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pupazzi famiglia Barbapapà in mezzo ad altri giocattoli

barbatrucco

In modi di dire, parole d'autore, voci dal francese di Silvio DellʼAcqua

(1976, ironico, scherzoso) trucco, astuzia, abile stratagemma, soluzione rapida e sbrigativa ad un problema; ma anche inganno, metodo per aggirare un problema anziché risolverlo. Calco dell’originale francese barbatruc, è la contrazione di Barbapapà (nome proprio) e trucco; il nome Barbapapà (Barbapapa) deriva a sua volta dal francese barbe à papa che significa “zucchero filato”. Barbapapà è un personaggio immaginario inventato da Annette Tison e Talus Taylor nel 1970 per una serie di libri per bambini: è un essere a forma di pera di colore rosa in grado di mutare forma a suo piacimento, abilità che gli consentiva di risolvere qualunque problema. Prima di ogni trasformazione pronuncia la tipica catchphrase «resta di stucco… è un barbatrucco!» (originale in francese «hup hup hup, barbatruc!»), dalla quale il termine barbatrucco è entrato nel linguaggio comune come modo scherzoso per indicare un trucco, un espediente, o anche — con tono ironicamente critico — un raggiro:

Perché uno che ha in tasca ventimila miliardi, e che ne incassa altri quattromila con l’ultimo barbatrucco finanziario, è pericoloso a prescindere, anche se non fosse presidente del consiglio, anche se non fosse padrone dei media, anche se non fosse unto dal Signore.

Il Manifesto, 17/4/2005

La serie Barbapapa fu pubblicata in Francia tra il 1970 e il 2005. Dal 1974 ne fu tratta una serie a fumetti (Le Journal de Barbapapa), scritta e illustrata dagli stessi autori. Seguì una serie animata prodotta in coproduzione tra la società olandese Polyscope BV, la K&S e lo studio giapponese Topcraft. La versione italiana fu trasmessa per la prima volta dalla televisione svizzera RSI nel 1975; l’anno successivo arrivò anche in Italia con un nuovo doppiaggio, prima su RAI2 e poi su Rete 2. Nello stesso periodo, Mondadori pubblicò la versione italiana delle storie a fumetti (Il giornale di Barbapapà). È dunque tra il 1975 e il 1976 che il termine barbatrucco fa la sua comparsa nel lessico italiano, e dal 2011 anche nel dizionario italiano Zingarelli. Al personaggio capostipite si affiancherà poi una compagna, Barbamamma (Barbamama), e sette figli tutti di colori diversi e dotati di abilità specifiche, ma con la medesima abilità di assumere qualunque forma.


In alto: pupazzi della famiglia Barbapapà in mezzo ad altri giocattoli. Foto di Prasongsom Punyauppa-path su Unsplash.