Denominazioni urbanistiche generiche italiane

In Città, Elenchi, Toponomastica di Silvio Dell'Acqua

Un odonimo è un nome che identifica uno spazio pubblico in un centro abitato, solitamente un’area di libera circolazione pedonale o veicolare, da cui si accede a edifici o aree private. L’odonomastica (dal greco hodós “via, strada” e onomastikòs “atto a denominare”) è quindi l’insieme degli odonimi e il loro studio dal punto di vista storico-linguistico. Gli odonimi, detti anche “toponimi stradali”, sono generalmente costituiti dal nome proprio dello spazio che si vuole identificare (denominazione urbanistica ufficiale, o DUF), preceduto da un denominazione generica che ne specifica la tipologia, ad esempio via o piazza: Quest’ultima è il cosiddetto “qualificatore di toponimo” o “denominazione urbanistica generica” (DUG) e può essere un’importante testimone della storia urbanistica e linguistica di una singola città o di una zona. L’odonomastica italiana dispone di un ricco glossario, proprio in conseguenza della grande varietà orografica, storica e culturale della penisola: accanto alle comuni vie e piazze troviamo infatti angiporti e vicoli di origine medievale, canali e rughe a Venezia, le cupe napoletane, fino ai claustri di Altamura o le corticelle di Verona.

Elenco

Stilare un elenco completo è impresa ardua, sia per la difficoltà di reperire informazioni su alcune realtà locali, sia perché alcuni termini appaiono ambigui e la scelta di includerli o meno può essere soggettiva. Esistono alcuni elenchi compilati, per necessità tecniche, da diversi enti (ad esempio l’INPS) ma risultano incompleti o sovrabbondanti; inoltre nessuno di essi spiega la differenza, ad esempio, tra un “largo” ed una “piazza”. Ho deciso così di colmare questa lacuna, ricercando tutte le denominazioni urbanistiche e scartando quelle di fatto non utilizzate come tali, tentando poi di spiegare il significato e l’origine di ciascun termine: il risultato è un glossario enciclopedico di 329 voci, continuamente aggiornato. Sono state prese in considerazione solo le strade che abbiano almeno un numero civico e la cui denominazione sia riportata nella toponomastica ufficiale del comune o su una targa stradale ufficiale.

  1. accesso
  2. allea
  3. alinea
  4. alzaia
  5. androna
  6. angiporto
  7. arco
  8. archivolto
  9. arena
  10. argine
  11. bacino
  12. baluardo
  13. banchi
  14. banchina
  15. barbarìa
  16. bastione
  17. bastioni
  18. belvedere
  19. borgata
  20. borgo
  21. borgoloco
  22. cal
  23. calata
  24. calle
  25. calle larga
  26. calle lunga
  27. calle stretta
  28. callesèlla
  29. callesèllo
  30. callétta
  31. campiello
  32. campo
  33. canale
  34. cantone
  35. capo di piazza
  36. carraia
  37. carrara
  38. carrarone
  39. carro
  40. cascina
  41. case sparse
  42. cavalcavia
  43. cavone
  44. chiasso
  45. chiassetto
  46. chiassuola
  47. circonvallazione
  48. circumvallazione
  49. claustro
  50. clivio
  51. clivo
  52. complanare
  53. contrà
  54. contrada
  55. corsetto
  56. corsia
  57. corso
  58. corte
  59. cortesela
  60. corticella
  61. cortile
  62. cortile privato
  63. costa
  64. crocicchio
  65. crosa
  66. cupa
  67. cupa vicinale
  68. diramazione
  69. discesa
  70. distacco
  71. emiciclo
  72. erta
  73. estramurale
  74. fondaco
  75. fondamenta
  76. fondo
  77. fossa
  78. fossato
  79. frazione
  80. galleria
  81. gradinata
  82. gradini
  83. gradoni
  84. granviale
  85. isola
  86. larghetto
  87. largo
  88. laterale
  89. lido
  90. lista
  91. litoranea
  92. località
  93. lungadige
  94. lungarno
  95. lungo
  96. lungoadda
  97. lungoargine
  98. lungobisagno
  99. lungo Brenta
  100. lungobusento
  101. lungocalore
  102. lungo Castellano
  103. lungocrati
  104. lungocanale
  105. lungocurone
  106. lungodora
  107. lungofiume
  108. lungofoglia
  109. lungofrigido
  110. lungogesso
  111. lungoisarco
  112. lungoisonzo
  113. lungolago
  114. lungolario
  115. lungolinea
  116. lungoliri
  117. lungomare
  118. lungomazaro
  119. lungomolo
  120. lungonera
  121. lungoparco
  122. lungo Po
  123. lungoporto
  124. lungosabato
  125. lungosile
  126. lungostura
  127. lungotalvera
  128. lungotanaro
  129. lungotevere
  130. lungoticino
  131. lungotorrente
  132. lungotronto
  133. lungovelino
  134. masseria
  135. merceria
  136. molo
  137. mura
  138. murazzi del Po
  139. parallela
  140. passaggio
  141. passaggio privato
  142. passeggiata
  143. passeggio
  144. passo
  145. passo di piazza
  146. pendice
  147. pendino
  148. pendio
  149. penninata
  150. piaggia
  151. piazza
  152. piazza inferiore
  153. piazza privata
  154. piazzale
  155. piazzetta
  156. piazzetta privata
  157. piscina
  158. ponte
  159. portico
  160. porto
  161. prato
  162. prolungamento
  163. quadrato
  164. raggio
  165. ramo
  166. rampa
  167. rampa privata
  168. rampari
  169. rampe
  170. ratto
  171. regione
  172. rettifilo
  173. regaste
  174. riello
  175. rione
  176. rio
  177. rio terà
  178. ripa
  179. riva
  180. riviera
  181. rondò
  182. rotonda
  183. rua
  184. ruga
  185. rugheta
  186. sacca
  187. sagrato
  188. saia
  189. salita
  190. salita inferiore
  191. salita superiore
  192. salizada
  193. scalea
  194. scalette
  195. scalinata
  196. scalone
  197. scesa
  198. sdrucciolo
  199. selciato
  200. sentiero
  201. slargo
  202. sopportico
  203. sotoportego
  204. sottoportico
  205. spalto
  206. spiaggia
  207. spianata
  208. spiazzo
  209. strada
  210. strada accorciatoia
  211. strada alzaia
  212. strada antica
  213. strada arginale
  214. strada bassa
  215. strada cantoniera
  216. strada carrareccia
  217. strada consolare
  218. strada consortile
  219. strada consorziale
  220. strada di bonifica
  221. strada esterna
  222. strada inferiore
  223. strada intercomunale
  224. strada interna
  225. strada interpoderale
  226. strada litoranea
  227. strada militare
  228. strada nazionale
  229. strada panoramica
  230. strada pedonale
  231. strada perimetrale
  232. strada poderale
  233. strada privata
  234. strada provinciale
  235. strada regionale
  236. strada rotabile
  237. strada rurale
  238. strada traversante
  239. strada vicinale
  240. stradale
  241. stradella
  242. stradello
  243. stradetta
  244. stradone
  245. stradoncello
  246. stretta
  247. stretto
  248. strettoia
  249. strettola
  250. svoto
  251. supportico
  252. terrazza
  253. tondo
  254. traversa
  255. traversa privata
  256. traversale
  257. trasversale
  258. tratturo
  259. trazzera
  260. tresanda
  261. tronco
  262. vanella
  263. vallone
  264. via
  265. via accorciatoia
  266. via al mare
  267. via alta
  268. via alzaia
  269. via antica
  270. via arginale
  271. via bassa
  272. via circolare
  273. via comunale
  274. via consolare
  275. via cupa
  276. via destra
  277. via erta
  278. via estramurale
  279. via inferiore
  280. via intercomunale
  281. via interna
  282. via laterale
  283. via lungomare
  284. via militare
  285. via nazionale
  286. via nuova
  287. via pedonale
  288. via privata
  289. via provinciale
  290. via regionale
  291. via rotabile
  292. via rurale
  293. via sinistra
  294. via stretta
  295. via superiore
  296. via trasversale
  297. via vecchia
  298. via vicinale
  299. vial
  300. viale
  301. viale lungomare
  302. viale privato
  303. vialetto
  304. vialone
  305. vicinale
  306. vicoletto
  307. vicoletto cieco
  308. vicolo
  309. vicolo chiuso
  310. vicolo cieco
  311. vico
  312. vico estramurale
  313. vico inferiore
  314. vico lungo
  315. vico nuovo
  316. vico privato
  317. vico rotto
  318. vico storto
  319. vico stretto
  320. vico superiore
  321. viella
  322. vietta
  323. villaggio
  324. viottolo
  325. viuzza
  326. viuzzo
  327. vocabolo
  328. volti
  329. voltone

Vediamo ora, nello specifico, qual è il significato e l’origine di questi termini e in base a quali criteri sono (o perlomeno dovrebbero essere) attribuiti ad uno spazio pubblico.

Denominazioni comuni

Le numerosissime tipologie di spazi pubblici possono essere ricondotte a due grandi categorie: le strade e le piazze. Le prime sono sviluppate in lunghezza e sono generalmente dedicate al transito di persone o veicoli, mentre le seconde sono sviluppate in ampiezza, sono peculiari dei centri abitati e hanno funzione di luogo di aggregazione.

Piazze, piazzali e relative varianti

Piazza Duomo a Lecce [CC-BY-SA-3.0 o GFDL]

1 – Piazza Duomo a Lecce.

La piazza è uno spazio ampio in ambito urbano, in cui confluiscono le strade. La funzione della piazza è stata nel tempo, quella di luogo per le celebrazioni religiose, di spazio per il mercato, di rappresentanza di un potere o simbolo di democrazia (l’agorà nella Grecia Antica). Oggi le piazze possono essere adibite al transito e alla sosta dei veicoli o a zone per la circolazione pedonale, spesso sono sede di eventi pubblici come feste, mercati, esposizioni, concerti.
  • piazza (p.zza): è la tipologia più comune, indica uno spazio il cui perimetro è interamente circondato da edifici. Praticamente ogni centro urbano ha almeno una piazza, che costituisce il luogo di ritrovo della collettività. Il termine deriva dal greco PLATÝS, “largo”.
    • piazza inferiore: caratterizzata dalla collocazione ad una quota più bassa rispetto al centro, o ad altro punto di riferimento. Hanno questa denominazione due piazze a Genova (“piazza inferiore del Roso” e “piazza inferiore di Pellicceria”) ed una ad Assisi (“piazza inferiore di S.Francesco”). Esistono alcune “piazza Inferiore” e “Superiore”, dove però l’aggettivo costituisce il nome proprio dello spazio.
    • piazza privata: che insiste su un’area di proprietà privata (di solito dei frontisti).
  • piazzale (p.le): è una piazza non completamente circondata da edifici, o libera da costruzioni su almeno un lato (es. “piazzale Michelangelo” a Firenze.)
  • piazzetta (p.tta): dim. di piazza (es. “piazzetta Duca d’Aosta” a Napoli.)
    • piazzetta privata: come piazza privata.
  • largo (l.go): è uno spazio la cui funzione di transito prevale su quella di luogo di ritrovo. Può essere formato dall’incrocio tra più vie (Zingarelli) o dall’allargamento di una via urbana, che «che pur senza avere l’importanza e la fisionomia edilizia di una piazza, ne assolve alcune funzioni pubbliche soprattutto ai fini delle necessità di traffico» (Treccani): es. “largo Augusto” a Milano. A Pavia, Via Cardano è caratterizzata da piccoli slarghi denominati “largo I di via Cardano”, “largo II …” etc: anche qui, la funzione di transito è nettamente prevalente.
  • larghetto: più raro, dim. di  largo.

