Lo Svizzionario

Lo Svizzionario

Splendori, miserie e segreti della lingua italiana in svizzera

«Nel nostro bel paese, la Svizzera, l'Italiano lo si parla eccome. E pure abbastanza bene. Ovviamente esso ha delle peculiarità, come succede nell'italiano regionale in tutta Italia. Ma alcune sue peculiarità sono più "peculiari" di quelle che si riscontrano in altre regioni italiane. Il confine politico ha avuto la sua importanza e il suo impatto.»

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La Svizzera è la più vasta area dove si parla la lingua italiana al di fuori dell’Italia e delle minuscole enclaves di San Marino e della Città del Vaticano: l’italiano è parlato correntemente (insieme ad altre lingue, certo) nel canton Ticino e nella parte meridionale del canton Grigioni, ma è anche diffusa in altri cantoni ed è lingua ufficiale a livello federale. L’italiano della Svizzera, però, è diverso da quello del bel paese; cosa che sorprende un po’ gli italiani abituati a confrontarsi con le innumerevoli varietà regionali ma non a sentire una variante “straniera” della propria lingua come può capitare ad esempio ad un inglese che incontri un americano, un tedesco che incontri un austriaco o a un portoghese con un brasiliano. Tanto che alcune parole possano risultare incomprensibili ad un italiano o per lo meno dare adito ad equivoci.

Se infatti le differenze linguistiche tra le regioni italiane sono dovute principalmente alla mediazione con i dialetti locali e sono (o perlomeno, dovrebbero essere) relegate al parlato quotidiano, l’italiano della Svizzera è lingua ufficiale, e pertanto si manifestano anche nella forma scritta.  Inoltre, oltre agli influssi dialettali (del lombardo in particolare), concorrono altri fattori quali l’influenza delle altre lingue ufficiali (francese e tedesco[1]) e il diverso ordinamento politico e amministrativo, che richiede di esprimere concetti sconosciuti in Italia. Il lessico legale e istituzionale fa riferimento «a un quadro legislativo in cui il peso della maggioranza tedescofona è preponderante», mentre i francesismi «complice la maggiore vicinanza linguistica dell’italiano col francese […] sono particolarmente invasivi perché sembrano italiani anche quando non lo sono».

Alcune peculiarità hanno poi origine storica: ad esempio l’italianizzazione della lingua voluta dal fascismo, che in Italia ha generato parole tuttora in uso come tramezzino o calciobalilla, non ebbe alcun effetto sulla lingua italiana in Svizzera nella quale si utilizzano ancora vocaboli di origine straniera — e questa differenza, notano gli autori, è particolarmente evidente nei termini calcistici. Infine anche l’uso antonomastico dei nomi di servizi e aziende, diverse da quelle note in Italia (per citarne uno la chiave “a brugola”, termine pressoché sconosciuto in Svizzera), ha prodotto vocaboli peculiari come autopostale per l’italiano corriera (dovuto al fatto che le poste elvetiche garantiscono buona parte dei servizi di autobus interurbani), natel per il telefono cellulare (dall’acronimo della prima rete mobile svizzera “Nationales Auto-telefonnetz”) o bilùx per i fari abbaglianti dell’automobile (dal nome di un produttore di lampade a doppio filamento). Alcuni poi sono davvero curiosi, come il caso di debarcadero come equivalente dell’italiano imbarcadero: come fanno notare gli autori, «in Svizzera si scende dalle barche mentre in Italia vi si sale.»

Lo Svizzionario, pur presentandosi come un piccolo dizionario del lessico elvetico, non si limita alla mera catalogazione di questi elvetismi (la cui dignità è stata riconosciuta, dal 2002, anche dallo Zingarelli) ma ne spiega — dove possibile — l’origine, intercalandone l’elencazione anche con paragrafi tematici di approfondimento che contestualizzano, anche con un po’ di ironia, le differenze tra le due lingue.

Silvio Dell’Acqua

Sito ufficiale: svizzionario.ch

Gli autori

Sergio Savoia, giornalista e scrittore studia da sempre con molta passione le lingue: in primis ma non solo l’italiano. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Attivo professionalmente per la Radiotelevisione Svizzera come responsabile della promozione, trova ancora il tempo di occuparsi di questioni linguistiche.

Ettore Vitale, a fianco della sua attività professionale in banca, è un appassionato e competente linguista che solo in modo riduttivo potrebbe essere definito dilettante. Il suo lavoro per l’identificazione e la catalogazione delle parole dell’italiano di Svizzera è stato riconosciuto da Zingarelli che ha introdotto, grazie a Vitale, una trentina di “elvetismi” nel suo Dizionario.


  1. [1]Il romancio è parlato solo dallo 0,5 % della popolazione (2013: fonte Confederazione Svizzera ).
Dettagli
Autori: ,
Generi: Dizionari, Geografia, Lingue
Tag: elvetismi, lingua italiana, Svizzera
Anno di Pubblicazione: 2008
Formato: brossura
Lunghezza: 165 pagine
Illustrazioni: Corrado Mordasini
Prezzo di listino: 29,25 CHF