La bandiera verde di Ladonia

In Bandiere, Micronazioni di Silvio Dell'Acqua

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La bandiera verde adottata dalla Libia dal 1997 al 2011[1] sarebbe già abbastanza curiosa, essendo stata infatti l’unica bandiera nazionale con un solo colore e senza alcun tipo di simbolo. Ma c’è una bandiera ancora più insolita: quella della Reale Repubblica di Ladonia, piccola enclave in territorio Svedese. Pur essendo infatti completamente verde, come quella ex-libica, il disegno ce l’ha. Ma non si vede.

È infatti costituita da una croce scandinava, come quella della bandiera della Svezia, ma «verde su un fondo verde»,[2] tra l’altro nella stessa identica tonalità,[3] il che la rende molto difficilmente percepibile. Chi ha concepito il vessillo ladoniano[4] non era tuttavia uno sprovveduto ed il problema se lo è posto; concludendo però che «la cucitura sul tessuto [verde, naturalmente] rende discernibile la croce».

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2 – Bandiera ufficiale di Ladonia, nella versione per la stampa.

Restava il problema della riproduzione a stampa, dove sarebbe stato impossibile riprodurre una cucitura dello stesso colore dello sfondo (a meno di non scadere in soluzioni grafiche di dubbio gusto che poco si confanno ad una bandiera nazionale); ma anche qui il legislatore di Ladonia ha trovato una soluzione pragmatica e tutto sommato elegante: si stabilisce infatti che nelle stampe o serigrafie bidimensionali «è accettabile usare una sottile linea bianca che contorni la croce». La bandiera verde di Ladonia è anche l’unica ad adottare la proporzione 21:13 perché si è voluto utilizzare due numeri appartenenti alla “successione di Fibonacci”[5] tali che il loro rapporto fosse più vicino possibile alla sezione aurea;[6] anche tutte le proporzioni della croce scandinava (lunghezza e larghezza dei bracci) sono regolate dai numeri di Fibonacci. Una bandiera che sembra in bilico tra il goliardico ed il cervellotico, ma che appare perfettamente coerente con lo spirito della nazione che l’ha adottato.

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Ladonia 56.287679, 12.539177 Ladonia
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3 – Lars Vilks a Ladonia (2005)

Ladonia occupa un territorio di appena 1 km² circa all’interno della riserva naturale di Kullaberg, nel sud della Svezia, sulla baia di Skälderviken; una micronazione basata «sull’arte e la libera espressione», la cui sovranità non è riconosciuta da alcuna nazione (nemmeno dalla stessa Svezia). Nessuno degli oltre quindicimila cittadini[7] sparsi in tutto il mondo risiede sul territorio nazionale e la “capitale” Wotan City conta ogni anno migliaia di visitatori, ma nessun abitante. È costituita infatti da due soli edifici, simili a fortezze: Nimis -una struttura composta di 75 tonnellate di legni- e Arx (“fortezza” in latino), in pietra. Nessuna delle due è adatta ad essere abitata, trattandosi di due sculture realizzate negli anni’80 dall’artista svedese Lars Vilks, scultore e disegnatore. Grazie alla posizione difficilmente raggiungibile le opere rimasero sconosciute per circa due anni, ma una volta scoperte furono considerate a tutti gli effetti edifici -e quindi costruzioni abusive- dalle autorità, che ne intimarono la rimozione. Ne seguì una lunga e curiosa controversia legale in seguito alla quale Vilks proclamò, in segno di protesta, l’indipendenza della micronazione dalla Svezia nel 1996.

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4 – Nimis, la prima struttura di Ladonia, dalla baia (© E. Daugaard/Flickr)

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5 – Ark, la “fortezza” in pietra (H. Dahlstrom/Flickr)

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– La guerra contro Ladonia secondo Piratebay.

La Repubblica Reale di Ladonia si distinse per la goliardica ma aggressiva politica estera: dichiarò infatti guerra alla Svezia ed agli Stati Uniti pur non disponendo di un esercito, dichiarazioni inspiegabilmente ignorate da entrambi i destinatari. Nel 2006 un nuovo conflitto incombeva sulla nazione degli artisti anarchici: il collettivo di hacker “The Pirate Bay” chiese di ospitare i server per il file sharing. Vilks però rifiutò, facendo presente che a Ladonia non c’è corrente e quindi nemmeno internet. Ciò indispose i pirati che, attraverso una sedicente “Armed Coalition Force of The Internet”, dichiararono guerra alla micronazione al grido di «internet per ogni pietra»,[8] chiedendo ai cittadini di ribellarsi contro il governo conservatore ed oscurantista. Una guerra virtuale, a colpi di post sul blog Implodeladonia, nella quale era davvero difficile capire quanto entrambe le parti contraenti fossero serie: la Coalition Forces chiedeva, tra l’altro, l’eliminazione delle «armi di distruzione di massa»[8] concentrate vicino ai confini, ma va da sé che Ladonia non abbia mai avuto armi se non forse qualche fionda, vista la disponibilità di legname. Ben presto intervennero gli hippie della rete, gli “Internet Veterans Against War”, che sul blog No War Against Ladonia chiedevano la fine del conflitto. Il tutto, naturalmente, finì a birra e salsicce. Ma le sculture di Vilks sono ancora lì dopo oltre trent’anni.

Note

  1. [1]Al termine della guerra civile libica è stata ripristinata la bandiera tricolore del Regno di Libia, del 1951.
  2. [2]Articolo 1, sezione 7 della Costituzione.
  3. [3]Il verde di Ladonia è RGB: 0, 144, 0 (#x009000).
  4. [4]La standardizzazione della bandiera, avvenuta nel 2008, è attribuita a Hendrik Lönngren.
  5. [5]I “numeri di Fibonacci“, dal nome del matematico Pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci, sono una sequenza di numeri interi dotata di particolari proprietà matematiche: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144… Fibonacci individuò la sequenza nel tentativo di trovare una legge matematica che potesse descrivere la crescita di una popolazione di conigli.
  6. [6]La sezione aurea o rapporto aureo, nell’ambito delle arti figurative e della matematica, indica il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. Il valore così definito è un numero irrazionale pari a 1,6180339887… In passato si riteneva che tale proporzione risultasse naturalmente “bella”.
  7. [7]Nel 2011.
  8. [8]Pirate Bay (cit.)

Bibliografia e fonti

Immagini

  1. © Depositphotos;
  2. Commons [PD];
  3. OlofE, 22-7-2005 [GNU FLD/CC-BY 3.0Commons;
  4. © Erik Daugaard [CC-BY 2.0Flickr;
  5. © Hakan Dahlstrom [CC-BY 2.0] Flickr;
  6. 24-7-2006 [PD] The Pirate Bay News.
Over de auteur

Silvio Dell'Acqua

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Fondatore, editore e webmaster di Laputa. Cultore Italiano di Storia della Croce Rossa Internazionale (CISCRI). Le notti insonni sono fatte per scoprire vecchie ferrovie ed esotiche monorotaie, progetti perduti di un futuro che non è mai arrivato se non in qualche universo parallelo.