Strade urbane: via, viale, corso, vicolo…

In ambito urbano la strada prende solitamente il nome di via, che è sicuramente la denominazione più diffusa per una strada cittadina. Normalmente i numeri civici sono pari su un lato e dispari sull’altro, e vanno crescendo dal centro verso la periferia.

  • via (v.): è lo spazio pubblico cittadino destinato al transito; deriva dal latino viae, da cui anche l’inglese antico weg da cui l’odierno way (). L’odonimo più diffuso in Italia è “Via Roma”. Se accompagnato dall’articolo determinativo, via indica solitamente una strada consolare romana, es. “la via Appia”. Esistono una serie di viarianti che meglio specificano il tipo di strada:
    • via accorciatoia: scorciatoia, che offre un percorso più breve rispetto alla strada principale (es. “via accorciatoia Stazione” a Furnari, ME.)
    • via alta: posta a (o che raggiunge) una quota altimetrica più alta dell’abitato o di altra strada.
    • via al mare: a Genova, “via al mare Fabrizio De Andrè” è un →molo nel Porto Antico.
    • via alzaia: tratto urbano di →alzaia.
    • via antica: di antica formazione, può indicare una strada romana.
    • via arginale: tratto urbano di →strada arginale.
    • via bassa: posta a (o che raggiunge) una quota altimetrica più bassa dell’abitato o di altra strada.
    • via cieca: a fondo chiuso.
    • via circolare: con percorso circolare chiuso (“via circolare Giotto” a Taurisano, LE).
    • via comunale: di competenza comunale.
    • via consolare: tratto urbano del percorso di una strada consolare romana.
    • via consortile: tratto urbano di  strada consortile.
    • via cupa: strada oscura, ombreggiata (“via cupa dei Marmi”, Anzio; “via cupa Monti”, Ercolano), cupa.
    • via destra: diramazione, solitamente contrapposta a una via sinistra.
    • via erta: con forte pendenza, →erta.
    • via esterna: interamente o parzialmente esterna al centro abitato.
    • via estramurale: esterna alla cerchia delle mura cittadine, vedi →estramurale.
    • via inferiore: ad una quota altimetrica inferiore rispetto ad altra strada (es. “via Rocca dei Corvi” e “via inferiore Rocca dei Corvi” a Genova).
    • via intercomunale: facente parte di una →strada intercomunale.
    • via interna: diramazione interna ad un abitato di una strada esterna.
    • via laterale: laterale ad una principale, diramazione.
    • via lungomare: che costeggia il mare, vedi →lungomare.
    • via militare: ex →strada militare.
    • via nazionale: tratto urbano del percorso di una →strada statale (o ex statale).
    • via nuova: realizzata per sostituirne una non più adeguata al traffico.
    • via pedonale: riservata al traffico pedonale.
    • via privata: su area privata, in genere a fondo chiuso.
    • via provinciale: tratto urbano di →strada provinciale (o ex provinciale)
    • via regionale: tratto urbano di →strada regionale (o ex regionale)
    • via rotabile: tratto urbano di →strada rotabile (o ex tale).
    • via rurale: come →strada rurale.
    • via sinistra: diramazione, solitamente contrapposta a una →via sinistra.
    • via stretta: di larghezza ridotta, viottolo (→stretta).
    • via superiore: ad una quota altimetrica più alta rispetto ad altra strada.
    • via trasversale: che interseca una strada più importante, solitamente una provinciale.
    • via vecchia: sostituita nella funzione di strada principale da una più recente (vedi →via nuova).
    • via vicinale: privata o ex →strada vicinale.
Viale Europa - Roma [CC-BY-SA-3.0]

2 – viale Europa a Roma (EUR)

  • viale (v.le): via urbana alberata, generalmente ampia.
  • corso (c.so): via urbana di particolare importanza, molto frequentata, solitamente in posizione centrale e circondato da negozi.  Nel caso di “via del Corso”, presente a Roma e Firenze, il termine “corso” è diventato denominatore ufficiale (il nome proprio della strada) mentre il qualificatore è il più comune “via”.
Vicolo centro storico ad Andria [CC-BY-SA-2.5]

3 – vicolo nel centro storico ad Andria.

  • vicolo (v.lo): dal latino viculus, dim. di vicus, che significa “borgo”. È una via particolarmente stretta tra edifici, solitamente ha origine dal tessuto urbano medievale.
    • vicolo chiuso: senza sbocco, equivale a vicolo cieco. Si incontra a Oliena (NU) e Ferrara.
    • vicolo cieco: a fondo chiuso, utilizzato a Verona (“vicolo cieco Parigino”, “vicolo cieco Pozza”, “) e in alcuni comuni della provincia; Normalmente vicoli ciechi sono denominati semplicemente con il termine vicolo.
  • vicoletto: dim. di vicolo, utilizzato a Verona e Napoli.
    • vicoletto cieco: a fondo chiuso.
  • vico: sin. di vicolo, anch’esso dal latino vicus che indicava un borgo o un rione. Si trova soprattutto in Liguria per indicare i tipici “caruggi”, i caratteristici stretti ed ombrosi vicoli dei centri storici; ma anche in Campania (Napoli, Pozzuoli, Benevento) e a Carpino, nel Foggiano. Un “vico Corrado” esiste anche a Potenza.
    • vico chiuso: senza sbocco, vicolo cieco. “Vico chiuso Paggi” a Genova che ha due uscite ma è chiuso da cancellate, probabilmente privato).
    • vico cieco: senza sbocco, vicolo cieco.
    • vico estramurale: esterno alla cerchia delle mura cittadine (ad esempio: “vico estramurale Ruvo” a Terlizzi, BA), come →estramurale.
    • vico inferiore: a Genova, altimetricamente inferiore rispetto ad altro vico con lo stesso nome (es. “vico inferiore del Ferro” e “vico superiore del Ferro”, “vico stretto Sant’Antonio e “vico inferiore Sant’Antonio”, “vico Venoria” e “vico inferiore Venoria”).
    • vico lungo: particolarmente lungo.
    • vico nuovo: di più recente formazione o rifacimento, rispetto ad altri dello stesso centro.
    • vico privato: come →via privata.
    • vico rotto: a fondo cieco, oppure “tagliato” dalla realizzazione di un’altra strada (es. a Napoli).
    • vico storto: che presenta una o più curve (Napoli).
    • vico stretto: particolarmente stretto.
    • vico superiore: altimetricamente inferiore rispetto ad altra via con lo stesso nome (es.”vico inferiore del Ferro” e “vico superiore del Ferro”, “vico superiore Priano” e “via Priano”, o “vico superiore di campopisano” e “vico di campopisano”). Si contrappone a vico inferiore.

Strade

Al contrario di via, la denominazione strada si applica solitamente al di fuori dei centri abitati (strade extraurbane).

  • strada: è il termine più comune per indicare una generica strada extraurbana, anche se a volte è utilizzato in ambito urbano. Esistono numerosi varianti di questa denominazione, che specificano meglio il tipo di strada:
    • strada accorciatoia: come →via accorciatoia.
    • strada alzaia: come alzaia.
    • strada antica: strada romana o di antica formazione.
    • strada arginale: strada sopra un  →argine.
    • strada bassa: altimetricamente più bassa rispetto all’abitato o ad altra strada.
    • strada cantoniera: da “canto” (dal latino volgare cantus «lato, angolo»). A Biella, diramazione laterale cieca di strada extraurbana che serve un piccolo gruppo di edifici (esempio: “strada cantoniera Pietro”).
    • strada carraréccia: (dall’aggettivo carrareccio, “del carro” o peggiorativo di carràia) strada campestre destinata (in origine) alla circolazione dei carri (come →carraia).
    • strada comunale: di competenza comunale.
    • strada consolare: sul percorso di una strada consolare romana.
    • strada consortile o consorziale: costruita da un consorzio di enti privati, con o senza partecipazione pubblica, allo scopo di sopperire alle necessità della zona o delle attività di interesse dal consorzio. Si tratta quindi di strade private, solitamente soggette ad uso pubblico e a rilevante flusso di traffico, ad esempio in zone industriali. Strade consortili meno rilevanti per il volume di traffico sono dette strade vicinali o di bonifica.
    • strada di bonifica: costruita da un consorzio per le esigenze di manutenzione delle infrastrutture di bonifica o di irrigazione, ma soggetta ad uso pubblico.
    • strada esterna: nel cremonese, strada che raggiunge piccole località isolate.
    • strada inferiore: altimetricamente più bassa rispetto ad altra strada.
    • strada intercomunale: di competenza di due o più comuni.
    • strada interna: come via interna.
    • strada interpoderale: sin. di strada vicinale.
    • strada litoranea: che costeggia il litorale, collegando diverse località.
    • strada militare: costruita per esigenze militari.
    • strada nazionale: sin. di strada statale.
    • strada panoramica: da cui si gode una vista panoramica o comunque scenica, ad esempio sul litorale.
    • strada pedonale: come via pedonale.
    • strada perimetrale: strada che segue un perimetro, es. di un abitato (“strada perimetrale dietro isola” a Pantelleria; più comune come nome completo es. “strada perimetrale”).
    • strada poderale: sin. di strada vicinale.
    • strada privata: su area privata, strada vicinale.
    • strada provinciale (SP): strada demaniale di competenza di un ente provinciale.
    • strada regionale: demaniale, di competenza di un ente regionale.
    • strada rotabile: costruita per mezzi a ruote, carrozzabile.
    • strada rurale: strada secondaria in ambito rurale, strada vicinale.
    • strada statale (SS): arteria di importanza nazionale.
    • strada traversante: che interseca una strada più importante, solitamente una provinciale.
    • strada vicinale: (dal latino vicinalis, propr. «che serve ai vicini, abitanti del vicus») è una strada extraurbana campestre, di proprietà dei fondisti latistanti, può essere ad uso esclusivo di questi oppure aperta al pubblico transito. Il d.lgs. n°185/1922 definisce la vicinale «strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico» (art. 3). Sin. è interpoderale“.

