cinepanettone

In dizionario di Silvio Dell'Acqua

o cine–panettone (s. m. dal prefisso cine– e dal sostantivo panettone che indica il tradizionale dolce natalizio milanese), neologismo che indica i film comico–demenziali italiani destinati all’uscita nelle sale cinematografiche nel periodo natalizio. Con cinepanettone ci si riferisce a quel filone di produzioni cinematografiche a vocazione principalmente commerciale, caratterizzati da una comicità becera basata interamente sulla volgarità, sui doppi sensi, su stereotipi e gag ritrite; personaggi grotteschi e ambientazione vacanziera (Cortina, Miami, il Nilo, i Caraibi…); l’assenza di una storia degna di tale nome; l’impiego di volti noti della televisione –pur senza capacità recitative adeguate al cinema– in ruoli ritagliati ad hoc. Il termine è attestato nei media solo dal 1997,[1] benché il filone sia nato molto prima: il primo film di questo genere è considerato Vacanze di Natale del 1983, regia di Carlo Vanzina, che voleva essere un’ironica fotografia delle vacanze italiane degli anni ottanta. Fece seguito una lunga serie di film prodotti principalmente da Filmauro, con regia di Vanzina (anni ’90) e Neri Parenti (dal 2000), tutti caratterizzati dalla parole “Natale” nel titolo e più o meno legati al tema delle vacanze. Sono stati però definiti cinepanettoni anche film che, pur non essendo propriamente tali, ne ricalcano la matrice (stile, cast, regia, distribuzione). Il termine si estende metonimicamente al rito nazionalpopolare di recarsi al cinema il giorno di Natale o comunque nel periodo delle vacanze invernali, rito cui il filone dei cinepanettoni è indissolubilmente legato.

…il cinepanettone rappresenta il cinema nazionale italiano perché il suo consumo avviene esclusivamente entro i confini italiani come parte di un rito annuale.

Alan O’Leary, Fenomenologia del cinepanettone (Ed. Rubettino, 2013)

Cinecocomeri & C.

Il filone dei cinepanettoni ha un corrispettivo estivo: film analoghi per caratteristiche, regia e cast, ma destinati ad essere distribuiti in estate. Questi sono detti cinecocomero (Cineblog, 2007 ), cinegelato (La Stampa, 2008) o cineombrellone (Corriere della Sera, 2008), neologismi coniati da alcuni giornalisti sulla falsariga di cinepanettone. Dei tre, il più utilizzato resta cinecocomero:

Basta col termine cinecocomero: non lo sopportiamo proprio, noi, che avendo inventato il cinepanettone ventitré anni fa, abbiamo abbandonato quel genere facile, per industriarci diversamente», commenta Enrico Vanzina, il più espansivo dei due maghi dell’intrattenimento impeccabile.

Cinzia Romani, Giornale, 29 marzo 2008, p. 31, Album Spettacoli

L’estensione del modello del cinepanettone ai film confezionati per le vacanze di Pasqua ha fatto nascere il neologismo cinecolomba (Cineblog, 2012 ) nel quale il riferimento è alla colomba, tradizionale dolce pasquale.

Telepanettone e libropanettone

Neologismi analoghi sono stati coniati per prodotti non cinematografici ma che vengono prodotti e distribuiti in occasione delle feste natalizie per motivi meramente commerciali. Il telepanettone (2012) è una produzione analoga al cinepanettone ma destinata alla televisione. Il libropanettone (2012) è invece un libro (o un cofanetto) confezionato con copertina o packaging particolarmente curato in modo da renderlo particolarmente appetibile come strenna, oppure un potenziale besteseller da lanciare approfittando delle maggiori vendite natalizie.[2]


  1. [1]Montini, Franco “Un rifugio anti-Natale per i film da cinefili” in la Repubblica, 1 dicembre 1997.
  2. [2]Ricci, Luca. “La corsa al libropanettone” in Corriere della Sera — Il club de La Lettura <lettura.corriere.it>. 9 dicembre 2012. Web.