La Guerra delle Falkland

In Isole, Luoghi di scontro, Storia di Giovanni Melappioni

La guerra delle Falkland (o delle Malvinas) è stata definita come l’ultima guerra fra nazioni cosiddette “occidentali”, ossia considerate, in maniera stereotipata, dell’insieme di stati industrializzati concettualmente contrapposti ai paesi arabi, ai paesi del terzo mondo e dell’area di influenza dell’allora esistente URRS. Fu anche la prima guerra combattuta secondo la dottrina della supremazia aerea, sia nella strategia combinata fra armi che nei presupposti tattici dell’eliminazione di obiettivi prefissati con attacchi dall’alto.

Port Stanley, 2 aprile 1982

2 – Port Stanley, 2 aprile 1982 : le truppe ed i cingolati LVPT del “Batallon de Vehiculos Anfibios”, fanteria meccanizzata della marina militare argentina, pattugliano Port Stanley subito dopo l’occupazione.

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3 – Port Stanley, 1982: il “cabo” Jacinto Eliseo Batista della marina argentina conduce alcuni Royal Marines di stanza alle Falkand catturati durante l’invasione.

Correva l’anno 1982 e il governo di Galtieri si ritrovava alle prese con una devastante crisi economica che aveva fiaccato l’intera Argentina e con le conseguenti sommosse popolari, animate anche dall’esasperazione per il pugno di ferro con il quale la giunta militare guidava il paese da anni. La necessità di arginare quella che si profilava come un’insurrezione devastante portò alla configurazione di un piano che avrebbe placato gli animi, puntando sullo spirito nazionalistico del popolo e rinsaldando contemporaneamente il vitale supporto dei vertici militari al governo: le isole Falkland (Malvinas in spagnolo), considerate territorio argentino sin dal XVIII ma parte dei territori oltremare del Regno Unito, sarebbero state occupate definitivamente, ponendo fine alla diatriba secolare. Galtieri contava nel ritorno di prestigio enorme, consapevole di quanto la questione fosse sentita dai suoi concittadini. Il 2 aprile le forze navali argentine sbarcarono la forza di occupazione che in breve prevalse sui 68 Royal Marines di stanza. La reazione britannica non si fece attendere.

Margareth Thatcher, primo ministro inglese conosciuta anche come “la lady di ferro” ordinò l’allestimento di una Task Force mista, unità navali, Royal Marines, Paracadutisti, Battaglioni della Guardia (Galles, Scozia e Brigata Gurkha[1]) e i reparti speciali SAS e SBS. L’elefantiaco sistema burocratico delle Nazioni Unite, pur avendo deciso per le sanzioni economiche e diplomatiche nei confronti dell’Argentina, non fu in grado di ottenere alcun risultato trovandosi con le spalle al muro a dover osservare gli eventi precipitare, limitandosi a negare un beneplacito all’azione militare. D’altra parte la guerra era considerata inevitabile dal governo britannico e auspicabile -contando sull’enorme distanza e i relativi problemi per gli Inglesi- dagli Argentini. Difficilmente, quindi, la si sarebbe potuta evitare.

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4 – Giugno 1982: la bandiera del Regno Unito viene issata sul ponte del cacciatorpediniere britannico
HMS “Cardiff” (D108), al largo di Port Stanley, al termine delle ostilità (foto: K.Griffiths)

Le operazioni militari iniziarono il 19 aprile. Gli Argentini dimostrarono un enorme capacità nella guerra aerea ma scarse abilità a terra. Numerose unità navali inglesi furono danneggiate, 5 unità navali addirittura affondate, dall’abilità dei piloti avversari. Man mano che il conflitto progrediva la Task Force inglese riuscì a ottenere il controllo del mare e del cielo, il 20 giugno anche Port Stanley, la capitale, fu riconquistata. Le perdite inglesi ammontarono a 255 morti e 776 feriti, gli Argentini ebbero 657 caduti e 1070 feriti.


Absent father – Letter from a Falklands veteran,  Harp and a Monkey (Harp and a monkey [Explicit], 2011)

Note:

  1. [1]La Brigata Gurkha (“Brigade of Gurkhas” in inglese) è una unità dell’Esercito britannico i cui componenti sono arruolati tra la popolazione nepalese.

Bibliografia:

Immagini:

  1. (alto a sinistra) TUBS [CC-BY-SA-3.0] – Commons;
  2. Armada de la República Argentina, 1982 [PD] – Commons;
  3. Gente, 1982 [PD] – Commons;
  4. Ken Griffiths, 1982 [CC-BY-SA-3.0] – Commons.
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Giovanni Melappioni

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Marchigiano, classe 1980. Ristoratore di professione, scrittore per passione. Vincitore della "Giara d'Argento" RAI 2014 con il romanzo Missione d'onore. Terzo classificato al concorso "Parole Resistenti" dell'ANPI di Atessa (CH). Scrive su Laputa e Il Medievalista. Tra un premio e l'altro lo trovate al ristorante "Il bicchiere della staffa" di Civitanova Marche.