Madrid, anni '80: la "movida", Paolo Monti, Servizio fotografico BEIC 6333091

movida

In dizionario, spagnolo di Silvio Dell'Acqua

animazione, vita notturna giovanile all’interno di una città: prestito dallo spagnolo, si tratta della forma femminile sostantivata dell’aggettivo movido, “movimentato”. Il termine deriva dalla Movida madrileña (lett. “animazione madrilena”), un movimento culturale iconoclasta sviluppatosi spontaneamente a Madrid tra il 1975 e la fine degli anni ’80 (con strascichi fino agli anni ’90). Con la fine del franchismo, caratterizzato tra l’altro dall’istituzionalizzazione di un cattolicesimo bigotto e retrogrado, cessarono sì le repressioni politiche, ma anche quelle morali e culturali: l’alcol, le droghe e la libertà sessuale non erano più un tabù, la marijuana era legale (fino al 1992); i madrileni si riversarono nelle strade riscoprendo il piacere di fare baldoria. Sebbene includesse ogni abuso edonista immaginabile, la movida non si ridusse ad “uscire per bere” (e drogarsi) ma divenne espressione di una libertà di pensiero che travolse la capitale spagnola ispirando numerosi artisti, tra i quali il regista Pedro Almodóvar, la stilista Agata Ruiz De la Prada, l’artista Andy Warhol e numerosi gruppi rock e synthpop (come gli Alaska e Dinarama). Uno dei maggiori sostenitori della movida fu l’ex professore universitario di orientamento socialista Enrique Tierno Galvan, conosciuto affettuosamente come il “viejo profesor”, convinto oppositore del regime ai tempi di Franco che nel 1979 divenne sindaco di Madrid. Fu però solo dopo il 1984 che la politica locale intuì le potenzialità (anche economiche) della movida e se ne appropriò, incentivandola come simbolo di modernità, di democrazia e di una nuova identità cittadina. Esaurito gradualmente il significato politico dalla fine degli anni ’80, la movida è rimasta un’usanza caratteristica della capitale spagnola: nel libro Sólo se vive una vez : esplendor y ruina de la movida madrileña (2013), José Luis Gallero conclude che «ciò che è rimasto è l’abitudine ad uscire per bere e conversare.»

Il termine movida, ancora utilizzato a Madrid per indicare le notti trascorse tra un locale e l’altro, si è esteso alla vita notturna di altre città spagnole e dagli inizi degli anni’90 anche alla lingua italiana, come testimonia il dizionario di neologismi del 1992 Le parole degli anni Novanta (di A. Bencini ed E. Citernesi, Le Monnier), ad indicare, genericamente, la movimentata vita notturna di una città:

 Decreto sicurezza, multe e Daspo a chi abusa della movida

Corriere della Sera, 13 giugno 2016 



Foto: Madrid nel 1980 [CC-BY-SA 4.0] Archivio Paolo Monti/European Library of Information and Culture/Commons.