carnèade

In dizionario di Silvio Dell'Acqua

persona poco nota o del tutto sconosciuta, dal nome di Carneade di Cirene (214 a.C. – 129 a.C.), filosofo greco antico della corrente degli scettici, noto soprattutto per la sua critica al dogmatismo delle dottrine stoiche. L’uso deonimico–antonomastico di carneade come sinonimo di persona sconosciuta non deriva però dalla sua dottrina o dalla –vera o presunta– anonimia del filosofo, ma paradossalmente alla citazione che più l’ha reso celebre al pubblico: la famosa domanda «Carneade, chi era costui?» posta da Don Abbondio tra sé e sé all’inizio del VIII capitolo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (XIX secolo). Don Abbondio stava infatti leggendo, in un “libricciolo”, l’orazione in lode di San Carlo Borromeo (1538 – 1584) tenuta nel Duomo di Milano da padre Vincenzo Tasca il 4 novembre 1626, nella quale si confrontava la dottrina di San Carlo con quella di alcuni filosofi greci tra i quali appunto Carneade. Imbattutosi nel nome di Carneade, don Abbondio –colto sì, rispetto alla gente di campagna, ma non tanto da conoscere i filosofi antichi– si chiese chi fosse:

«Carneade! Chi era costui? — ruminava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo aperto davanti, quando Perpetua entrò a portargli l’imbasciata. — Carneade! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui? — Tanto il pover’uomo era lontano da prevedere che burrasca gli si addensasse sul capo!»

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. VIII

Da quella battuta è nato il termine deonimico carneade, per indicare una persona mai sentita nominare (es. “essere un carneade”, “un carneade qualsiasi”), e l’espressione idiomatica «Carneade, chi era costui?» per esprimere ironicamente la propria o altrui ignoranza su un personaggio. Quando si sostituisce il nome di Carneade con quello di un altro personaggio, in genere si intende introdurre un approfondimento su quest’ultimo (ad esempio, nel titolo di un libro di A. Scimione: Talete, chi era costui? Vita e opere dei matematici incontrati a scuolaPalumbo Editore, 2008).

Immagine: Carneade in una incisione di J.W. Cook del 1825 (dettaglio) — Wellcome Images/Commons