Denominazioni insolite o tipiche

  • accesso: come suggerisce il termine stesso, si tratta di una strada che consente l’accesso ad uno spazio. A Jesolo (VE), gli accessi sono vie che portano al mare: “accesso Milano”, “accesso Europa”; gli accessi meno importanti hanno un numero invece del nome. Troviamo anche  “accesso Piazza Nuova” a Foggia e “accesso a via del Chiappazzo” a Genova.
  • allea: (dal francese allée, “andata”, derivato di aller «andare») nel nord Italia è equivalente a viale  (es. “allea Comunale” a Turbigo (MI) e “allea Monterosa” a Romagnano Sesia (NO), che è un lungofiume. “Viale Giacomo Matteotti” a Pavia è localmente noto come “l’Allea”. Allea è anche una voce del dialetto piemontese che significa “viale”.
  • alinea: risulta un unico caso, “alinea Forno” a Binetto (BA) di etimologia sconosciuta.
  • androna: a Trieste e Gorizia, è una viuzza a fondo chiuso (es. “androna S.Saverio”, “androna S.Tecla” a Trieste). Il termine è già riportato, in latino, nel Codice Diplomatico Istriano: “… desubtus adest androna…” (De Angelini, op. cit.). Come androne, corridoio, androna deriva dal greco andròn, la parte della casa riservata agli uomini. Secondo De Angelini, l’androna era quindi la parte esterna della casa, quella maschile, che si contrappone a quella interna tradizionalmente dominio delle donne. L’androna era considerata un’estensione della casa, come una corte, più che una strada.
  • angiporto: architettonicamente, è un passaggio coperto situato tra due edifici o che attraversa il corpo di fabbrica di un edificio, riscontrabile nei centri storici di formazione medioevale. Il termine angiporto indica più genericamente un vicolo angusto e si incontra ancora ad Anzi PZ (“angiporto Camera” e  “Pietrafesa”), a Cerami in provincia di Enna (angiporto S.Antonio) ed a Bovino in provincia di Foggia (“angiporto San Procopio”). Deriva dal latino angiportus, probabilmente composto di angus «angusto» (affine ad angustus) e portus «passaggio», porto.
  • arco: esistono due diverse accezioni:
    1. a Jesi (provincia di Ancona) gli “archi” sono vicoli del centro storico che passano attraverso voltoni nel corpo di fabbrica di edifici. Particolare è il breve “arco del Magistrato” che attraversa il cavedio interno di un edificio.
    2. a Lignano Sabbiadoro (VE) gli “archi” sono invece i tratti curvi che compongono la “chiocciola”, il celebre impianto urbanistico a spirale della località Lignano Pineta che si sviluppa intorno ad una piazza centrale, ideato negli anni ’50 dall’architetto Marcello D’Olivo. I viali che da questa raggiungono il mare, intersecando perpendicolarmente gli “archi”, sono detti invece →raggi:

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      Chiocciola di Lignano Pineta: 45.668555, 13.104086
      La “chiocciola” di Lignano Pineta.
  • arena: a Napoli, strada che corre sul percorso di una “arena”, ovvero l’alveo di un canale molto largo ma poco profondo, con un letto sabbioso che formava un arenaio (es. “arena della Sanità”).
  • argine: strada coincidente con un argine, ovvero una barriera atta a contenere lo straripamento dei fiumi. Questo può essere costruito a notevole distanza dal corso d’acqua, quindi non necessariamente una strada arginale coincide con una →strada di riva. Sin. strada arginale, via arginale.
  • banchi: a Siena, “Banchi di Sopra” e “Banchi di sotto” (quest’ultima detta anche “Strada Maestra”) sono i →corsi principali del centro storico. L’origine del termine banchi si deve alla presenza dall XIII secolo dei “banchi” dei cambiatori, le prime attività bancarie della storia. Vi si trovavano inoltre le cosiddette “botteghe nobili”, ovvero le attività commerciali particolarmente pregiate come drappieri, orafi, pellicciai e armaioli.
  • belvedere: luogo panoramico, ad esempio in posizione elevata o con vista scenica. Può essere un largo (“belvedere Gerolamo da Passano” a Genova) o una strada (“belvedere Giacomo Puccini” a Viareggio, LU).
  • borgo: denominazione di alcune strade centrali di origine medievale, di varia ampiezza. Si trova a Parma (“borgo della Posta”, “— San Giuseppe”…), Firenze (“borgo Ognissanti”, “— San Jacopo”) e Vicenza (“borgo Scroffa”). Il termine borgo (dal latino bŭrgus “castello fortificato”, poi “centro abitato”, dal germanico burgs) designava quartieri originariamente esterni alla cinta muraria, inglobati nel centro storico con l’espansione della città. Poteva indicare anche centri abitati chiusi o fortificati e si ritrova nel nome di alcuni comuni (es. Borgomanero).
  • cal: strada locale, in Veneto (“Cal de Medo” a Pieve di Soligo); forse da →calle.
  • cantone: stradicciola stretta tra edifici, ma non angusta come un →vicolo. Deriva probabilmente da canto (dal latino volgare cantus “lato”, “angolo”) e si incontra a Piacenza (“cantone del Cristo”) e provincia (Borgonovo Val Tidone).
  • capo di piazza: via che corre sull’estremità di una piazza (“capo”, nel senso di estremità, termine). Ce ne sono due, entrambi a Trieste: “capo di piazza G. Bartoli” , coincidente con il lato corto di “piazza Unità d’Italia” dalla parte opposta al lungomare, e “— Monsignor Antonio Santin” che costituisce il prolungamento della prima. Il fatto che esista una “via Capo di Piazza” a Migliori (SA) attesta che il termine è usato (sebbene non come denominazione generica) anche nell’Italia meridionale.
  • carraia: (dal latino tardo carraria, derivato di carrus o carrum, “carro”) genericamente, strada destinata alla circolazione di carri. Nell’antico dialetto pisano, strada maestra e carrabile. Si trova in alcune strade campestri nel ravennese (“carraia vangaticcio“, Ravenna).
  • carrara: come carraia, quindi strada destinata ai carri. A Bisceglie (Puglia) indica una strada campestre (es. “carrara Pantano”) o ex tale, incorporata nel tessuto urbano (es. “carrara Lamavelta“)
  • carrarone: accrescitivo di carraia, strada camprestre nel Ravennese (“carrarone Erboso“, Ravenna).
  • carro: come carraia, strada percorribile dai carri (solo “carro S.Giovanni” a Trani).
  • cavone: nel Napoletano, strada all’interno di un “cavone”, ovvero un canale naturale formato dal deflusso a mare delle acque piovane (es. “cavone delle Noci allo Scudillo”, Napoli; “cavone del Purgatorio”, Somma Vesuviana).
chiasso Baroncelli a Firenze [GFDL, CC-BY-SA-3.0]

4 – chiasso baroncelli a Firenze

  • chiasso: (dal latino classis “sezione”, poi probabilmente “quartiere”) cortile, vicolo, viuzza stretta, spesso delimitata da voltoni; in particolare a Firenze.
    • chiassétto: vicoletto, dim. di chiasso principalmente nell’Aquilano (Calascio, Rucoli, Tornimparte); anche in altre città come nome ufficiale (“via Chiassetto” o “— del Chiassetto”).
    • chiassuola: altra forma diminutiva di chiasso (“chiassuola Torre” a Masio, AL).
  • circonvallazione: (dal lat. tardo circumvallatioonis) strada di circonvallazione, che si svolge intorno ad un nucleo più densamente abitato agevolando il traffico intorno ad esso. Anticamente erano le strade che circondavano le cinte murarie (strade di ronda), oggi costituiscono in genere la demarcazione tra un centro storico e le zone semiperiferiche (es. “circonvallazione Ovest” a Milano, “— delle Valli” a Bergamo, “— Gianicolense” a Roma; anche come nome ufficiale es. “via Circonvallazione” e simili).
  • circumvallazione: variante di circonvallazione in Campania: “circumvallazione Provinciale di Napoli” (anche nome ufficiale: “via Circumvallazione”).
  • claustro: (dal latino claustrum, chiostro) angusta piazzetta di forma irregolare, solitamente con una sola entrata, tipica di Altamura in provincia di Bari. Sembra che questi slarghi avessero una funzione difensiva: eventuali aggressori sarebbero stati intrappolati, senza via d’uscita se non sui propri passi, diventando facili bersagli dalle finestre degli edifici prospicenti (es: “claustro La Giudecca”, “— Inferno”, “— Tradimento”).
  • complanare: (dal latino con– e planum “piano”, si riferisce a due entità geometriche che giacciono sullo stesso piano) strada che corre parallelamente ad una più importante. A Barletta e Trani le complanari denominate “Est” ed “Ovest” sono parallele alla statale 16 Adriatica, mentre la “Nord” e la “Sud” alla statale 93 “Appulo Lucana”.  La “complanare Luigi Einaudi” a Modena è costituita da due corsie esterne parallele all’Autostrada del Sole (A1).
  • contrada: l’etimologia è incerta ma sembra derivare dal latino contra, “che sta di fronte”; solitamente è riferito ad una suddivisione (quartiere o frazione) ma è diffuso in tutta la penisola con differenti significati. Nelle città dell’Italia settentrionale, prima del Risorgimento, era comune come sin. di via o vicolo, soprattutto in Lombardia (es. Milano, Pavia); tale denominazione è rimasta in uso nei centri storici di Brescia e Vicenza (anche nella forma contrà), così come in alcuni comuni del mantovano e sul lago di Como. Nell’Italia meridionale può invece indicare una strada con edifici sparsi (Sicilia, dintorni diAndria in Puglia) o una località (cfr. →contrada, località).
  • contrà: forma tronca di contrada, comune a Vicenza.
  • corsetto: dim. di →corso (“corsetto di S.Agata”, Brescia)
  • corsia: sin. di corso; si trova a Roma (“corsia Agonale”, vicino a Piazza Navona), Brescia (“corsia del Gambero”) e Santa Maria Hoe’, LC (“corsia Mercato”). Diffuso a Milano prima dell’Unità d’Italia (es. “Corsia dei Servi” era l’attuale “corso Vittorio Emanuele”).
  • corte: (dal lat. cōrs “cortile”, “terreno adiacente alla villa”) piazzetta ricavata dal cortile interno di un edificio, solitamente con accesso attraverso il corpo di fabbrica dello stesso. Si trova a Bologna (“corte De Galluzzi”, “corte Isolani”), Venezia (cfr. corte veneziana) e nella Città del Vaticano. Nel leccese (Lecce, Galatina, Taviano, Melendugno) è uno slargo o una via a fondo chiuso, sempre a carattere di pertinenza degli edifici (es. “corte dei Genovesi”).
  • corticella: dim. di corte; tipica di Verona, è un vicolo cieco che termina con uno slargo (es. “corticella Fondachetto”).
  • cortile: similmente a corte (da cui deriva) indica un’area pertinenziale ad uno o più edifici, adibita a spazio pubblico. Si trova specialmente in Sicilia (Palermo, Avola: es. “cortile Rinaldo“) e nel napoletano (San Giorgio Cremano, Ercolano, Portici); ma anche a Piove di Sacco (PD).
    • cortile privato: su proprietà privata. Si trova a Portici (NA), Bitonto (BA) ed a Cernusco sul Naviglio (MI).
Una crosa [CC-BY-SA-3.0]

5 – Una tipica crêuza genovese.

