"Radical Chic That Party at Lenny's" di Tom Wolfe, da New York Magazine 1972

radical chic

In dizionario, inglese, parole d'autore di Silvio DellʼAcqua

(scritto anche radical–chic) estremismo modaiolo;  ostentazione per moda, esibizionismo o interessi personali di idee anticonformistiche e/o tendenze politiche affini alla sinistra radicale da parte di intellettuali e benestanti; l’appartenente alla borghesia che mostra tale atteggiamento. In italiano il significato del termine radical chic si è gradualmente esteso dal “concetto” (es. «…l’impegno, il politically correct e il radical chic…», Repubblica, 2004[1]) alla persona («Stavolta non è un dibattito da radical chic» Corriere della Sera, 23/10/2009), fino a diventare quest’ultima l’accezione più diffusa. È utilizzato anche come aggettivo (es. «le prediche radical chic di Jane fonda», Il Giornale, 7/3/1982).

Per estensione si riferisce anche allo stile di vita ed alla “moda” comunemente associata al radical chic, che dal punto di vista meramente esteriore è rappresentata da un «abbigliamento che viaggia fra lo sciatto e l’alta moda.»[2]

In tempi recenti, anche sulla scorta di un anti–intellettualismo crescente, il termine radical chic come altri analoghi (es. comunista col rolex, v. sotto) è spesso utilizzato con intento offensivo (in quanto considerato atteggiamento ipocrita) e in ambito sempre più generico per accusare di ipocrisia un ampio ventaglio di persone che va dall’intellettuale di sinistra al semplice moderato; mentre i populisti lo utilizzano per insultare chiunque non si allinei con la corrente populista del momento. Come dire: «se non sei con noi, sei radical chic

Origine

Radical chic è un’espressione idiomatica dalla lingua inglese che significa letteralmente “eleganza radicale”, composta dall’accostamento ossimorico dei termini radical, appartenente ad un partito della sinistra radicale, e chic (a sua volta dal francese, “elegante”, in realtà non così diffuso in Francia[3]) che significa appunto “elegante”, “trendy”, “alla moda”.[4] L’espressione fu coniata nel 1970 dal giornalista e scrittore statunitense Tom Wolfe che, in un celebre articolo di 29 pagine dal titolo “Radical Chic: That Party at Lenny’s” uscito l’8 giugno di quell’anno sul New York Magazine, descriveva in modo critico gli invitati — artisti e rappresentanti dell’alta società newyorkese — ad un ricevimento a casa del compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein e della moglie Felicia Montealegre (un attico di 13 locali su Park Avenue a Manhattan) per raccogliere i fondi a favore del gruppo rivoluzionario afroamericano delle Pantere Nere (Black Panther Party). Nello stesso anno pubblicò anche il libro Radical Chic & Mau–Mauing the Flak Catchers, pubblicato in italiano dapprima con il titolo Lo chic radicale e Mau-mauizzando i Parapalle (Rusconie poi come Radical chic: Il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto (Castelvecchi, 2005).
Bernstein's party, NY 1970

Leonard Bernstein (seduto al centro), con la moglie Felicia Montealegre (sinistra) and Don Cox (in piedi), “maresciallo di campo” del Partito delle Pantere Nere, nella casa dei Bernstein Park Avenue (Manhattan) durante famoso il party del  gennaio 1970. Foto: New York Magazine.


L’espressione arrivò in Italia nel 1972 con un famoso articolo di Indro Montanelli, “Lettera a Camilla” pubblicato il 21 marzo sul Corriere della Sera, con il quale si rivolgeva alla collega Camilla Cederna (1911 — 1997) identificandola come rappresentante dell’italico «magma radical–chic» che cullava i «bombaroli» (sic) durante gli anni di piombo. La Cederna si era infatti occupata della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dalla questura di Milano dove si trovava accusato di coinvolgimento dell’attentato di Piazza Fontana del 1969.

Sinonimi ed espressioni affini

Esistono diverse espressioni che, se non perfettamente sovrapponibili, in linea generale hanno lo stesso significato di radical chic. Quasi tutte sono basate sull’accostamento ossimorico di un termine evocativo della tendenza politica vicina alla sinistra radicale ad un’altro che richiama invece all’agiatezza e alla borghesia (es. radicale → chic; comunista → Rolex; liberale → limousine, e così via).

