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Cervello alla fiorentina

In Gastronomia di Silvio DellʼAcqua

Un piatto tipico della cucina toscana: il cervello alla fiorentina. Uno dei piatti preferiti di Hannibal Lecter, serial killer protagonista dei romanzi di Thomas Harris. La leggenda ne attribuisce l’origine agli ostrogoti che occuparono l’italia tra i V es il VI secolo, ma è molto più probabile che ad inventarlo siano stati invece i macellai toscani.

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Chi non salta…

In Folklore, Sport, Storia di Silvio DellʼAcqua

«Chi non salta è…» completate la frase con un avversario a vostro piacimento ed otterrete uno degli slogan più inflazionati del folklore calcistico. Ma le sue origini risalirebbero alla guerra della Falkland, ed i primi a “non saltare” furono gli inglesi…

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La maledizione di San Siro

In Città, Superstizioni e credenze di Silvio DellʼAcqua

La leggenda racconta che Pavia sia colpita da una maledizione, lanciata dal suo Santo Patrono Siro da Pavia, per cui non riuscirà mai combinare nulla di buono o mantenere quello che ha conquistato. E facendo una rapida panoramica delle cose uniche che Pavia ha perduto, occasioni comprese, verrebbe quasi da crederci.

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Pippo: il misterioso fantasma di Salò

In Aviazione, Folklore, Militaria, Storia di Silvio DellʼAcqua

«Passa, come un malaugurato uccello notturno, sulla città e sulla campagna, e i vetri tremano al suo rombo sinistro, e gli uomini chiusi nelle case o nelle fattorie lo seguono con il pensiero mentre si avvicina, vola sopra la casa, si allontana…» Durante la seconda guerra mondiale l’alta Italia, occupata dai nazisti, era funestata da un’oscura presenza, un fantasma dalle sembianze di un aeroplano. Il suo nome era “Pippo”.

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Sigaro toscano: caro vecchio stortignaccolo

In Cultura popolare di Alessio Lisi

Si narra che nel lontano ferragosto del 1815 un improvviso e violento temporale si abbatté su Firenze e recò un forte dispiacere alla Manifattura Granducale: un intero raccolto di tabacco era rimasto esposto all’acquazzone. Il sole poi tornò a splendere su Firenze dando vita al processo di fermentazione delle foglie rendendole così del tutto inutilizzabili come tabacco da fiuto o trinciato. Pur di non buttare via l’intera partita fu presa una decisione destinata a generare un mito: il tabacco fermentato fu avvolto in foglie e venduto a basso costo.

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Pavia, 1832

In Città, Storia di Andrea Panigada

Prendiamo in mano l’Almanacco Dilettevole per l’anno bisestile 1832, probabilmente la più antica guida turistica per i “forestieri” che volessero visitare Pavia, e facciamo due passi per scoprire come sarebbe apparsa ad un visitatore del XIX secolo la città lombarda, «la quale sebbene ora presenti pochissimi avanzi dell’antica sua grandezza […], offre però anche al presente parecchi oggetti degni di osservazione».