  • crosa: indica una crêuza, tipico viottolo del “Genovesato” (l’area gravitante intorno a Genova) che ha caratteristiche ben precise: è pavimentata con mattoni al centro e ciottoli tondi ai lati, è generalmente in pendenza e può essere a →gradoni nei punti più ripidi. Generalmente il percorso si svolge sul crinale evitando i compluvi, per limitare il rischio di allagamento e quindi la necessità di opere di drenaggio. Crêuza deriva dal latino medioevale crosus, di etimo incerto. In ligure crêuza de mä (crosa di mare) è una crosa che va verso il mare. L’espressione è stata scelta dal cantautore genovese Fabrizio De André come titolo di un proprio celebre brano in ligure, contenuto nell’omonimo album Crêuza de mä del 1984.
  • crocicchio: crocevia, incrocio. Nel centro di Lugano, Svizzera, “crocicchio Cortogna” è un vicolo con diverse diramazioni che si intersecano.
  • cupa: a Napoli, strada che corre sul percorso di un canale naturale particolarmente incavato, formato dal deflusso delle acque piovane verso il mare.  Può indicare, più in generale, anche una strada stretta ed oscura, ad esempio “cupa Caiafa“, a Napoli (anche nella forma via cupa).
  • diramazione: strada che si dirama da un’altra (es. “diramazione S.Marco” a S.Andrea di Conza AV; “diramazione Due Muri” a Reggio Calabria).
  • distacco: solo “distacco di piazza Marsala” a Genova, che è un’estensione della “piazza Marsala”.
  • emiciclo: a Napoli, piazzale di forma approssimativamente circolare (“emiciclo Capodimonte”) o semicircolare (“emiciclo Poggioreale”).
  • estramurale: strada esterna alla cerchia muraria difensiva. Anche nelle forme via – o vicolo estramurale.
  • fondaco: a Napoli, strada o vicolo dove si trovava anticamente un fondaco, edificio tipico delle città marinare del Mediterraneo. I “fondaci” (dall’arabo فندق, funduq) erano infatti grandi complessi adibiti a magazzino con alloggi e servizi per i  mercanti in trasferta; quelli di Napoli erano particolarmente noti per la decadenza e i focolai di infezioni che vi si annidavano.
  • fondo: a Palermo è una viuzza suburbana con alcune case, probabilmente da fondo, terreno (lat. fŭndus).
  • foro: (dal latino forum, piazza, centro amministrativo della città) sottolinea il carattere monumentale o scenico di uno spazio (solitamente un viale). “Foro Buonaparte” a Milano è un viale che circonda il Castello Sforzesco. In Sicilia, “foro Italico Umberto I” a Palermo e “foro Vittorio Emanuele II” a Siracusa sono viali lungomare.
  • fossa: «scavo nel terreno, più o meno profondo ed esteso.» Unico caso, la strada chiamata “fossa Bagni” a Brescia deve il nome ad un preesistente”Stabilimento di Bagni Pubblici” municipale aperto nel 1882.
  • granviale: accrescitivo di viale. L’unico caso è “granviale Santa Maria Elisabetta” a Lido di Venezia.
  • laterale: sin. di diramazione.
  • lido: a Terracina (Lazio), strada residenziale che si dirama verso la spiaggia da una strada principale, perpendicolarmente alla linea costiera. Detta anche riva.
  • litoranea: come strada litoranea, soprattutto al Sud (es.”litoranea Salentina”).
  • parallela: via parallela ad un’altra più importante, della quale mantiene il nome. In caso ci siano più parallele con lo stesso nome, possono essere numerate (“parallela I”, “parallela II…”).
passeggiata mura, Lucca [CC-BY-SA-3.0]

6 – passeggiata Mura, Lucca

  • passeggiata: strada adibita al passeggio, solitamente nel contesto di un parco e/o in posizione panoramica (es. “passeggiata Mura” a Lucca; “passeggiata di Gianicolo” a Roma).
  • passeggio:  si trova solo  “passeggio Giuseppe Garibadi” a Torrita di Siena SI, strada che circonda le mura del borgo fortificato (→circonvallazione).
  • passo: generalmente, spazio pedonale che collega due vie (es. “passo B. Assereto” a Recco, GE), in particolare Genova si intende una →scalinata.
  • passo di piazza: breve passaggio tra due piazze. Unico caso è “passo di piazza Antonio Fonda Savio” a Trieste, che collega “Piazza Unità d’Italia” con “piazza Giuseppe Verdi”. Ci sono tre accessi, contrassegnati dai civici 1, 1A e 1B.
  • portico: ad Avola (Sicilia) è un piccolo →cortile o →vanella (es. “portico Aliffi“, “— Gubernale“). A Oristano, “portico G. Corrias” è una via con passaggio attraverso il corpo di un edificio.
  • prato: da pratum, che in periodo romano ed altomedievale designava genericamente un ampio spazio destinato alle fiere ed ai mercati, dove poteva crescere l’erba. “Prato della Valle” a Padova è una delle più grandi piazze d’Europa: qui si svolse nel 1870 circa, secondo una targa affissa in loco, la prima corsa “al trotto” della storia.
  • prolungamento: prolungamento di una strada preesistente, della quale riprende il nome (es. “prolungamento Viale Libertà”); può anche avere nome proprio (es. “prolungamento Pigna” a Giugliano NA).
  • quadrato: raro per →piazza. “Quadrato della Concordia” a Roma è il grande piazzale con al centro il Palazzo della Civiltà Italiana. “Quadrato Frasso” è invece una piazzetta.
  • raggio: a Lignano Sabbiadoro (UD) sono i viali che vanno dal centro della “chiocciola”, l’impianto urbanistico a spirale della località Lignano Pineta (v. →arco), verso il lungomare.
  • rettifilo: strada lunga e rettilinea; solo “rettifilo Garibaldi” a Licata (tratto urbano della SS123) ma compare anche come denominatore ufficiale (es. “via Rettifilo”). “Rettifilo” è anche il soprannome di Corso Umberto I a Napoli.
  • rione: strada del rione, inteso come quartiere o località. Si trova nel Maceratese (“rione di Porta Ascarana” a San Ginesio; “rione Pollenza Scalo”, Pollenza). Come →regione deriva dal latino regio -ōnis che significa “territorio”, “regione”. A Roma i quartieri sono detti rioni in riferimento alle 14 suddivisioni comunali (regiones) istituite da Augusto (63 a.C. – 14 d.C.); quindi  rione è diventato sinonimo di quartiere in diverse città.
  • riva: lungo (o che raggiunge) una riva. A Terracina indica una strada secondaria verso il mare, sin. di lido; “riva di Pian Due Torri” a Roma è una pista ciclopedonale che costeggia il Tevere. Nella toponomastica veneziana è una banchina (cfr →riva, Venezia). A Verona, “riva S. Lorenzo” è un tratto di →lungadige.
  • rondò: dal francese rondeau, rotatoria stradale. Normalmente non ha numeri civici, tranne in un caso: “rondò della Battaglia ” a Mortara.
  • rotonda: piazza o piazzale di forma circolare, rotatoria stradale (es. “rotonda dei Mille” a Bergamo).
  • rua: via o vicolo, dal latino rūga, da cui anche il francese rue () quindi il veneziano →ruga. Si trova nei centri storici delle città di Ascoli Piceno, Brescia, Modena. A Palermo, di una serie di “rue” di origine alto-medievale, rimane solo “rua Formaggi”.
  • sagrato: spazio di diretta pertinenza di una chiesa, consacrato (da sacràtus, participio passato di sacràre, consacrare). Può coincidere con una piazza (“sagrato del Santuario“, Ardesio BG).
  • saia: a Barcellona Pozzo di Gotto (ME), strada che segue il percorso di una “saia”, ovvero un torrente o canale (dal siciliano saia, canale di irrigazione, prob. dall’arabo sāqiyya).
  • selciato: lastricato di selce o pietre squadrate (“selciato S. Stefano“, “selciato Mantegna” a Cadoneghe, PD). Più comune come nome ufficiale (es. “via Selciata” o “vico Selciato”).
  • sentiero: stradina priva di pavimentazione o di particolari opere, il cui percorso è tracciato dal passaggio di persone e animali; via o strada sul percorso di un preesistente sentiero (es. “sentiero Fringuello” a Genova).
  • slargo: punto in cui la strada si allarga formando uno spazio, →largo (“slargo Vittime della Strada” a Quarrata, PT).
  • sobborgo: strada principale di un sobborgo, ovvero un nucleo abitato esterno al centro cittadino  (dal latino suburbium: da sub-, “sotto”, e urbs, “città”). Usato a Cesena (es. “sobborgo F. Comandini”).
  • spiaggia: via o vicolo verso il mare, nel Napoletano (es. “spiaggia del Fronte” a Torre Del Greco, “spiaggia dei Pescatori” a Ischia).
  • spianata: spazio libero pianeggiante, spiazzo; strada dove esisteva una spianata. “Spianata della Fiera” a Romagnano Sesia è un viale che costeggia il Sesia (→lungofiume), “Spianata Luigi Varese” a Imperia è invece un lungomare. “Spianata di Castelletto” a Genova è il nome “collettivo” per le strade del quartiere Castelletto, situato su un’altura che sovrasta il centro storico. A Livorno c’era “spianata del Cavalleggeri“, ora “viale Italia”.
  • spiazzo: (da piazza) spazio ampio e pianeggiante. Nell’Italia meridionale (Sicilia, Calabria, Puglia) è sin. di  →largo (“spiazzo De Fazio” a Francavilla Fontana).
  • stradale: strada extraurbana, ampia ed alberata come viale sta a via.
  • stradella: piccola strada, viuzza; soprattutto a Vicenza e Bari.
  • stradello: piccola strada rurale, nelle campagne di Modena.
  • stradetta: viuzza, raro (solo “stradetta Trello” a Lovere BG); anche nome ufficiale (“via Stradetta” e simili).
Stradone San Fermo, Verona [CC-BY-SA-3.0 o GFDL]

7 – “Stradone San Fermo”: sullo sfondo la chiesa di San Fermo Maggiore.

