofondo (2:52), l’auto svolta a destra verso est, proseguendo lungo un’ampio viale dove al primo incrocio si può finalmente vedere una delle famose e marzialissime vigilesse che dirigono lo scarso traffico cittadino (3:30).
    Pyongyang station (Kounosu/Commons CC BY-SA-3.0)

    1 – Stazione di Pyongyang (Commons)

  3. Arriviamo al Gran Teatro di Pyongyang Orientale dallo stile che richiama le pagode (a 4:50, sulla destra), qui svoltiamo leggermente a sinistra, lungo la strada denominata “Sungri”[2] che corre parallela al Taedong. Subito dopo il bivio, un folto gruppo di persone sembra aspettare qualcuno dei numerosi autobus e filobus che percorrono la città.
    Kim Il Sung Square (Laika ac from USA/Commons CC BY-SA 2.0)

    Piazza Kim Il-Sung (Commons)

  4. Sulla sinistra la monumentale Piazza Kim Il-Sung di 75 mila metri quadri, ispirata alla piazza Tienammen di Pechino e celebre sfondo alle parate militari nordcoreane (6:25).
  5. Superata la piazza, sulla destra si intravede (8:33) -dietro all’obelisco (uno dei tanti) e parzialmente nascosto dalla vegetazione- il “palazzo dei bambini“. Quindi ci accingiamo ad attraversare un gruppo di moderni grattacieli.
  6. Seguendo la strada ci troviamo a sinistra il monumento del Mansudae dove si trovano le grandi statue di bronzo di Kim Il-Sung e Kim Jong-Il (9:50), davanti al Museo della Rivoluzione Coreana mentre sulla destra rivediamo il fiume Taedong. Subito dopo troviamo la statua del Chollima (sulla destra, 10:20), mitologico cavallo alato.
    Mansudae 2102 (calflier001/Flickr CC-BY-SA 2.0)

    Gran Monumento del Mansudae, con le statue di Kim Il-sung e Kim Jong-il (Commons)

  7. Proseguendo arriviamo sino all’arco di trionfo (11:30, proprio avanti a noi), costruito nel 1982 per commemorare la resistenza al Giappone (1925-1945): una copia di quello di Parigi, ma dieci metri più alto. Aggirandolo, si intravede appena sulla destra lo stadio Kim Il-Sung (qui molte cose si chiamano così). Proseguiamo quindi dritti fino ad un altro obelisco (13:07), svoltiamo leggermente a sinistra, verso nord. Costeggiamo l’ambasciata cinese, di cui si riesce ad intravedere solo il cancello (sulla sinistra, 13:48) ma, a parte quello, sembra una zona residenziale priva di particolare interesse.
    Pyongyang Arch of Triumph (Roman Harak/Commons CC-BY-SA 2.0)

    Arco di Trionfo di Pyongyang (Commons)

    Immortality_Tower_Pyongyang_04

    Torre dell’immortalità (Commons)

  8. Dopo poco (14:16), sulla destra, compare l’ennesimo monumento a Kim Il-Sung: la “stele” o “torre dell’immortalità” che sovrasta la strada come un arco trionfale. Svoltiamo a destra e ci passiamo sotto per proseguire lungo un altro grande viale alberato. Di nuovo a destra e via dritto per altri due minuti di “nulla” tra palazzi da città-modello sovietica e verde, fino all’imbocco del sottopasso che ci riporterà al Taedong (17:00).
  9. All’uscita della galleria si vede subito sulla sinistra (17:22) lo stadio “Primo di Maggio” sull’isola di Rŭngrado, il più grande del mondo, ultimato nel 1989 e che si estende su una superficie di 207 mila metri quadri. Raggiunta l’isoletta percorriamo il grande ponte strallato di Chongryu, che ci riporta sulla sponda meridionale del fiume.
    Rŭngrado May First Stadium (Commons CC BY-SA 3.0)

    Stadio “Primo Maggio” sull’isola Rŭngrado (Commons)

  10. Passato il Taedong svoltiamo a sinistra lungo la strada che costeggia il fiume e più avanti (21:47) ecco che finalmente compare la Torre della Juche o “Kangan Gongowon” (a cui è intitolata la strada che stiamo percorrendo) uno dei più noti simboli del paese. Il monumento, costruito nel 1982, è una guglia di pietra[3] alta 150 metri e dedicata appunto alla filosofia della “Juche”, introdotta dal primo leader Kim Il-Sung: un misto di autarchia, indipendenza, nazionalismo e ideologie marxiste-leniniste. A 22:20 l’auto raggiunge la monumentale scalinata alla base della torre, dove accosta (si nota un’auto governativa o diplomatica, una Mercedes, parcheggiata): il tour è finito.
    Tower Of Juche Pyongyang (calflier001/Commons CC BY-SA 2.0)

    Torre della Juche (Commons)

    (C. Gilliland/Commons/Flickr CC-BY-SA 2.0)

    La torre della Juche, vista da piazza Kim Il-Sung (Commons)

pyongyang

Note

  1. [1]Aram Pan, GoPro City Tour Of Pyongyang, North Korea. Yotube, 19-5-2014
  2. [2]Google Maps la indica come “Sungrui Street”
  3. [3]È composta da 25550 blocchi di granito, corrispondenti ai giorni di vita del “presidente etetrno” Kim-Il-Sung. In realtà il calcolo è stato approssimato moltiplicando 70 anni per 365 giorni.