Grandville, 1856

Sembra che codesta gente sia tanto immersa nelle sue profonde meditazioni da trovarsi in uno stato di perpetua distrazione… da I Viaggi di Gulliver di J. Swift

Laputa è l’isola volante degli scienziati pazzi, immaginata da Jonathan Swift per il celeberrimo romanzo satirico I viaggi di Gulliver del 1726. Un’isola popolata di persone di grande cultura ma di scarsissimo senso pratico, perse nelle loro fissazioni: sono forse proprio queste fisime che accomunano la nostra Laputa a quella di Swift. Citando un altro autore a noi caro, Terry Pratchett, potremmo dire che su Laputa si discorre di «geografia insolita e crudele». Un’isola volante è senza dubbio insolita, e geograficamente crudele: farebbe impazzire qualunque cartografo. Sfuggendo però, fisicamente, ad ogni tentativo di imporre la normalità -oltre che ad ogni convenzione cartografica- è anche il posto ideale dove cercare cose o idee bizzarre e curiose, tecnologie abbandonate, arte, musica, luoghi affascinanti e misconosciuti. Un posto dove le cose rotte si aggiustano e non si buttano. Una piccola enciclopedia delle curiosità più o meno inutili, o meglio l’enciclopedia delle cose che non trovereste in un’enciclopedia. E che forse nemmeno vi verrebbe in mente di cercare. Ma anche Laputa ha le sue regole: le “cose” che ospitiamo devono chiedere asilo. Per ottenerlo, devono soddisfare alcuni requisiti:

  1. Devono essere assolutamente vere e verificabili. Su Laputa adoriamo la bufala, ma solo sottoforma di formaggio a pasta filante. Per le altre, nella rete non mancano certo pascoli più adeguati cui non vorremmo mai sottrarre materia prima.
  2. Devono essere poco o per nulla conosciute. Se le potete trovare ovunque, è inutile affollare la nostra piccola isola.
  3. Devono interessare i nostri cittadini. Non importa che interessino a molti, anzi meglio se interessano a pochi, quasi nessuno: non amiamo il turismo di massa. Ma se i nostri cittadini si annoiano, è finita.

Su Laputa si affrontano argomenti più svariati ed insoliti, trattandoli però con assoluto rigore: se una cosa è scritta su Laputa, potrete star certi che è vera.

Benvenuti a bordo!

Silvio Dell’Acqua


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