  • stradone: via principale. A Verona sono le vie principali del centro storico, “stradone S.Fermo” (foto 7) è la via più importante della città; si trova anche a Genova (“stradone S.Agostino”) e a Piacenza (“stradone Farnese”). A Roma, “stradone Lungo” e “— Corto” sono strade campestri.
  • stradoncello: strada, raro (solo “stradoncello Pianta” a Lugo RA); anche nome ufficiale: “via Stradoncello” e simili.
  • stretta: passaggio angusto, →vicolo.
  • stretto: piccola strada rurale, a Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
  • strettoia: viuzza, specialmente  a Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
  • strettola: viuzza o →vicolo; Napoli (“strettola S. Anna alle Paludi”) e San Marzano di S.Giuseppe, prov. di Taranto (“strettola Monte”).
  • svoto: piccola strada rurale, nel Modenese.
  • trasversale: che interseca una strada più importante, solitamente una provinciale (anche via trasversale).
  • traversa: che interseca una via più importante o una piazza (es. “traversa degli Operai” a Genova; “traversa di Piazza Santa Croce”, Napoli). Se ci sono più traverse con lo stesso nome, possono essere numerate (“I traversa Due Portoni” oppure “traversa II via Lunga”). A Prato “traversa Pistoiese” è una lunga via che attraversa l’abitato perpendicolarmente alla strada provinciale.
    • traversa privata: con caratteristica di  →strada privata (“traversa privata Acquedotto Campano”, Napoli).
  • traversale: che interseca perpendicolarmente un’altra strada.
  • tratturo: in Puglia, strada in corrispondenza di un antico tratturo, ovvero un ampio sentiero a fondo naturale generato dal passaggio degli armenti (es. “tratturo Castiglione” a Foggia).
  • trazzera: in Sicilia, strada rurale, tratturo (es. “trazzera Vignazza” a Monreale, PA); di etimo incerto (forse dal latino tractus, tracciato).
  • tresanda: (dall’antico Lombardo) viottolo, stretto passaggio; vicolo, nel centro storico di Brescia (es. “tresanda del Sale”, “— S. Nicola”).
  • tondo: a Napoli “tondo di Capodimonte” è una famosa piazza ellitica, con al centro un giardino. Fu progettata nel XIX dall’architetto Antonio Niccolini nel complesso dei lavori di realizzazione della nuova strada che avrebbe collegato il centro cittadino con la reggia di Capodimonte.
  • tronco: diramazione a fondo chiuso di una via.
  • vallone: a Napoli, strada che percorre un “vallone”, ovvero una valle stretta e profonda (“vallone Saliscendi” e “vallone del Gerolomini”).
  • vanella: nell’Italia meridionale (soprattutto in Campania), «piccolo atrio ai lati o alle spalle di un fabbricato, cortiletto interno», un cavedio. Come →cortile, è quindi uno spazio pertinenziale a uno o più edifici. “Vanella Mazzacane” a Ruvo di Puglia (BA) è un cortile interno con accesso da un androne su “via Mazzacane”. A Modica (Sicilia) le “vanelle” sono piccole strade periferiche numerate (“vanella 11″, “vanella 40″, ecc.).
  • vial: (da viale) strada ampia ed alberata, stradale (solo “vial Grande” a Pordenone).
  • vialetto: piccola via costeggiata da villini nella “città giardino” di Milano Marittima (Cervia).
  • vialone: raro, strada, probabilmente dal latino vicus come anche strada vicinale. Solo “vialone Rocca Cassano” a Roccabascerana (AV).
  • vicinale: strada vicinale.
  • viella: piccola via periferica, a Caserta e a Griciniano di Aversa (CE).
  • vietta: piccola via, diramazione; a Viareggio (“vietta dei Comparini”) e Celerina/Schlarigna nel Cantone dei Grigioni (Svizzera).
  • viottolo: (sentiero, passaggio) piccola via, stradina (“viottolo S.Francesco” a Brescello, RE).
  • viuzza: piccola via, usato a S.Croce Sull’Arno (PI) ed in provincia di Udine.
  • viuzzo: a Firenze, sin. di vicolo.

Bastioni e mura

Sono strade che hanno origine dalle strutture difensive o ne ricalcano il percorso.

  • baluardo: strada urbana sul tracciato delle mura antiche. Come il francese boulevard(), deriverebbe dal proto-germanico bol, bohl (=trave, tavolone) + werk, wert (=costruzione). Esempi sono i baluardi di Novara e di S.Damiano d’Asti.
  • bastioni o bastione: come il baluardo è una strada che segue il tracciato della fortificazione. Normalmente è utilizzato al plurale: es. “bastioni Porta Nuova” e “— Porta Venezia” a Milano, “bastioni di Soncino” a Soncino (CR). Ad Alghero, Sardegna, sono le strade sulla cinta muraria del XVI secolo che costeggia il mare, i famosi “bastioni di Alghero” (“bastioni Colombo” e “— Marco Polo”). Unico esempio della variante singolare è “bastione S. Paolo” a Treviso.
  • mura: a Genova, strada che corre sopra le cinte murarie della città (es: “mura di Malapaga”, “mura della Marina”).
  • rampari: a Ferrara sono i viali che corrono lungo il percorso della cinta muraria. Il termine deriva da ramparo, ovvero il terrapieno posto a ridosso delle mura a protezione dai tiri di artiglieria.
  • spalto: gli “spalti” sono i viali che circondano il centro storico di Alessandria. Il termine deriva da spalto, ovvero il terrapieno che circondava le mura proteggendo la strada di ronda (→circonvallazione).

Rive

Le strade che fiancheggiano uno spazio, un corso d’acqua, una costa, sono caratterizzate dalla sezione asimmetrica, in quanto sono edificati su un lato e liberi sul quello opposto, dove si affacciano sull’acqua. Spesso, presentano una passeggiata pedonale sul lato libero.

  • alzaia: strada d’alzaia, una strada che costeggia un canale e da cui si effettuava il traino dei natanti rimorchiati da terra, con animali o mezzi meccanici. “Alzaia” o “alzana” era infatti la fune con cui si effettuava il traino (dal latino helciarius «chi tira la barca» incrociato con “alzare”). Sono chiamate alzaia alcune strade che costeggiano i navigli lombardi: ad esempio “alzaia Naviglio Grande” e “alzaia Naviglio Pavese” a Milano. Comune anche come nome ufficiale (es. “via Alzaia”).
  • banchina: strada che percorre una banchina, ovvero una struttura portuale destinata all’ormeggio delle imbarcazioni. Diffuso lungo le coste italiane.
Calata Cuneo [CC-BY-SA-3.0]

8 – calata G.B. Cuneo a Oneglia (Imperia)

  • calata: banchina portuale destinata all’ormeggio delle navi mercantili per l’imbarco o lo sbarco diretto di merci (da “calare”). In questa accezione lo si trova in molte città portuali: Genova e provincia, Livorno, Taranto. È invece una discesa a Napoli, Salerno e Tricarico (MT): →calata (discesa).
  • fossato: a Genova, sono strade che costeggiano (su un solo lato) gli omonimi tratti residui dell’Acquedotto Storico di Genova. Ce ne sono tre, che portano lo stesso nome del canale: “fossato di Cicala”, “fossato di Montesignano”, “fossato di San Niccolò”.
  • molo: strada che corre su un molo; a Trieste (“molo Fratelli Bandiera”), Portofino (GE) ed Alghero (SS).
  • murazzi del Po: a Torino, sono le banchine lungo il fiume Po alla base degli imponenti “muri” o “murazzi” (in piemontese ij murass) costruiti nel XIX secolo per proteggere il centro cittadino dalle piene ed ospitavano, nelle caratteristiche arcate, i locali di rimessaggio per le barche da pesca. Con la riqualificazione iniziata negli anni ’70 le rimesse sono state convertite in locali pubblici e le banchine sono diventate aree per il passeggio (“murazzi del Po Giuseppe Farassino” e “– Ferdinando Buscaglione”). Da non confondersi con i viali lungo Po.
    Murazzi del Po (foto: S. Dell'Acqua)

    9 – “Murazzi del Po Giuseppe Farassino” a Torino (foto: S. Dell’Acqua)

  • porto: a Roma, “porto di Ripa Grande” è una strada che costeggia il Tevere (cfr. lungotevere ) lungo il complesso di S.Michele. La denominazione deriva dal fatto che vi si trovava il porto fluviale di Roma, da dove venivano movimentate le merci che risalivano e discendevano il Tevere verso l’approdo di Fiumicino. Questa strada è caratterizzata da un muraglione che la separa dal fiume, su cui è ricavata una passeggiata (come regaste a Verona).
  • ripa: (da riva) a Milano, “ripa di Porta Ticinese” è una delle vie d’alzaia che costeggiano il Naviglio Grande.
  • riviera: riva, le “riviere” di Padova sono strade centrali che costeggiavano i canali cittadini in direzione nord-sud; alcune riviere sono diventate di fatto normali vie cittadine, essendo stato interrato il relativo canale. A Treviso sono le strade che costeggiano il fiume Sile. A Napoli “riviera di Chiaia” è una grande corso che costeggia il parco della Villa Comunale e da cui si può vedere il mare. A Gallipoli (LE) le riviere sono le strade sulla cinta muraria del borgo antico, che costeggiano il mare.
  • regaste: a Verona sono strade basse che costeggiano il fiume Adige, separate da questo da un muraglione. Si trova “regaste di S.Zeno” e “regaste Redentore”, oltre a un “vicolo Rigaste Orti”. Il termine regaste o rigaste, di etimologia incerta, si riferisce probabilmente ad una “massicciata di sassi” o ad una originaria barriera in legno (“riga”). Gli attuali muraglioni edificati per imbrigliare il corso dell’Adige dopo la storica inondazione del 1882, furono ultimati nel 1895. Altre strade lungo il fiume a Verona sono chiamate →lungadige e →riva.
  • scali: strade che costeggiano i canali ed il porto di Livorno; il termine è sempre usato al plurale (es. “scali Manzoni”).
  • terrazza: piazzale che si affaccia sull’acqua, destinato al passeggio. Il termine (dal basso latino volgare terracia) indicava originariamente un «rialzo di terra sostenuto da murature, per passeggiare od osservare» da cui anche terrazzo. L’unico spazio di questo tipo ad avere numeri civici propri è “terrazza della Repubblica” a Viareggio, lungo il mare; celebre è anche la “terrazza Mascagni” di Livorno. C’è anche una “terrazza Dario Morani” a Pavia, sopra il “Bastione della Darsena” (cfr. Pavia, 1832.) lungo il Ticino.