  • chic radicale, italianizzazione di radical chic (1982):

    Chic radicale‘; e il termine è ormai entrato nel linguaggio comune per indicare lo snobismo sinistrorso delle classi più ricche»

    Il Giornale, 7 marzo 1982.

  • sinistra in cachemere: espressione nata verso la fine degli anni ’90, nella quale la pregiata lana cachemire viene citata come simbolo di lusso:

     in Italia a tenere alta la bandiera dell’edonismo è la “sinistra in cachemire“.

    L’Espresso, 1994, vol. 44. Pag. 128.

    Il segretario del partito di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti (fino al 2006) fu soprannominato “compagno cachemere”[5] per la sua presunta abitudine di indossare maglioni pregiati.

  • comunista col Rolex: questa espressione di introduzione recente (2017), analoga alla precendente, accosta il “comunista” al “Rolex”, appariscente e costoso orologio da polso tradizionalmente considerato simbolo di ricchezza. L’espressione nasce dal titolo di un brano pop rap, intitolato “Comunisti col Rolex”, dei rapper italiani J-Ax e Fedez e pubblicato nel gennaio 2017 all’interno dell’album eponimo. Il termine poi è entrato anche nel linguaggio politico e giornalistico:

     E se non fai la ola per i respingimenti «disumanitari», i salvinisti ti danno del comunista col Rolex.

    Massimo Gramellini, “Com’è profondo il mare” in Corriere della Sera, 7 luglio 2018

  • molotov & champagne fu il soprannome affibbiato negli anni ’70 (con un certo disprezzo da parte dei militanti di altri gruppi) a Potere Operaio, gruppo extraparlamentare di estrema sinistra composto dai figli dell’aristocrazia e dell’altissima borghesia prevalentemente romana.[6] Le “molotov” sono ordigni incendiari utilizzati nella guerriglia o nelle manifestazioni di piazza, mentre lo champagne è un vino spumante comunemente associato al lusso e alla festa.
  • rivoluzionario da salotto: chi vorrebbe attuare una rivoluzione politica e sociale, ma dal “salotto”. Il termine è utilizzato già almeno dagli anni ’30 del Novecento, come dimostra un articolo su Il saggiatore:

    Questi interrogativi che dovrebbero spingere gli occhi del borghese fino in fondo alla realtà di oggi, non sono posti, o sono appena accennati, per dare più colore alle fantasie europeiste del facile dicitore e rivoluzionario da salotto e da caffè.

    da Il saggiatore pubblicazione di critica e filosofia, 1932. Pag. 414

    Il “salotti borghesi” erano quelle riunioni mondane tenute a partire dall’Ottocento presso case private (nei “salotti”, appunto), solitamente a cadenza regolare, cui a membri della nuova borghesia e letterati prendevano parte per discutere di cultura e politica.

Inglese

  • Abbiamo ovviamente radical chic, che nella sua lingua d’origine si riferisce però al concetto, alla moda di «ostentare opinioni radicali di sinistra» (Oxford Dictionary, op. cit.) ed allo stile di vita ad essa collegato, ma non alla singola persona come invece d’uso in italiano.
  • Bolly bolschevist: (Regno Unito),[7] dove “Bolly” è abbreviazione di Bollinger, una marca di vino champagne. Il termine “bolscevico”, che nell’uso comune è sinonimo di “comunista”, è scelto più per l’effetto di allitterazione con “Bolly” (bol–, bol–) che per particolare riferimento alla dottrina del bolscevismo.
  • champagne socialist:[8][9][7] è utilizzato nel Regno Unito e anche qui accosta il socialismo al costoso vino champagne. Si riferisce in particolare ai sostenitori del partito laburista che vivono nel centro di Londra e adottano un tenore di vita particolarmente elevato.
  • chardonnay socialist: è la variante australiana e neozelandese e risale agli anni ’80, quando il vitigno chardonnay divenne molto popolare tra gli appassionati di vino in Asutralia.[10]
  • Gucci communist: utilizzato in Sudafrica,[7] cita il marchio di abbigliamento di lusso “Gucci” in modo analogo a “comunista col Rolex”.
  • latte socialist: (Irlanda) è il socialista che discute di politica mentre sorseggia comodamente caffè con latte[7] (in inglese latte è sinonimo di milky coffee, proprio il nostro “latte macchiato”[11]). Il termine è attribuito al politico irlandese Leo Varadkar, leader del partito democratico centrista Fine Gael e Primo ministro della Repubblica d’Irlanda dal giugno 2017. Il 21 ottobre 2017, intervistato durante una cena istituzionale del proprio partito presso il Burlington Hotel di Dublino, affermò riferendosi alla sinistra irlandese:

    Some of them have tried to dismiss this budget as only providing a cup of coffee a week for people. [… ] I’d advise these latte socialists to think again about where they buy their coffee.[12]

  • limousine liberal:[13] è un’espressione utilizzata negli U.S.A. dagli anni 1980[7] che accosta la limousine, autovettura di lusso, con la politica liberal che in inglese statunitense significa “progressista”, “socialdemocratico”[14]
  • smoked salmon socialist:  utilizzato in Irlanda, dove il “salmone affumicato” rappresenta il “piatto raffinato” per eccellenza.[15]

Francese

  • bourgeois–bohème: abbreviato bo–bo, che associa la condizione sociale borghese all’atteggiamento bohèmien, risale alla fine dell’800. Si legge infatti nel Bel–Ami di Guy de Maupassant (1885):

     Ce fut elle alors qui lui serra la main très fort, très longtemps ; et il se sentit remué par cet aveu silencieux, repris d’un brusque béguin pour cette petite bourgeoise bohème et bon enfant qui l’aimait vraiment, peut-être.

  • gauche caviar: (“sinistra al caviale”) espressione risalente agli anni 1980[7] che accosta l’orientamento politico di sinistra con il caviale, cibo raffinato per antonomasia.

Tedesco

  • Salonbolschewist o Salonkommunist: “bolscevico/comunista da salotto”,[16][7] equivalente all’italiano “rivoluzionario da salotto”.
  • Toskana–Fraktion[17] “partito della Toscana”, con riferimento alla frequentazione di luoghi di villeggiatura in Toscana da parte di politici e intellettuali.

Spagnolo

  • hippie con osde: in Argentina è l’hippie con un’assicurazione sanitaria privata (OSDE è una delle maggiori agenzie assicurative sanitarie argentine).[7]
  • izquierda caviar: “sinistra al caviale”, che deriva dal francese gauche caviar (v. sopra).[18]
  • red set: è un’espressione di lingua inglese ma utilizzata in ambito ispanofono in Sudamerica (Cile)[18] che gioca sull’espressione →jet set, “alta società”, sostituendo però al jet il red (rosso), colore tradizionalmente associato alla politica di sinistra.
  • whiskyerda:[18]portmanteu di whisky, nel senso di bevanda da intellettuali, e izquierda, “sinistra”.

Portoghese

  • esquerda caviar: (Brasile), “sinistra al caviale” anch’esso dal francese gauche caviar (v. sopra).

Vedi anche: →gattopardismo.


Note

  1. [1]Quanti complessi verso l’autorevole stampa straniera” Repubblica, 12/3/2004.
  2. [2]Come creare un look radical chic” in Pianeta Donna. 25/4/2017. Web.
  3. [3]chic” in Douglas Harper Online Etymology Dictionary. Web.
  4. [4]chic” in Word Reference. Web.
  5. [5]Aldo Sofia “Il compagno Bertinotti, dal “Capitale” al popolo ciellinoTVSvizzera, 21/4/2016. Web.
  6. [6]Massimo Fini, “Molotov & Champagne” in Come Don Chishotte, 16/2/2005. Web.
  7. [7] Oscar Rickett “From latte socialist to gauche caviar – how to spot good-time leftwingers around the world” in The Guardian, 23/10/2017.
  8. [8] Matthew Moore, Sarah Graham, “Champagne socialists ‘not as left wing as they think they are” in The Telegraph, 14/7/2010.
  9. [9]Ed Roobsky “So what’s the problem with champagne socialism?
  10. [10]Meanings and origins of Australian words and idioms: C” in Australian National Dictionary Centre.
  11. [11]latte” in Word Reference. Web.
  12. [12]Varadkar says he’ll move the time of his Ard Fheis speech so it doesn’t clash with Ireland–Denmark” in The Journal, 21/10/2017.
  13. [13]limousine liberal” in Urban Dictionary. Web.
  14. [14]liberal” in Word Reference. Web.
  15. [15]Smoked Salmon socialists and others” in Irish Times, 28/10/1998. Web.
  16. [16]Salonbolschewist nel dizionario Duden.
  17. [17]Kanzler kam erst spät zur Toskana–Fraktion” in Handelsblatt, 9 luglio 2003
  18. [18][spa] “Los rojos del redset…” in El Mostrador, 24/9/2014. Web.

Bibliografia e fonti