I “lunghi”

Alcune denominazioni sottolineano il fatto che la strada costeggi un corpo d’acqua o uno spazio urbano: sono composte dal prefisso “lungo-” seguito da un termine generico (es. lungofiume) o da nome proprio (es. lungotevere) dell’entità cui si fa riferimento.

  • lungo: strada che costeggia uno spazio, specificato dal nome proprio (“lungo Polcevera” a Genova; “lungo Sesia” a Romagnano Sesia NO; “lungo Piazza d’Armi” a Chivasso TO, che costeggia la “Piazza d’Armi”; “lungo Ferrovia” che costeggia la strada ferrata a Bianco (RC).
  • lungocanale: costeggia un canale (“lungocanale Est” e “— Ovest” sul Villoresi a Viareggio LU; “lungocanale Nazioni Unite” sul Villoresi a Castano Primo MI).
    • lungoargine: a Padova, strada che costeggia uno dei canali canali cittadini, in particolare il Tronco Maestro, il Naviglio Interno ed il Canale Piovego (es. “lungoargine Terranegra”, il cui nome ricorda le frequenti inondazioni dei secoli passati). I lungoargine più centrali sono detti →riviere.
    • lungolinea: a Terracina, “lungolinea Pio VI” costeggia il canale Linea.
  • lungofiume: strada (in genere un viale) che costeggia un fiume (es. “lungofiume Tanagro” a Polla SA,  “— Quadrone” a Faenza RA); il termine è usato anche nel linguaggio comune e come nome ufficiale (“viale lungofiume”). Esistono una serie di varianti nelle quali il termine “-fiume” è sostituito dal nome proprio del corso d’acqua:
    • lungadige o lungoadige: costeggia l’Adige. Ce ne sono 14 a Verona (es. “lungoadige Cangrande”), una a Bussolengo (“— Trento”) ed a Parona (“— Attiraglio”).
      Lungarno a Pisa [GFDL o CC-BY-SA-3.0]

      10 – Un lungarno a Pisa.

    • lungarno: costeggia l’Arno. Ci sono 22 “lungarni” a Firenze e 13 a Pisa, caratterizzati questi ultimi dalle “spallette” su lato fiume, ovvero i muretti in pietra e mattoni. Particolarmente noti sono il “lungarno degli Acciaiuoli” a Firenze ed il “lungarno Pacinotti” a Pisa.
    • lungoadda: costeggia l’Adda, a Lodi e a Tirano (SO).
    • lungo Brenta: costeggia il Brenta; “lungo Brenta Trento” e “– Trieste” sono i caratteristici portici lungofiume di Borgo Valsugana (TN).
    • lungobusento: costeggia il Busento, ce ne sono due a Cosenza.
    • lungocalore: costeggia il Calore Irpino, solo “lungocalore Manfredi di Svevia” a Benevento.
    • lungocrati: costeggia il Crati; ce ne sono 5 a Cosenza.
    • lungodora o lungo Dora: costeggia fiume Dora Riparia; 6 a Torino.
    • lungofoglia: costeggia il Foglia; “lungofoglia Caboto” e “– Nazioni” in Pesaro.
    • lungofrigido: costeggia il fiume Frigido; “lungofrigido Levante” e “— Ponente” a Massa Carrara.
    • lungoisarco o lungo Isarco: costeggia l’Isarco; “lungoisarco Destro” e “— Sinistro” si trovano sia a Bolzano che a Bressanone, BZ.
    • lungoliri: costeggia il Liri; 4 strade a Sora e una a Pontecorvo, in provincia di Frosinone.
    • lungomazaro: costeggia il Mazaro; “lungomazaro Ducezio” a Mazara del Vallo, TP.
    • lungonera: costeggia il Nera; quattro strade a Terni.
    • lungo Po: costeggia il fiume Po; quattro strade a Torino.
    • lungosabato: costeggia il Sabato, due strade a Benevento (“lungosabato Riccardo Bacchelli” e “– Don Emilio Matarrazzo”).
    • lungosile: costeggia il Sile; solo “lungosile Mattei” a Treviso.
    • lungostura: costeggia lo Stura; due a Torino, due a Ovada (AL) e uno a Cuneo.
    • lungotanaro: costeggia il Tanaro, 3 ad Alessandria.
    • lungotevere: costeggia il Tevere; 43 viali a Roma.
    • lungoticino: costeggiano il Ticino; a Pavia “lungoticino Visconti” e “— Sforza”, c’era anche “lungoticino di Destra” oggi “via Milazzo”.
    • lungotronto: costeggia il Tronto; solo “lungotronto Emidio Bartolomei” ad Ascoli Piceno, che costeggia il fiume Tronto.
    • lungovelino: costeggia il Velino; “lungovelino Don Gianni Olivieri” e “– Bellagamba” a Rieti.
  • lungolago: strada che costeggia un lago.
    • lungolario: costeggia il “Lario” ovvero il Lago di Como; a Lecco, Como e Bellagio (CO).
  • lungomare: costeggia il litorale, solitamente affiancato da una passeggiata pedonale (es. “lungomare Falcomatà” a Reggio Calabria.
  • lungomolo: costeggia un molo (solo “lungomolo Greco” a Viareggio).
  • lungoparco: costeggia un parco (solo “lungoparco Gropallo” a Genova).
  • lungoporto: costeggia un porto (solo “lungoporto Gramsci” a Civitavecchia, Roma).
  • lungotorrente: strada che costeggia un torrente, analogo al lungofiume. Il termine è utilizzato a Genova (“lungotorrente Secca”, “— Verde”) e provincia (“— Scrivia” a Savignone). Esistono varianti che specificano il nome del torrente:
    • lungobisagno: costeggia il torrente Bisagno; 2 strade a Genova.
    • lungo Castellano: costeggia il Castellano (solo “lungo Castellano Sisto V” ad Ascoli Piceno).
    • lungocurone: costeggia il Curone (“lungocurone G. Baravalle” e “– Giacomo Matteotti” a Vopedo, AL).
    • lungogesso: costeggia il Gesso (solo “lungogesso Papa Giovanni XXIII” a Cuneo).
    • lungoisonzo: costeggia l’Isonzo (solo “lungoisonzo Argentina” a Gorizia).
    • lungomallero: costeggia il Mallero; tre strade a Forcola (SO).
    • lungomalone: costeggia il Malone (“lungomalone Palmiro Togliatti” a San Benigno Canavese, TO).
    • lungotalvera: costeggia il Talvera, a Bolzano (“lungotalvera S. Quirino” e “— Bolzano”).
  • Salite e discese

    Strade caratterizzate da una apprezzabile pendenza per tutta la lunghezza sono comunemente dette “discese” o “salite”. Nonostante una discesa sia anche necessariamente una salita se la si osserva dal lato opposto, non sembra esistere una regola univoca per l’attribuzione dell’uno o dell’altro nome. Solitamente hanno l’ampiezza di vicoli o viuzze.

    • discesa: una via  in pendenza (es. “discesa San Nicolosio” a Genova; “discesa Marechiaro” a Napoli).
    • salita: come discesa, strada urbana in pendenza. Può essere anche →gradinata (es. “salita della Fava Greca” a Genova).
      • salita inferiore e salita superiore: a Genova, le “salite” che intersecano la “circonvallazione a Monte” sono definite “salita inferiore” o “salita superiore” a seconda che si trovino a monte o a valle di questa.
    • calata: nell’Italia meridionale, sin. di discesa (“calata Torre Rabatana” a Tricarico); in particolare a Napoli indica una discesa larga e importante (es. “calata della Trinità Maggiore”). A Genova e Livorno ha il significato di banchina→calata (banchina).
    • costa: a Jesi (provincia di Ancona) sono vicoli e gradinate che salgono lungo il pendio della collina su cui si trova il centro storico fortificato.
    • clivio o clivo: dal latino clivium, colle, significa “collinetta, pendio”; a Roma si riferisce ad una strada in pendenza (es. “clivio delle Mura Vaticane”, “clivio di Rocca Savella” e “clivo Rutario”.
    • erta: salita ripida e faticosa, strada in forte pendenza (es. “erta S.Domenico” a Milazzo, Sicilia; “erta dei Pruni” a Trieste).
    • pendice: fianco di collina, declivio, una discesa con ridotta pendenza; solo “pendice dello Scoglietto” a Trieste.
    • pendino: (dal verbo “pendere”) a Napoli, le discese verso il mare si chiamano “pendini” (es. “pendino Santa Barbara”); da “pendino”, la zona dove sorge Napoli, così detta perché il terreno “pende” verso il mare. Pendino è ancora il nome di un quartiere del centro storico.
      • penninata: variante di  pendino. Solo “penninata San Gennaro dei Poveri“, che è una scalinata nel quartiere della Sanità. Da pendino sono derivate anche i termini “pennino” e “appennino”, ora non più usati.
    • pendio: strada in pendenza, discesa. Utilizzato nella Puglia settentrionale, soprattutto a Bisceglie (BT) ma anche ad Adria e Taranto.
    • piaggia: strada in pendenza, anche gradinata (dal latino medievale plagia, pendio, costa di monte); in Toscana, Marche (es. “piaggia San Martino” ad Arezzo; “Piaggia Colombata” a Perugia).
    • ratto: a Trieste, è una strada particolarmente ripida. Dal dialetto triestino rato, cui il dizionario di Pinguentini del 1954 attribuisce il significato predominante di salita, ertaa Pola i ghe disi rato, ma noi preferimo dirghe riva»). Deriva dal latino rapidus come l’italiano ratto nel senso di ripido, scosceso: «Così s’allenta la ripa che cade Quivi ben ratta da l’altro girone» (Dante). L’uso della denominazione ratto è documentata nella toponomastica triestina sin dal 1910 con “Ratto della Pileria”, ribattezzata “via G. Palatucci”. Oggi rimane solo “Ratto dei Mandrieri”.
    • scesa: forma aferetica di →discesa, equivalente.
    • sdrucciolo: pendenza, discesa; usato in Toscana (Firenze, “sdrucciolo dei Pitti”; Pontremoli; Radda in Chianti; Rosignano Marino; Sestino). A Calcinaia, “sdrucciolo del Duomo” è un intero piazzale in leggera pendenza.
    • rampa: salita breve e ripida; in Campania (Avellino, Napoli, Pollena Trocchia NA) e Potenza (“rampa Pascoli”); scalinata, a Roma e ancora a Potenza (es. “rampa Leopardi”).
    • rampe: a Napoli, strada caratterizzata da una serie di salite (rampe), con percorso tortuoso o a tornanti (es.”rampe S. Antonio a Posillipo”, “rampe Brancaccio”).

    Scale e gradinate

    Alcune strade in pendenza possono avere una superficie a gradini o gradoni: i primi sono corti e regolari (scalinata), i secondi sono più lunghi ed irregolari (gradinata).

    Via gradinata a Monterosso (SP) [GFDL o CC-BY-SA-3.0]

    11 – un vicolo a gradoni a Monterosso (SP).

    • gradinata: via o vicolo il cui fondo stradale è costituito da gradoni, ovvero ripiani digradanti più ampi e meno uniformi dei gradini di una scalinata. Di fatto, il termine è comunemente utilizzato come sin. di scalinata.
    • gradini: a Napoli è una scalinata; la città è caratterizzata da un complesso sistema di scale e gradinate.
    • gradoni: via a gradonigradinata.
    • rampa: sin. di scalinata, a Roma e Potenza. In Campania indica una salita: cfr. →rampa (salite e discese).
    • scalea: a Roma, una scalinata particolarmente ampia (“scalea Andrea il Moro” e “— Ugo Bassi”).
    • scalette: passaggio caratterizzato da una serie di rampe di scale, alternate a pianerottoli o tratti in piano; in Sardegna (“scalette Zilath” a Chiusi in Toscana; a Cagliari, “scalette di Santa Chiara”, ed altri comuni della Sardegna; “scalette del Teatro” ad Urbino). A Verona il termine scalette indica un vicolo che inizia con dei gradini (“scalette San Marco” e “— Pellicciai”).
    • scalinata: scala pubblica con gradini regolari; può essere larga come un viottolo oppure ampia come la celebre “scalinata della Trinità dei Monti” a Roma. Se i gradini sono lunghi ed irregolari, dovrebbe essere chiamata gradinata ma di fatto i termini sono spesso utilizzati come sinonimi.
    • scalone: scala ampia o lunga, può essere a gradini (“scalone Cairoli” a Belgirate, BG) o gradoni (“scalone Castel S. Pietro” a Verona).

    Spazi e passaggi coperti

    • archivolto: a Genova, è un passaggio a volta  attraverso il corpo di fabbrica di un edificio, con sezione ad arco (dal latino arcus volutus, “vòlto ad arco”). Più generalmente, un archivolto è un elemento architettonico puramente estetico che corona la parte superiore di un arco.
    • galleria: un →corso coperto circondato da negozi. Le più importanti sono coperte da volte vetrate (“galleria Alberto Sordi” a Roma, “– Vittorio Emanuele II” a Milano, “– Umberto I a Napoli”), quelle un po’ più modeste sono passaggi nel corpo di fabbrica di edifici.
    • passaggio: in genere un varco ricavato nel corpo di fabbrica di un edificio, un vicolo coperto. Più in generale, può essere inteso come «luogo attraverso il quale si passa» (Sabatini Coletti): es. “passaggio Adorno” a Siracusa è una viuzza che si affaccia sul mare, mentre “passaggio Castel Dell’Ovo” a Napoli è il ponte che raggiunge l’isolotto di Megaride.
      • passaggio privato: privato ma aperto al pubblico, come →via privata.
    • sottoportico: passaggio coperto ricavato nel corpo di un edificio; presenta alcune varianti allofone:
      • sopportico: raro (es. “sopportico Educandato” a Chieti).
      • supportico: usato in Campania e Molise.

      A Venezia si usa il termine →sotoportego (dal dialetto veneto) e costituiscono un elemento tipico dell’urbanistica della città.

    • volti: indica un portico, ovvero una galleria aperta ricavata al piano terreno di un edificio. Unico caso, “volti di Chiozza” a Trieste, che si affacciano su via Cesare Battisti ma hanno numerazione civica propria.
    • voltone: passaggio a volta attraverso il corpo di un’edificio (“voltone del Podestà”, “– delle Molinelle” a Faenza). A Pavia, “voltone degli Isimbardi” è una piazzetta con unico accesso attraverso un voltone.
    galleria-passaggio

    12 – Galleria e passaggio: a sinistra “galleria V.Emanuele II” a Milano, a destra “passaggio Giardini di Ponente” a Como.

    Ponti e cavalcavia

    • cavalcavia: ponte stradale che consente di scavalcare un’altra strada o una ferrovia, per estensione una strada che include un cavalcavia: solo “cavalcavia Borgomagno” a Padova.
    • ponte: manufatto che consente di superare un ostacolo orografico, solitamente un corso d’acqua. Sebbene sia frequente che un ponte abbia un nome proprio, lo è meno che sia considerato un vera e propria strada con accessi e numeri civici: unici, celebri casi sono il “Ponte Vecchio” di Firenze e “— di Rialto” a Venezia, fiancheggiati da botteghe. Il “Ponte Coperto” di Pavia ha al centro una piccola cappella, che però non ha numero civico. Nel Porto Antico di Genova ponte è utilizzato come sin. di →molo (es. “ponte Andrea Doria”, “— degli Embriaci”, “— degli Spinola”).
    Ponte Vecchio a Firenze [CC-BY-SA-2.5]

    13 – Ponte Vecchio a Firenze.

    Località

    Le strade che servono piccoli centri abitati non sede di Comune, come frazioni, gruppi di abitazioni o case sparse, quando non abbastanza grandi da avere una propria toponomastica stradale, possono avere una denominazione specifica che comprende eventuali diramazioni, spiazzi e corti.

    • borgata: piccolo gruppo di case in ambito rurale, più piccolo di una frazione, nelle provincie di Belluno e Torino; strada che raggiunge o attraversa una borgata.
    Cascina a corte lombarda a San Giorgio su Legnano

    14 – Cascina a corte lombarda a San Giorgio su Legnano (MI).

    • cascina: (dal lombardo antico cassina, già nel latino medioevale) è la struttura agricola tipica della pianura padana lombarda, piemontese ed emiliana. Solitamente è un complesso autonomo di edifici funzionali all’attività agricola (fienili, stalle, ricoveri, mulino…) abitazioni per i salariati e i braccianti, raggruppati intorno ad una corte chiusa o aperta, più raramente affiancati oppure riuniti in un’unico edificio; le cascine più grandi potevano disporre di alcuni servizi (cappella, osteria, scuola), come piccole comunità. Una struttura analoga nell’Italia meridionale è la masseria.
    • case sparse: case disseminate sul territorio o raggruppate in numero esiguo. L’ISTAT definisce le case sparse come «disseminate nel territorio comunale a distanza tale tra loro da non poter costituire nemmeno un nucleo abitato» (ISTAT).
    • contrada: l’etimologia è incerta ma sembra derivare dal latino contra, “che sta di fronte”; solitamente è riferito ad una suddivisione (quartiere o frazione) ma è diffuso in tutta la penisola con differenti significati; nell’Italia meridionale può indica diversi tipi di località, dalla frazione di dimensioni variabili (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia) alle case sparse (Sicilia).
      Per altri significati v. →contrada).
    • frazione: località con le caratteristiche di un centro abitato più o meno esteso ma che non costituisce un comune amministrativo indipendente.
    • isola: località che coincide con un’isola, quando questa non è abbastanza estesa da avere una propria toponomastica (es. “Isola di San Giulio” sul lago d’Orta, “— dell’Unione” a Chioggia; “— di San Giorgio”, “— di San Servolo” a Venezia).
    • località: termine generico per indicare  qualunque tipo di insediamento infracomunale che, a differenza della →frazione, non ha necessariamente le caratteristiche di nucleo abitato. In pratica però i termini vengono spesso usati come sinonimi.
    • masseria: (da massaio, massaro) è la struttura agricola tipica del sud Italia, soprattutto Puglia e Sicilia. Può essere considerato un analogo meridionale della cascina settentrionale, rispetto alla quale è spesso più piccola e caratterizzata da un recinto fortificato.
    • regione: in Liguria e Piemonte settentrionale, piccolo conglomerato di abitazioni rurali, sin. di località; per estensione la relativa strada. Dal latino regio -ōnis, derivato di regĕre «dirigere», propr. «direzione, linea», da cui «linea di confine» quindi «territorio, regione».
    • villaggio: indica una lottizzazione a villini urbanisticamente omogenea,  non necessariamente al di fuori del centro abitato (es. “villaggio dei Pioppi” a Torre d’Isola PV, “villaggio Tassara” a Bagnolo Mella BS).
    • vocabolo: località di campagna con poche abitazioni.

    Venezia e Laguna

    Venezia e la laguna veneta meritano un paragrafo a parte, per la peculiarità dell’urbanistica, basata sull’acqua, e per la forte influenza della lingua veneta nella toponomastica. Alcune denominazioni sono comuni in tutti i centri della laguna (Murano, Burano, Chioggia) come calle (equivalente di via), fondamenta, canale; altri sono invece peculiari della sola città di Venezia. A differenza del resto delle città italiane, i numeri civici proseguono per tutto il “sestiere”, ovvero l’equivalente del quartiere, senza un apparente ordine logico (troviamo civici oltre il numero cinquemila) e non sono infrequenti spazi con lo stesso nome. Scrive Tassini (1887, op. cit.): «Ove in uno stesso punto vi sono due Calli del medesimo nome troviamo «Calle Prima, Calle Seconda», ecc. Troviamo pure «Calle a fianco, Calle dietro», ecc. Tutto ciò si verifica anche riguardo a «Corte, Ramo», ecc.» Le targhe stradali, scritte in nero su lastre di pietra bianca, sono dette nizioleti, ossia “piccole lenzuola”.

    Canale_di_Cannaregio

    15 – Canale di Canareggio a Venezia

    Strade

    • barbarìa: esiste un’unica →calle così classificata, “barbarìa delle Tole”, citata già in una legge del 1331. L’origine del termine “barbaria” è incerto, ma probabilmente collegato al commercio del legname: in questa zona infatti vi erano depositi e falegnamerie. Qui venivano piallate le “barbe” dai tronchi, oppure il Tassini dà come ipotesi più probabile che a dare il nome alla strada fosse la destinazione dei legnami, ovvero la “Barbaria” o “paesi barbari”, termine generico con cui si indicava qualunque paese lontano. Altra ipotesi è che i “barbari” fossero gli stessi legnaiuoli, «gente rozza e barbara» (Tassini) o ancora le bottege di barbieri (Gallicciolli). Nota è invece l’origine del nome ufficiale “delle tole”, anch’essa legata al commercio e alla lavorazione del legname: in dialetto veneziano, le tole sono le assi di legno.
    • borgoloco: in origine, via con alberghi o locande. Sembra che il termine derivi dall’espressione in dialetto veneziano «tegnir uno a loco e foco», cioè «tenerselo in casa, tenerselo a proprie spese» (in francese: «defrayer, fournir aux frais»). Attualmente solo due strade hanno questa denominazione, “borgoloco Pompeo Molmenti” e “borgoloco San Lorenzo”, ma il termine è usato anche come nome proprio (es. “calle Borgoloco”).
    • calle: dal latino callis, sentiero (da cui anche lo spagnolo calle ), a Venezia è sin. di via; comune anche in altre città della laguna veneta e dintorni, come Caorle, Chioggia, Grado, Malamocco, Mestre, Murano e Burano; in epoca preunitaria era diffuso anche a Milano. Secondo Tassini le calli sono «quelle strade interne che sono più lunghe che larghe».
      • calle stretta: viuzza, vicolo.
      • calle larga: particolarmente ampia (es. “calle larga San Marco”). La strada principale di Zara, in Croazia, è ancor oggi denominata Kalelarga che deriva appunto da calle larga.
      • calle lunga: particolarmente lunga e solitamente con un percorso tortuoso.
    Fondamenta Contarin, Venezia

    16 – fondamenta Contarin a Venezia. [foto: G.Dall’Orto]

    • callesèlla: (dim. di calle) viuzza, vicolo. Il Regestum possessionum comunis Vincencie del 1262, catasto del patrimonio comunale della Vicenza medievale, definisce la callesella come «piccola via, sentiero, tratturo, callis».
    • callesèllo: (dim. di calle) viuzza, vicolo; si trova a Marostica (“callesello delle Monache”). A Solagna, sempre nel Veneto, esisteva una viuzza denominata “callesello della Chiesa”.
    • callétta: dim. di calle, viuzza, vicolo.
    • fondamenta: banchina che costeggia un →canale, così detta perché poggia sulle “fondamenta” delle costruzioni. Una fondamenta coperta è detta sotoportego; una fondamenta ampia ed adibita all’attracco delle imbarcazioni è detta riva.
    • lista: è una calle caratterizzata in origine da una striscia in pietra d’Istria, detta appunto lista: questa indicava, ai tempi della repubblica, il confine dell’area pertinenziale di un’ambasciata straniera, entro cui si poteva godere di alcune immunità. Ultima strada così classificata è “lista Bari”. Il termine lista sopravvive anche nel nome proprio del “rio terà Lista di Spagna” che ricorda la presenza, in passato, dell’ambasciata spagnola presso la Serenissima.
    • merceria: in veneto marzaria, è una calle importante perché vi si trovavano le botteghe di merci (es. “merceria San Salvador”).
    • piscina: è una calle ricavata dall’interramento di una piscina, ovvero uno stagno naturale, dove si faceva il bagno o si pescava (es. “piscina Venier”).
    • rio terà: rio interrato, una calle realizzata sul percorso di uno di quei →rii (canali) che furono interrati o coperti, specialmente tra il XVIII ed il XIX secolo, per consentire il transito pedonale. Il più antico è probabilmente il “rio terà della Maddalena” il cui interramento risalirebbe al 1398. Curiosa l’origine del toponimo “rio terà Barba Frutaròl”: sarebbe infatti intitolato ad un certo “Barba” (zio) che faceva il fruttivendolo (frutaròl). La fama di questo esercizio deve essere stata tale non solo da entrare nella toponomastica, ma da sopravvivervi per secoli: il “rivo Barba Frutaròl” (non era ancora interrato) è infatti citato in un catalogo delle meretrici del XVI secolo ed in una cronaca del 1587.
    • ramo: è una diramazione, una callétta solitamente a fondo chiuso (es. “ramo crociferi”, “ramo al Ponte S.Francesco”).
    • riva: banchina, più ampia ed importante di una fondamenta, priva di parapetti per consentire il carico e lo scarico dalle imbarcazioni. In genere sono chiamate rive le banchine lungo il Canal Grande ed il bacino di San Marco, che erano in origine le banchine portuali per l’approdo delle navi mercantili. Ad esempio, “riva degli Schiavoni“, risalente al IX secolo è così chiamata perché ai tempi della Repubblica vi approdavano i mercanti provenienti dalla “Schiavonia” (Dalmazia). C’è una riva anche a Burano ed una a Murano.
    • ruga: dal francese rue è una calle ampia e di particolare importanza per le attività commerciali che vi si affacciavano, al pari di un corso (es. “ruga Giuffa”, “ruga Rialto”).
      • rugheta: piccola ruga,  →corsetto (es. “rugheta Ravano”).
      Salizada dei Greci a Venezia [CC-BY-SA-3.0]

      17 – salizada dei Greci, Venezia.

    • salizada: sono le calli più importanti e che per questo che furono le prime ad essere  pavimentate con il selciato grigio di pietre trachitiche dette masegni, ora diffuso in tutta la città: salizada in dialetto veneziano significa infatti “selciata” (foto 17).
    • sotoportego: veneto per →sottoportico, è un passaggio coperto ricavato nel corpo di un edificio. Può collegare due calli o costituire l’accesso ad un rio creando una zona di carico/scarico coperta. Alcuni sotoporteghi infine costeggiano un rio, e sono in pratica delle fondamenta coperte (foto 19).
    sotoportego

    18 – Venezia, due tipi di “sotoportego”: a sinistra, “sotoportego del Fenester” è un →passaggio coperto, a destra “sotoportego Panada” costeggia l’omonimo →rio ed è in pratica una →fondamenta coperta.

    Piazze

    • campo: è la →piazza di Venezia. L’unico spazio classificato come “piazza” è la celeberrima “piazza S. Marco” (che sarebbe in realtà un →piazzale), tutte le altre sono campi. L’origine di questa denominazione si deve al fatto che originariamente le piazze di Venezia (con eccezione appunto di S. Marco) erano lasciate a prato ed utilizzate per il pascolo degli animali, assomigliando così a campi. Scrive Tassini nel 1887: «Era ben naturale che i nostri padri lasciassero innanzi le chiese uno spazio vuoto per la concorrenza del popolo che frequentava le sacre funzioni. Queste piazze, eccettuata quella di S. Marco, si dissero «Campi», perché, essendo nei primi tempi piantate d’alberi, e lasciandosi in esse crescere l’erba per pasturare i cavalli, le mulette, ed il gregge minuto, ai campi rassomigliavansi.» (analoga origine avrebbe il nome della “piazza Campo de’Fiori” a Roma che fino al XV secolo era lasciata a prato ed orti). Caratteristica del campo veneziano era la presenza della “vera da pozzo” per attingere l’acqua.
      • campiello: piccolo campo, ovvero una piazzetta, solitamente priva del tipico pozzo. Deriva da campicello, “piccolo campo”. Da campiello prende il nome l’annuale premio letterario “Campiello”, la cui cerimonia si tiene a Venezia dal 1963.
    • corte: piazzetta ricavata dal cortile interno di un edificio, solitamente con accesso attraverso il corpo di fabbrica dello stesso; equivalente alle corti di altre città (cfr →corte). La cosiddetta “corte veneziana è una caratteristica tipica dell’urbanistica della città.
      • cortesela: piccola corte.

    Canali

    Le via d’acqua sono la caratteristica più notevole dell’urbanistica di Venezia, Burano, Murano e Chioggia. Più o meno ampi e ramificati, sono come vie cittadine e molti edifici hanno accesso direttamente sull’acqua.

    • bacino: è una “piazza d’acqua”, ovvero uno spazio acqueo facente parte della rete dei canali urbani. Il “bacino Orseolo”, interamente circondato da edifici (proprio come una piazza), fu creato nel 1869 per consentire l’approdo a piazza San Marco. Il “bacino San Marco”, antistante la piazza omonima, è formato dalla confluenza del Canal Grande con i canali del Lido e della Giudecca (volendo fare il paragone con le strade, sarebbe un →largo).
    • canale o canal: i canali sono le vie d’acqua principali, lungo le quali possono transitare i natanti. Il “Canal Grande” detto anche “Canalazzo”, è il canale principale della città che attraversa tutto il centro storico. Altri importanti canali sono il “canale di Canareggio” e il “canale della Giudecca”, che il più vasto. Troviamo i canali anche a Chioggia (“Canal Vena”), Burano e Murano (es. “Canale Serenella”). Al di fuori del centro urbano il termine canale identifica i percorsi lagunari navigabili.
    • rio: è un canale secondario; i rii costituiscono i capillari della rete navigabile del centro storico. Come i canali possono essere affiancati su uno o entrambi i lati da una →fondamenta che consente il transito pedonale, ma non è infrequente che ne siano del tutto privi, bagnando direttamente gli edifici. Un rio interrato o tombinato per farne una via diventa un rio terà.
      • riello: è un piccolo rio, una diramazione, l’equivalente navigabile di un vicolo.
    Canal Grande [CC-BY-SA-3.0]

    19 – Canal Grande, Venezia.

    Isole

    Nei dintorni di venezia sono  presenti numerose isolette che, al pari delle frazioni, fanno parte del territorio comunale.

    • isola: sono isole naturali separate dal centro storico, non raggiungibili da ponti, cfr, →isole.
    • sacca: a Venezia le “sacche” erano aree lagunari, solitamente delle insenature (da cui sacca) utilizzate come discarica di materiale dragato dai canali o proveniente dalla demolizione di edifici. Scrive Tassini «Per “sacca” noi intendiamo un luogo ove l’acqua s’insinua e forma quasi una rada. Molte di tali sacche avevamo anticamente in Venezia, ma la maggior parte di esse si andò a poco a poco interrando». Alcune di esse si sono trasformate col tempo in piccole isole artificiali ed edificate (es. “sacca Fisola”). La “sacca Misericordia” è invece l’unica ad essere rimasta un’insenatura, oggi utilizzata come porticciolo.

    Bibliografia e fonti

    Immagini

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    Opera tutelata dal plagio su www.patamu.com con numero deposito 35998.
    Ultimo aggiornamento 16-03-2017– Ultima revisione completa 4-01-2016.

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    Silvio Dell'Acqua

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    Fondatore, editore e webmaster di Laputa. Cultore Italiano di Storia della Croce Rossa Internazionale (CISCRI). Le notti insonni sono fatte per scoprire vecchie ferrovie ed esotiche monorotaie, progetti perduti di un futuro che non è mai arrivato se non in qualche universo parallelo.

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